Aflatossine e biocontrollo con AFX1: abbattimento della contaminazione del 94%

Il punto nel corso dell'evento, svoltosi all'Università Cattolica, nel quale è stato spiegato il meccanismo di azione di AFX1 contro le aflatossine. Guarda il video

Barbara Righini di Barbara Righini

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'Il contributo della ricerca per la gestione delle micotossine nella filiera mais'
Fonte foto: © Dusan Kostic - Fotolia

Al più tardi a febbraio 2020 l'AFX1, agente di biocontrollo di Aspergillus flavus, sarà registrato e non ci sarà quindi più bisogno di autorizzazione temporanea da rinnovare ogni anno. Secondo quanto riferito durante l'evento 'Il contributo della ricerca per la gestione delle micotossine nella filiera mais' da Paola Battilani (Diproves, UniCatt Piacenza) che, con il suo staff, ha isolato l'agente, una volta che AFX1 sarà registrato dovrebbe sparire il limite per uso zootecnico e il prodotto dovrebbe anche essere utilizzabile in agricoltura biologica.

Una buona notizia per i maiscoltori che non dovranno più attendere in futuro l'autorizzazione all'utilizzo. Paola Battilani ha spiegato il meccanismo d'azione di AFX1 contro le aflatossine, nemiche numero uno della sanità della granella e incubo di produttori, stoccatori e trasformatori. Secondo i dati resi noti durante il workshop, secondo prove effettuate in campo nel 2016, il mais trattato ha avuto un abbattimento della contaminazione da aflatossine del 94%. Dato interessante anche il fatto che la parte di contaminazione superiore ai 20 ppb (limite di legge per uso mangimistico) è stata completamente azzerata, segno che il biocontrollo funziona. Utilizzando AFX1 poi, la variabilità rispetto alla contaminazione da aflatossine all'interno di una partita di mais diminuisce notevolmente, questo risultato porta a un campionamento con un margine d'errore che diminuisce.
 

Ma come agisce AFX1, qual è il suo meccanismo? Lo ha spiegato proprio Paola Battilani: "Nella popolazione del fungo Aspergillus ci sono individui che non producono aflatossine. Aspergillus è un fungo naturalmente presente ma non in maniera pressante e quindi è più facile, con un agente di biocontrollo, tenerlo a bada. L'idea alla base della ricerca era quella di individuare il ceppo che non produce aflatossine e che è più competitivo e di distribuirlo in campo. In questo modo si aumentano gli individui non produttori di aflatossine fino all'ideale percentuale del 100% della popolazione. La distribuzione in campo avviene con sorgo cui è stato inoculato Aspergillus, ovviamente il ceppo non produttore. La fase fenologica adatta per la distribuzione è alla quinta foglia vera. In pratica è una esclusione per competizione".
Il meccanismo è conosciuto negli Usa fin dagli anni '80, ciò che serviva era individuare, nell'areale italiano, il ceppo più competitivo.

Negli anni in cui è stato autorizzato l'utilizzo di AFX1 (2016, 2017, 2018) sono stati trattati circa 15mila ettari in Italia. L'area trattata non si è espansa nel tempo, nonostante i risultati: "Il problema - ha spiegato ancora Paola Battilani - è che le autorizzazioni arrivano sempre molto tardi, ciò contrasta con l'organizzazione delle aziende agricole e con le esigenze dell'azienda che produce l'agente di biocontrollo. Finché non avremo la registrazione poi non è ammesso l'utilizzo del prodotto trattato per utilizzo umano, ma solo zootecnico. Questo obbliga le aziende alla tracciabilità e sono molte quelle non attrezzate".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura ricerca video micotossine

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