Macchine agricole, mercato forte e in ripresa

Trainato da un settore primario resiliente, il comparto della meccanica segna una flessione nei primi sei mesi ma i dati danno segnali positivi con una crescita del 3% tra giugno e agosto

Michela Lugli di Michela Lugli

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Assemblea annuale FederUnacoma a Bologna il 24 settembre 2020
Fonte foto: Agronotizie

"Il sentiment è buono nonostante i dati - fermi per ora a fine agosto - che sono ancora in ribasso. La sensazione è di una lenta ripresa con valori prossimi a quelli pre emergenza Covid-19 con qualche macchina in meno ma con risultati buoni in termini di fatturato. Stiamo vendendo macchine più grosse o con equipaggiamenti 4.0". Così il presidente FederUnacoma Alessandro Malavolti, al termine della riunione annuale dell'associazione tenutasi il 24 settembre scorso a Bologna dal vivo, ha definito un clima di ottimismo avvallato dai dati forniti dal Cema barometer - ne abbiamo parlato in questo articolo - che fanno sperare in un fatturato 2020 in linea con il 2019 con possibili risalite nel 2021.

"Credo il 2021 sarà un discreto anno" ha confermato Malavolti alla stampa. "Abbiamo bisogno di un sistema di incentivi che proceda secondo una programmazione di lungo periodo, indipendente da contingenze economiche e politiche. Per questo abbiamo presentato al Governo un piano di incentivazione per l'acquisto di mezzi meccanici nuovi con la richiesta di destinare al settore della meccanica agricola una parte dei fondi stanziati nell'ambito del Recovery fund. Abbiamo in tal senso presentato un buon progetto molto apprezzato dalla ministra dell'Agricoltura. Per svecchiare il parco macchine nazionale - visto che sul fronte revisione ancora novità non ce ne sono Ndr - è necessario avviare un programma di aiuti pluriennali - simili ai bandi Isi ma proposti dal Governo, per intenderci. La risposta è buona e le istituzioni sono possibiliste - prosegue Malavolti -, sembrano capire più di altre volte le nostre esigenze".
 

Mondo: un settore primario che traina

Se vogliamo mantenere uno sguardo positivo, l'emergenza Covid-19 ha reso evidente il ruolo centrale del settore primario che, dal canto suo, ha saputo dimostrare di avere buonissime doti di resilienza: la produzione globale di cereali e di latte è in aumento così come i prezzi delle principali commodities agricole.

In un contesto mondiale di flessione generalizzata per molti comparti che si traduce in un sensibile calo del Pil (-4,5% a fine 2020 secondo le previsioni Ocse), il settore primario accresce la propria capacità produttiva.
"Secondo stime della Fao - ha evidenziato il presidente di FederUnacoma - nel 2020 la produzione cerealicola globale dovrebbe raggiungere il valore record di 2.756 milioni di tonnellate (+2,2% sul 2019) con un incremento anche per la domanda (+2,4%) e per il commercio mondiale (+1,6%). In positivo anche la produzione di latte (+0,8%),  mentre la carne registra una flessione dell'1,7% a causa di fattori contingenti. Crescono anche i prezzi delle principali commodity, con carne, pollame e riso che nell'anno registrano incrementi, rispettivamente, dell'8,3%, del 7,7% e dell'8,2%".

In questa fase di profonda insicurezza alimentare creata dalla pandemia, il ruolo dell'agricoltura e di conseguenza della meccanizzazione agricola diventa più che mai strategico. "In questo scenario - spiega Malavolti - le macchine agricole sono uno strumento imprescindibile per il potenziamento della produzione e un presidio del territorio. Grazie alle attività di ricerca e di innovazione delle nostre industrie, i mezzi moderni sono dotati di tecnologie sempre più eco-friendly, in linea anche con le priorità politiche formulate dalla Commissaria europea Ursula von der Leyen".
 

L'Europa delle macchine agricole: numeri crudeli

La calma è la virtù dei forti e le macchine agricole sono forti per definizione. Non dobbiamo quindi farci scoraggiare dalla fase negativa in cui si trova oggi il mercato mondiale della meccanizzazione agricola come abbiamo accennato in apertura dell'articolo.

I dati di chiusura del primo semestre 2020 seguono andamenti diversi da paese a paese. Gli Stati Uniti e la Russia chiudono la prima parte del 2020 in positivo per la vendita di trattrici che sale rispettivamente di 10,4 e 7 punti percentuali, segue un Canada stabile con un delta dello 0,3% sul 2019.
Da qui inizia la china: il Brasile perde il 5%, la Corea il 7,3%, l'India l'11% e il Giappone segna un pesante -29,5%. Prima di passare all'Europa, va segnalata la situazione di eccezionale crescita della Turchia (+75%) che però va letta al netto del pesante crollo degli ultimi anni.

In Europa l'immatricolato dei trattori è in negativo di 12 punti percentuali con un totale di 68.831 mezzi e, ugualmente, l'Italia subisce un calo di 18 punti percentuali sul primo semestre 2019. Ma, come detto prima, il mese di agosto rivela una leggera ripresa sul dato semestrale portando l'immatricolato dei primi otto mesi dell'anno a -15% a dire, una ripresa di 3 punti percentuali tra giugno e agosto.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: finanziamenti mercati unione europea macchine agricole trattori agricoltura 4.0

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