Resilienza e sostenibilità in vigneto: le prime attività del progetto Drive Life

I primi passi del progetto che vuole valutare l'efficacia di tecniche innovative di gestione del suolo e della chioma e diminuire la water footprint nella filiera vitivinicola

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I vigneti dimostrativi sono stati individuati nei distretti vitivinicoli partner del progetto: la Cantina di Vicobarone e la cantina Terre d'Oltrepò
Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore

Resilienza e sostenibilità sono le armi contro il cambiamento climatico. Lo sanno bene gli accademici e i partner del progetto Drive Life, Drought resilience improvement in vineyard ecosystem (Life19 Env/It/000035), finanziato dal programma Life dell'Unione europea per il periodo 2021 - 2023. Il progetto è nato, infatti, per individuare strumenti e tecniche di coltivazione della vite più in linea con i futuri scenari climatici, in particolare quelli legati alla siccità.


Nei prossimi tre anni il progetto valuterà l'efficacia di tecniche innovative di gestione del suolo e della chioma. In più si cercherà di diminuire la "water footprint" nella filiera vitivinicola e il ricorso agli interventi irrigui.

In questo articolo viene presentato il quadro sull'avanzamento delle attività del progetto.

Studio delle componenti del deficit idrico in vigneto

Le attività sono state svolte dal gruppo di ricerca dell'Università di Milano, in particolare dal dipartimento di Scienze e politiche ambientali (Esp).

Modelli e database sono stati sviluppati per la simulazione del deficit idrico in vigneto e sono state elaborate mappe del deficit idrico per l'area di studio.

Le simulazioni nel periodo 2009 - 2020 sono state riferite a cinque classi di maturazione delle uve (da precoci a tardive) tenendo conto della variabilità interannuale delle condizioni meteo. I dati sono stati utilizzati per la creazione delle mappe.

I dati raccolti hanno evidenziato come, in generale, gli anni 2009, 2010, 2011 e 2014 mostrano i valori più bassi di deficit idrico. Gli anni 2012, 2013 e 2020 sono gli anni dove la carenza idrica si è presentata con più potenza e, infine, gli anni 2016, 2018 e 2019 registrano situazioni intermedie.

Definizione del gruppo di aziende dimostrative (demo farms)

Le aziende dimostrative sono state identificate e localizzate in aree con un "water deficit" classificato come medio e medio alto, alta variabilità interannuale e importante presenza di vigneti.

Le aziende sono state individuate nei distretti vitivinicoli partner del progetto fra i soci della Cantina di Vicobarone e della cantina Terre d'Oltrepò. Le prime tre aziende sono situate sui Colli piacentini (Pc) e le altre tre nell'areale dell'Oltrepò pavese (Pv):
  • azienda Sartori, Creta di Castel San Giovanni (Pc);
  • azienda Ampeli, Vicobarone, (Pc);
  • azienda Braghieri, Genepreto Val Tidone (Pc);
  • azienda Piaggi, Canevino (Pv);azienda Dacarro, Borgo Priolo (Pv);
  • azienda Ottina, Santa Maria della Versa (Pv).


Sviluppo dello strumento di monitoraggio

Anche in questo caso le attività sono state svolte dal gruppo di ricerca dell'Università di Milano, dipartimento di Scienze e politiche ambientali (Esp).

È stata sviluppata una prima versione del tool di monitoraggio con l'obiettivo di quantificare la riserva idrica del suolo all'inizio della stagione, monitorare l'andamento della quantità di acqua presente nel suolo durante la stagione e determinare e validare le soglie di stress idrico precoce.

A questo scopo sono state prima testate le componenti del software del tool di monitoraggio ed è stata fatta la calibrazione del tool PocketPlant3D in vigneto per definire le soglie di stress idrico.

Dopo di che sono stati rilevati dati sullo stato idrico della pianta (conduttanza stomatica, traspirazione, potenziale idrico delle foglie con analizzatore portatile) e l'architettura della chioma delle viti. La raccolta dati verrà ripetuta nella stagione 2022 per proseguire nelle attività di calibrazione dello strumento di monitoraggio.

Caratterizzazione delle aziende

Queste attività sono state svolte dal gruppo di ricerca dell'Università di Pavia, dal dipartimento di Scienze della terra e dell'ambiente.

In particolare, è stata effettuata una classificazione geologica e pedologica dei siti dimostrativi su base cartografica, una indagine preliminare, in ciascun sito dimostrativo, delle caratteristiche geologiche, geomorfologiche e idrologiche e sono state installate delle stazioni di monitoraggio idrometeorologico.

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Stazione meteo lungo il filare presso l'azienda Braghieri
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)

Rilievi geofisici hanno previsto l'acquisizione di un profilo del suolo su una lunghezza di 94 metri tramite tomografia elettrica di resistività (Ert) per ciascuna azienda dimostrativa ed è stata determinata la conducibilità elettrica del suolo a tre differenti profondità (0-20, 50-60 e 100 centimetri). È stata così ottenuta la stratigrafia del profilo del suolo (20 metri), l'identificazione di frane inattive e la determinazione della presenza di dreni.

I dati raccolti sono stati spazializzati per la creazione di modelli e mappe in fase di interpretazione da parte del gruppo di ricerca.

In corrispondenza di ciascun profilo è stata misurata inoltre la densità radicale a intervalli di 10 centimetri di profondità e a tre differenti distanze dal ceppo della vite (da 0 a 1,6 metri) e sono state realizzate misure in campo della conduttività idraulica (K-sat) dei suoli lungo il profilo.

Per quanto riguarda l'installazione delle stazioni di monitoraggio idrometeorologico queste sono costituite da una stazione meteo per la misura dei principali parametri meteorologici (precipitazioni, temperatura dell'aria, umidità dell'aria, velocità e direzione del vento, radiazione solare) e da sensori per la misurazione dei principali parametri idrologici del suolo (contenuto idrico, conduttività elettrica, temperatura).


Attività dimostrative di tecniche di resilienza idrica in vigneto

Le tecniche di resilienza idrica sono state divise in gestione del suolo e gestione della chioma.

Nel primo caso sono stati condotti due tipi di inerbimenti: quello temporaneo dello spazio interfilare e quello temporaneo dello spazio sulla fila.

L'inerbimento dello spazio interfilare ha previsto lo sfalcio e l'andanatura sulla fila della biomassa prodotta per ottenere un effetto pacciamante, lo schiacciamento con rullo della biomassa prodotta per ottenere una pacciamatura nello spazio tra le file e il sovescio della biomassa prodotta.

Il secondo tipo di inerbimento invece vedrà nella prossima stagione la semina di specie perenni tappezzanti per il controllo delle infestanti e per ottenere un effetto pacciamante.

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Inerbimento temporaneo sull'interfila presso l'azienda Piaggi
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)

Le tecniche di gestione della chioma prevederanno, invece, la distribuzione sulla chioma dei prodotti antitraspiranti e del caolino.

Rilievi fisiologici e vegeto produttivi in vigneto hanno poi permesso di valutare la biomassa prodotta dagli inerbimenti dimostrativi.


Valutazione degli impatti ambientali e delle opportunità economiche

ART-ER ha elaborato un modello della produzione viticola e vinicola, che considera le fasi di coltivazione, produzione del vino, confezionamento e vendita. Sulla base della modellizzazione, ha predisposto una check list di raccolta dati per calcolare la water footprint a scala distrettuale.

È stato definito il campione significativo (in considerazione del numero di aziende agricole presenti, della loro dimensione e delle superfici coinvolte) e condivisa la check list con Terre d'Oltrepò e Vicobarone, che sono attualmente impegnate nella compilazione.

Per maggiori informazioni sono ora online il sito internet di progetto e la pagina Facebook


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Il progetto DRIVE LIFE ha ricevuto finanziamenti dal Programma Life dell'Unione Europea
Grant LIFE19 ENV/IT/000035

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