Nocciole e uova, un nuovo modello di agroforestazione per la Basilicata

Le innovazioni della misura 16 del Psr

innovazioni-psr-foto.jpg

Progetto Corilus: controllo delle infestanti con l'utilizzo di galline ovaiole
Fonte foto: Agronotizie

Sviluppare una corilicoltura competitiva e redditizia in Basilicata è l'obiettivo di Corilus, il progetto finanziato dal Psr Basilicata 2014/20 sottomisura 16.1, che ha già individuato, attraverso la sperimentazione e l'applicazione di metodologie innovative, le tecniche più adatte per la gestione degli impianti in regione.
Un altro aspetto molto interessante affrontato dal progetto è il controllo delle infestanti con l'utilizzo di galline ovaiole. Ciò con il duplice obiettivo di contenere le infestanti nelle interfile dei corileti e garantire un'integrazione al reddito degli agricoltori, in particolare fino alla piena entrata in produzione del nocciolo che di solito è al quinto e sesto anno dall'impianto.

La prova di gestione delle infestanti è stata realizza tramite pollai mobili posizionati nei corileti (sesto d'impianto 5 x 3 metri) e la produzione di uova riveste un aspetto non secondario dal punto di vista economico.

L'installazione e le prove con due pollai mobili sono state effettuate presso due aziende aderenti alla rete di impresa Basilicata in guscio, partner del progetto, in provincia di Potenza. Le aziende individuate hanno la caratteristica di vicinanza dell'impianto corilicolo al centro aziendale ma non una pregressa esperienza in zootecnia e sono rappresentative per l'applicazione proposta, in quanto di piccola e media grandezza. Il target individuato è infatti la "piccola azienda corilicola", che rappresenta la principale tipologia di azienda agricola corilicola italiana.

Tale applicazione ha la funzione di contenere le infestanti nei primi cinque anni di coltivazione del nocciolo, migliorandone la sostenibilità e l'impatto ambientale e mirando anche alla riduzione dei costi dedicati alla gestione dell'interfila.

Pollaio mobile
Sito A - Azienda Donato Pace, installazione pollaio pilota. L'area oggetto della prova misura 4 ettari
(Fonte foto: Corilus)

Pollaio mobile, azienda Dina Scelzo
Sito B - Azienda Dina Scelzo, installazione pollaio pilota. L'area oggetto della prova misura 5 ettari
(Fonte foto: Corilus)

Prima dell'installazione dei pollai si è effettuata un'analisi floristica al fine di identificare successivamente le preferenze alimentari.

Specie botaniche preferite
Frequenza delle dieci specie botaniche più abbondanti rilevate
(Fonte foto: Corilus)

Le prove condotte sono state inoltre finalizzate a quantificare la corretta pressione di pascolo (carico animale) e i tempi di turnazione.
 
Controllo delle infestanti
(Fonte foto: Corilus)


Performance produttive

Sito A
Periodo di riferimento: dal 22 maggio 2019 al 31 gennaio 2021 (620 giorni totali)
Numero di capi: dieci
Totale uova prodotte nel periodo di riferimento: 3.400
Tasso di deposizione (uova/gallina/giorno): 0,55
Mangime utilizzato/gallina/giorno: 85 grammi

La minore produzione produttiva rispetto all'allevamento a terra al chiuso (0,95/giorno) o all'allevamento all'aperto (0,78/giorno) è dovuta ad una serie di fattori che sono:
  • l'assenza di programma luce compensativo per completare le 16 ore/giorno;
  • l'assenza di alimentazione interna al pollaio;
  • durante i 22 mesi di prova l'azienda del sito A ha subito due perdite che solo a distanza di quattro mesi sono state rimpiazzate con l'acquisto di due nuove pollastre, che hanno iniziato la produzione dopo un ulteriore mese. Per cinque mesi il sito A ha prodotto solo con otto capi.

Sito B
Periodo di riferimento: dall'8 giugno 2019 al 31 gennaio 2021 (603 giorni totali)
Numero di capi: dieci
Totale uova prodotte nel periodo di riferimento: 2.900
Tasso di deposizione (uova/gallina/giorno): 0,48
Mangime utilizzato/gallina/giorno: 95 grammi

La minore produzione produttiva rispetto all'allevamento a terra al chiuso (0,95/giorno) o all'allevamento all'aperto (0,78/giorno) è dovuta ad una serie di fattori che sono:
  • l'assenza di programma luce compensativo per completare le 16 ore giorno;
  • l'assenza di alimentazione interna al pollaio;
  • durante i 22 mesi di prova l'azienda del sito B ha subito una perdita che solo a distanza di tre mesi è stata rimpiazzata con l'acquisto di una nuova pollastra, che ha iniziato la produzione dopo un ulteriore mese. Per quattro mesi il sito B ha prodotto solo con nove capi;
  • la minore produzione del sito B rispetto al sito A potrebbe essere imputabile al posizionamento dell'allevamento. L'area si trova in una vallata nelle immediate vicinanze di un torrente che comporta un numero di ore di freddo superiore alla media della zona, imponendo un consumo energetico maggiore dell'ovaiole per la termoregolazione.
Le prove hanno evidenziato che:
  • economicamente il tasso di deposizione minore nel sito A e sito B rispetto ad un allevamento all'aperto (0,78/die) è più che compensato dal minore consumo di mangime, che in media si dimezza rispetto al consumo giornaliero di un'ovaiola all'aperto che stabula su una superficie di 4 mq/capo (150 grammi di mangime a base vegetale per 0,06 euro);
  • qualitativamente le uova ottenute hanno mostrato valori nettamente superiori alle uova in commercio per entrambi i siti (confronto tra le uova prodotte nel sito A e B rispetto a uova prodotte da galline a terra ma non al pascolo; in entrambi si hanno dei significativi miglioramenti e differenze in termini di carboidrati, proteine, lipidi ecc.);
  • agronomicamente il pascolamento ha consentito di non effettuare azioni di diserbo chimico o di trinciatura o di fresatura nelle aree coperte dalla rotazione del pollaio pilota. È da sottolineare, per questo aspetto, che sono in fase di valutazione i parametri (carbon footprint) inerenti il minore impatto di questo sistema di agroforestry promiscuo (frutticoltura e zootecnica) rispetto ad uno convenzionale.

Controllo delle infestanti
(Fonte foto: Corilus)

È inoltre oggetto di valutazione anche il miglioramento dei parametri chimici dei terreni. Ci si attende per questo ultimo aspetto un miglioramento della componente organica e in particolare dei nitrati.

Pollaio mobile
(Fonte foto: Corilis)

In conclusione le prove condotte ad oggi evidenziano molti aspetti che sarebbe opportuno approfondire e possibilmente amplificare tramite l'installazione di due pollai mobili di maggiore dimensione.

I pollai applicati, essendo di dimensioni ridotte (dieci capi), non possono consentire, nonostante gli ottimi risultai e le numerose rotazioni effettuate, di verificare (in un corileto di medie dimensioni in corso di prima produzione) se l'allevamento diffuso delle ovaiole possa permettere l'eliminazione di qualsivoglia operazione agronomica atta ad eliminare le infestanti.

La rete di impresa Basilicata in guscio con i suoi imprenditori agricoli attualmente si sta impegnando per realizzare due pollai mobili:
  • un pollaio mobile da minimo cento capi da applicare e utilizzare nelle interfile con spostamenti settimanali;
  • un pollaio mobile da minimo 150 capi con una struttura sempre mobile ma idoneo a spostamenti mensili perimetrali al campo e con rete nelle interfile.
L'applicazione e l'uso di due pollai mobili di maggiore dimensione potrebbe consentire di verificare l'effettiva possibilità di eliminare totalmente tutte le operazioni agronomiche atte al contenimento delle infestanti rendendo maggiormente sostenibili i sistemi agricoli. Le prove risulterebbero inoltre particolarmente importanti ai fini di una definitiva standardizzazione imprenditoriale del sistema agroforestry proposto.

Visita la pagina dedicata al progetto Corilus o chiedi maggiori informazioni al contatto: info@corilus.it

Progetto Corilus
(Clicca sull'immagine per ingrandirla)
 
Le innovazioni della misura 16 del Psr
Piccoli progetti che cambiano dal basso l'agricoltura italiana

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 265.492 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner