eNology: la blockchain pubblica e gratuita a garanzia del vino

A Vinitaly 2018 presentato il progetto ministeriale di tracciabilità della filiera del vino attraverso la blockchain

Ivano Valmori di Ivano Valmori

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La app eNology

Dopo l’annuncio avvenuto nell’edizione 2017 del Vinitaly, lo scorso 16 aprile a Vinitaly 2018 è stato presentato eNology, il progetto di tracciabilità su blockchain del vino italiano fortemente auspicato e voluto dal ministero delle Politiche agricole e da Agea e sviluppato da AlmaViva.
 
Tutto nasce da un semplice ma efficace presupposto: se nel Sian, Sistema informativo agricolo nazionale, sono già presenti e disponibili tutte le informazioni utili a delineare la filiera produttiva del vino “dalla vite alla bottiglia”… perché non sfruttarle anche per comunicare con il consumatore?
 
Grazie a eNology, quindi, senza gravare di ulteriori carichi burocratici le aziende, l’Amministrazione restituisce gratuitamente ai produttori una parte dei dati già forniti e con il solo fine di valorizzare il vino made in Italy verso il consumatore finale.
 
eNology, infatti, integra in unico servizio le informazioni già presenti:
  • nel “fascicolo aziendale”
  • nello “schedario viticolo” dell’azienda vitivinicola
  • nell’annuale “dichiarazione di raccolta delle uve”
  • nel “registro dematerializzato delle operazioni di cantina”. 
Tecnicamente, il sistema è basato su una piattaforma di blockchain pubblica (Bc), che è stata posta a supporto della tracciabilità di filiera; una piattaforma, coordinata e supervisionata dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ed utilizzabile liberamente dal mercato per la realizzazione di servizi a valore aggiunto.
 
Finalmente l’Amministrazione si muove nell’ottica di valorizzazione dei dati in suo possesso, di servizio alle aziende private e di “restituzione” di valore a tutti gli attori della filiera.

Presentazione di eNology a Vinitaly 2018
La presentazione di eNology a Vinitaly 2018
 

Le esigenze delle aziende

Le aziende che hanno partecipato volontariamente a questo progetto hanno evidenziato il loro interesse in particolare per gli aspetti connessi a:
  • Anticontraffazione: per proteggere la propria immagine commerciale, tutelandosi dai falsi che vengono messi in commercio. A questo fine, le aziende considerano un valore aggiunto la partecipazione ad un progetto nazionale, sponsorizzato e divulgato direttamente dallo Stato italiano. La scelta di utilizzare una blockchain pubblica per l’implementazione progettuale, è una ulteriore garanzia di affidabilità in quanto le informazioni, che non sono centralizzate, risulteranno sempre disponibili a livello mondiale e non potranno subire alterazioni.
  • Tracciatura del percorso produttivo: per rendere palesi gli sforzi che fanno le aziende per perseguire il concetto di “qualità totale” del proprio vino. La valorizzazione del marchio aziendale passa anche attraverso la consapevolezza che i consumatori possono acquisire informazioni sull’origine della materia prima, il processo produttivo, i controlli a cui è stato assoggettato il prodotto e le certificazioni conseguite (filiera produttiva derivata dai dati presenti nel Sian). In pratica eNology dimostra ai consumatori che si è in grado di risalire ai vigneti di produzione, a dimostrazione della serietà dell’azienda (trasparenza) e della piena padronanza del processo produttivo.
  • Promozione aziendale: le aziende potranno far sviluppare autonomamente proprie applicazioni con cui verranno letti i dati, con la possibilità di personalizzare il messaggio commerciale.
  • Feedback commerciale: grazie alle nuove tecnologie, le aziende avranno la possibilità di raccogliere, senza intermediazioni, le risposte che i consumatori potranno dare, oltre ai dati strategici che possono essere acquisiti utilizzando le potenzialità dei Tag: la diffusione nel mondo del prodotto venduto, i tempi di distribuzione e le condizioni di conservazione.
     

A che punto siamo

Ad oggi il sistema ha permesso l’integrazione in ambito Sian delle applicazioni del Registro vitivinicolo dematerializzato e della dichiarazione vitivinicola annuale. Le due applicazioni, opportunamente implementate ed integrate, sono state messe a disposizione di alcune aziende pilota (11 in tutto).
Questo collegamento garantisce la possibilità di risalire ai singoli vigneti che producono le uve che entrano in cantina, avvalendosi di tutti i controlli di coerenza con il Sistema integrato di gestione e controllo, Sigc, e i disciplinari dei vini a denominazione (Dop e Igp).
Altro passo fondamentale per il prosieguo del progetto è stato lo sviluppo dell’infrastruttura in grado di supportare la blockchain pubblica su cui vengono scritte le informazioni certificate della filiera.
Infine è stata realizzata l’App eNology, una applicazione per terminali “mobile” (smartphone e tablet) che consente ai consumatori di fruire dei dati della filiera produttiva tramite i Tag Nfc posti direttamente sui lotti di bottiglie.

La app eNology
La app eNology
 

Le prospettive per l'Amministrazione

Le possibilità future offerte dalla nuova tecnologia blockchain alla base di eNology sono molteplici, in un settore come quello vitivinicolo caratterizzato da molti attori e da dati estremamente frammentati e specifici:
  • in primo luogo permette di alleggerire gli oneri burocratici per gli attori coinvolti nella filiera produttiva, semplificando la gestione delle dichiarazioni obbligatorie, automatizzando la raccolta delle informazioni e rimuovendo le duplicazioni;
  • inoltre permette di “dematerializzare” e quindi ridurre i costi di gestione amministrativa, rimuovere le incongruenze e facilitare la compilazione dei dati dichiarativi;
  • permette una più efficace e trasparente gestione dei controlli da parte degli Organismi preposti, grazie ad un monitoraggio completo ed in tempo reale del sistema produttivo vitivinicolo. Questo aspetto tutela il consumatore e allo stesso tempo valorizza l’impegno del produttore che sa di poter contare su informazioni “ufficiali” da comunicare al consumatore.
 

I protagonisti di questa sperimentazione

Per la realizzazione del progetto Mipaaf, Agea si è avvalsa della partecipazione e della collaborazione di altre Amministrazioni, in particolare è stata fondamentale la partecipazione in fase progettuale della Icqrf che ha messo a disposizione competenze e dati del Registro dematerializzato.
Il supporto è venuto anche dalle aziende agricole pilota della sperimentazione, tra le quali spiccano quelle della Regione Friuli Venezia Giulia che, in virtù di un progetto europeo che la vede protagonista, ha partecipato con la maggioranza delle aziende che hanno messo a punto il progetto.
Lo sviluppo tecnico dell’intero sistema è stato affidato ad AlmaViva, l’azienda informatica impegnata anche nella gestione di buona parte delle informazioni rese disponibili da eNology per conto dell’Amministrazione.

Aziende eNology
Le undici aziende pilota di eNology
 

Sviluppi futuri

Il sistema, dettagliatamente presentato nella relazione illustrata al Vinitaly 2018 è un bell’esempio di “virtuosità” da parte dell’ente pubblico nella restituzione, in modo organico e strutturato, dei dati già raccolti e disponibili per un intero settore.
Per poter completare il processo di rintracciabilità manca solo una cosa: l’informazione reale e dettagliata delle operazioni svolte in campo. Siamo tutti consapevoli che un buon vino parte da una buona uva e che una buona uva è frutto non solo del territorio (molto ben rappresentato e valorizzato dall’applicazione eNology”) ma anche dalla tecnica in campo e dalle attività agronomiche.
Per questa ragione si auspica un’integrazione di questa piattaforma con i dati che ogni azienda agricola già deve raccogliere in campo per garantire la salubrità delle produzioni, come le informazioni provenienti dal QdC® -Quaderno di Campagna.
Siamo certi che il futuro andrà in questa direzione.

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