Regolamento Omnibus, come cambia la Pac

Dal 2018 entra in vigore la riforma di medio termine della Pac: giovani, organizzazioni dei produttori, gestione del rischio, greening alcune delle novità

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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Approvato il regolamento Omnibus, che contiene importanti capitoli di revisione della Pac
Fonte foto: © artjazz - Fotolia

Con il prossimo 1° gennaio 2018 entra in vigore la riforma di medio termine della Politica agricola comune.

Giovedì scorso a Bruxelles è stato infatti approvato il regolamento Omnibus, che contiene - all’interno di un pacchetto più ampio legato a diversi comparti dell’economia – importanti capitoli di revisione della Pac. È un cambio di passo che era atteso, in particolare dagli agricoltori, che hanno subito in questi anni il peso di una burocrazia così asfissiante da far ritardare in buona parte dell’Europa i pagamenti previsti per il settore.

L’impianto approvato nel 2013 (ed entrato in vigore di fatto nel 2015) viene così semplificato, con maggiore attenzione ai giovani, alle organizzazioni dei produttori e al mercato globale. Una delle priorità è quella della gestione del rischio, mutuata dagli innumerevoli fenomeni climatico-ambientali o speculativi che hanno accompagnato gli ultimi anni del sistema produttivo.

Si dice soddisfatto Paolo De Castro, relatore e responsabile del negoziato per la commissione Agricoltura del Parlamento europeo, insieme ai colleghi Michel Dantin e Albert Dess. “L’accordo raggiunto rappresenta un risultato importante per i nostri agricoltori, dal momento che vengono risolti problemi strutturali offerte nuove opportunità agli agricoltori, in particolare per affrontare le turbolenze del mercato”.
 

Il greening

La riforma punta a semplificare uno dei grandi nodi che aveva messo in difficoltà gli agricoltori: il greening. Il capitolo dell’inverdimento, infatti, è stato di difficile applicazione e, soprattutto, non ha mai definitivamente raggiunto quegli obiettivi di natura ambientale che si era prefissato fin la sua costituzione. Anzi, ha solo creato noie alle imprese e avvilito la libertà di coltivare quanto necessario o richiesto dal mercato.
Con la revisione viene così previsto che per le aziende che investano oltre il 75% della loro superficie a colture sommerse, come ad esempio il riso, non si applichino i limiti stabiliti per la diversificazione culturale; la seconda coltura, inoltre, può ricoprire fino al 75% della rimanente superficie aziendale.
Vengono dispensate dall’obbligo di diversificazione tutte le aziende agricole che investono oltre 75% della loro superficie a colture leguminose, come ad esempio l’erba medica. Un’indicazione particolarmente premiante per le aziende agro-zootecniche della Pianura Padana, anche alla luce della regolamentazione sui ritratti.
Parimenti, sono esentate dall’obbligatorietà di diversificare le imprese agricole che lasciano riposo oltre 75% della loro superficie oppure lo destinano a colture erbacee e/o sommerse.
 

La gestione dei rischi

Va nella direzione di sostenere i redditi degli agricoltori, già duramente messi alla prova dalle recenti crisi, la soluzione approvata dal Parlamento europeo sulla gestione dei rischi, che dal 2018 viene estesa alle assicurazioni. Passa dal 30% al 20% la perdita di prodotto necessaria per attivare le misure anticrisi. Contemporaneamente, è stato innalzato dal 65% al 70% l’intervento del contributo pubblico, mentre è stata prevista la possibilità di adottare indici e parametri economici per misurare le perdite effettive.
 

I giovani

La revisione – la cui approvazione non era poi così scontata – migliora l’attenzione dell’Unione europea ai giovani agricoltori. Seppure già sostenuti in questi primi anni di riforma della Pac post-2013 in misura maggiore rispetto al passato, il ricambio generazionale è ancora molto stentato.
Viene così stabilito che tutti giovani agricoltori avranno la facoltà di richiedere il pagamento supplementare fino a cinque anni dalla data di insediamento e di poterlo ricevere per un periodo appunto di cinque anni, senza in alcun modo subire una riduzione, come oggi è previsto in base al numero di anni trascorsi dalla data di insediamento.

Allo stesso tempo, viene concessa la facoltà agli Stati membri di eventualmente alzare il valore del pagamento supplementare per i giovani agricoltori e portarlo dall’attuale 25% del valore dei pagamenti di base ad un massimo del 50 per cento.
Sempre nell’ottica della semplificazione e del sostegno ai giovani sono stati eliminati i vincoli superficiali nei limiti minimi e massimi di 25 e 90 ettari, che i singoli Stati comunitari potevano determinare per la concessione del pagamento supplementare.
 

I sostegni al mercato

Come strumento di sostegno al mercato, le modifiche alla Pac approvate nel regolamento Omnibus definiscono che tutti produttori, l’organizzazione di produttori (Op) e le associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) possano chiedere un contratto scritto per le vendite dei prodotti, come già previsto in alcuni segmenti produttivi (latte, carne bovina, olio di oliva). Inoltre, viene concessa una deroga sulle regole della concorrenza per i prodotti agricoli, nelle fasi di produzione, vendita o trasformazione, sempre che non siano contrarie agli obiettivi dell’articolo 39 del Trattato finanziario dell’Unione europea.

Leggi anche: Regolamento Omnibus, i commenti del mondo agricolo

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