Tutti contro tutti. Le Regioni contro il Governo, gli agricoltori contro le Regioni, la Ue contro l'Italia. La colpa è della direttiva Nitrati: meglio, la colpa è di quanti avendone la responsabilità hanno atteso oltre venti anni per assumere provvedimenti. Decidendo ancora un volta di non decidere. Ma è inutile recriminare. Oggi la situazione è quella nota, da una parte il Governo che attuando il decreto Sviluppo, ha rinviato al 2014 l'applicazione della direttiva Nitrati. Decisione impugnata dalle Regioni dell'area padana, come già a più volte commentato anche da Agronotizie. E invisa a Bruxelles, che minaccia procedure di infrazione.

 

In attesa di una soluzione

Una soluzione doveva arrivare dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che dal 2011 sta studiando una nuova delimitazione delle zone vulnerabili ai nitrati. Una nuova “mappa” che dovrebbe tenere conto di tutti gli inquinanti e non solo quelli di provenienza agricola. Il risultato atteso è una sostanziale riduzione delle aree considerate vulnerabili ai nitrati, oggi gran parte delle pianure di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Pianure ove è più diffuso l'allevamento (bovini e suini in particolare, ma anche avicunicoli e ovini), e dove l'applicazione della direttiva Nitrati imporrebbe di ridurre della metà le immissioni di azoto nel terreno (da 340 kg/di azoto per ettaro a 170 kg). In pratica gli allevatori non saprebbero dove mettere metà dei liquami e del letame oggi prodotto dai loro allevamenti. Salvo dimezzare il numero di capi allevati. Le conseguenze sono ovvie. Una tragedia economica e sociale.
Ma se non rispettiamo le regole, dicono le Regioni interessate, Bruxelles imporrà multe e per gli allevamenti il risultato sarà comunque catastrofico, ma in più avremmo anche sacrificato l'ambiente, inquinandolo.

 

I conti non tornano

Una tesi che ha una sua logica, che gli agricoltori però smentiscono e lo fanno, come nel caso di Confagricoltura Piacenza, citando numeri e situazioni. Calcolando il patrimonio zootecnico ad ettaro per comune presente in provincia di Piacenza - afferma Confagricoltura - emerge un quadro completamente diverso rispetto alla cartina dei nitrati in falda. La classifica dei comuni con maggior patrimonio zootecnico vede ai primi posti comuni che registrano i più bassi livelli di nitrati nelle falde, e viceversa. "I conti, quindi, non tornano - evidenzia Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza - Il fertilizzante organico è finito ingiustamente sotto accusa.” Situazioni analoghe, c'è da scommetterci, si potranno riscontrare in molte altre aree. Ne è convinto anche il presidente di Coldiretti, Sergio Marini che a questo proposito si è detto pronto ad attivare una task force per monitorare le vere fonti di inquinamento. E' così che Marini ha voluto rispondere al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, "reo" di aver invitato le Regioni ad  applicare da subito la direttiva Nitrati nelle zone vulnerabili, senza modifiche al loro perimetro.
 

L'esempio olandese

Avessimo fatto come altri Paesi della Ue (perché la direttiva Nitrati riguarda anche loro, ovviamente) non ci troveremmo oggi a commentare inutili polemiche. Altrove, lo ha ricordato recentemente anche il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, l'applicazione di questa direttiva si è tradotta in una opportunità. E' il caso dell'Olanda, che in quanto a concentrazione di allevamenti sul proprio territorio non ha rivali. Lì il problema è stato risolto utilizzando liquami e letame per quel che sono, straordinari fertilizzanti per il terreno e insostituibili apportatori di humus. Il segreto sta nell'utilizzarli dove ce n'è bisogno, distribuendoli nel territorio. In Olanda sono stati utilizzati per le colture floricole. In Italia non mancano le aree dove la distribuzione di letame sarebbe un toccasana per migliorare la fertilità dei terreni. Ma ci sono problemi di trattamento e di trasporto che vanno affrontati da un razionale programma a vasto raggio. In Olanda ci sono riusciti, e con problemi di inquinamento reali e superiori ai nostri. Per di più si possono cercare soluzioni anche nella produzione di energia. “Tutto sta - ha detto De Castro - nel trasformare un problema in una risorsa.” E allora proviamoci, anziché passare da una polemica all'altra. Senza nulla concludere.