Diete senza mais e farina di soia per suini meno inquinanti

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Nelle prove sono state utilizzate sei diete, ognuna delle quali in tre formulazioni al progredire del peso degli animali
Fonte foto: Agronotizie

Rendere possibile l'allevamento suinicolo in zone dove la suinicoltura tradizionale non è più sostenibile riducendo al massimo le escrezioni di azoto e produrre alimenti zootecnici utilizzando liquami suini e applicando l'agricoltura conservativa. Sono stati questi gli obiettivi del Gruppo operativo Riscossa della Fondazione Crpa di Reggio Emilia e finanziato dal Psr della Regione Emilia Romagna.

Per quanto riguarda l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti, sulla base di precedenti esperienze del Crea Za e del Crpa, è stata condotta una prova mettendo a confronto diete tradizionali (a base di mais e soia) con diete a base di cereali meno bisognosi di irrigazione (orzo e sorgo) e integrate con amminoacidi di sintesi, e, per ogni tipologia di dieta, diversi contenuti di lisina (e conseguentemente degli altri amminoacidi essenziali secondo i rapporti della proteina ideale).

Sono state così utilizzate sei diete, ognuna delle quali in tre formulazioni al progredire del peso degli animali.

I risultati ottenuti, nonché le verifiche effettuate sulle caratteristiche delle carcasse e delle cosce fresche, consentono di dire che è possibile formulare diete per il suino pesante senza mais e senza farina di estrazione di soia, e utilizzando amminoacidi essenziali di sintesi (lisina, metionina, treonina, triptofano, valina, isoleucina) in sostituzione di quelli apportati dalla soia, ma mantenendo un elevato apporto totale di amminoacidi essenziali per garantirne la simultaneità di apporto. Riducendo l'apporto totale di lisina e degli altri amminoacidi essenziali, le prestazioni produttive peggiorano più rapidamente nelle diete senza soia che in quelle con soia.

In merito alla riduzione dell'azoto immesso nell'ambiente dall'allevamento suino, il progetto ha testato diete multifase su tre cicli di produzione consecutivi condotti in un allevamento di ingrasso di Zocca (Modena). Sono stati utilizzati mangimi tra il 12,5% e il 10,5% di proteina grezza. E' stato calcolato il bilancio dell'azoto e, in base al risultato di questo, il terreno necessario per lo spandimento agronomico, a confronto con quello necessario in base al Programma d'azione regionale (Regolamento n. 3 del 15 dicembre 2017).

Dai risultati dei tre cicli, nonché dai controlli eseguiti sulle cosce derivanti dai suini del primo ciclo, è emerso che l'adozione della dieta a ridotto tenore proteico accompagnata dal calcolo di bilancio dell'azoto rappresenta uno strumento valido per risparmiare terreno per il Piano di utilizzazione agronomica (Pua) dei liquami e di conseguenza, aspetto particolarmente importante nelle zone collinari e montane, anche per ridurre la lunghezza dei tragitti per lo spandimento e i costi connessi.

Per la parte agronomica del progetto, ossia la gestione dei liquami in agricoltura conservativa per la produzione di granelle a uso zootecnico limitando gli impatti ambientali delle coltivazioni, soprattutto le perdite di nitrati verso le acque, le prove hanno riguardato dei parcelloni da mille m2 ciascuno ripetuti quattro volte, sulle quali è stata effettuata una distribuzione rasoterra con macchine a ridotto calpestamento. Dalle prove è emerso che l'efficienza d'uso dell'N (rapporto tra azoto fissato in granella e paglia delle coltivazioni e N totale apportato coi fertilizzanti liquami suini e concimi di sintesi) è risultata di circa il 60% nel sistema agricolo convenzionale contro il 65% circa in quello di tipo conservativo.
Si tratta in entrambi i casi di valori positivi, ma comunque migliori nel sistema conservativo, dove gli apporti di liquami suini si sono dimostrati più efficaci, permettendo di ridurre l'utilizzo dei concimi di sintesi.

I risultati hanno confermato la possibilità quindi di produrre granelle a uso zootecnico in sistemi di agricoltura conservativa (con meno consumi energetici e costi connessi), limitando gli impatti ambientali dei liquami suini. Inoltre, l'impiego frequente dei liquami suini e il reintegro dei residui colturali (paglie) hanno contribuito anche ad incrementi rilevanti della sostanza organica nei suoli (circa 2 tonnellate/ettaro/anno).

Maggiori informazioni in questo sito.
Contatto per informazioni: riscossa@crpa.it

Tabella del progetto Riscossa
Clicca sull'immagine per ingrandirla
 
Le innovazioni della misura 16 del Psr
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