Latte ovino, si cercano soluzioni in Ue e in Sardegna

Si lavora sugli aiuti agli ammassi privati di Pecorino romano e sul ritiro delle eccedenze per riequilibrare il mercato. In Sardegna il Movimento pastori chiede 80 centesimi al litro subito. E si dimette Palitta, presidente del Consorzio del Pecorino romano

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il presidente dell'Europarlamento, Tajani, annuncia una missione della commissione Ue in Sardegna
Fonte foto: © Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Romano

Giornata densa di avvenimenti quella di ieri per la vertenza sul latte ovino sardo e ricca di elementi che saranno discussi domani al tavolo di filiera del latte ovino convocato a Roma dal premier Giuseppe Conte. Per il ritiro del Pecorino romano Dop dal mercato sono ora realmente in arrivo 42 milioni di euro - tra Stato (24 milioni) e sistema bancario (18 milioni) con la regia di Regione Sardegna - e la trattativa realisticamente potrebbe sbloccarsi. Anche se si registra il rilancio dei pastori, orientati a chiedere non meno di 80 centesimi al litro subito.
 

Le dichiarazioni di Centinaio dopo l'incontro con Hogan

Il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ieri a Bruxelles, al termine del suo incontro con il Commissario europeo all'Agricoltura Phil Hogan, ha esordito dicendo: "L'incontro è andato bene”.
Alla domanda se ci sia il via libera da parte della commissione Ue per le misure decise dal governo riguardo al latte sardo, Centinaio ha risposto: "Non c'è aiuto di stato". Per quanto riguarda il prezzo del latte, ha aggiunto, "da parte della commissione non ci sono problemi".
"Abbiamo chiesto al commissario di velocizzare la questione del de minimis e aumentarne la quota e quindi penso - ha sottolineato il ministro - che l'incontro sia stato positivo".
Nel caso del latte sardo, l'intervento del governo riguarda l’aiuto all'ammasso privato del Pecorino per 24 milioni di euro. "Per quanto riguarda la Sardegna - ha continuato Centinaio - andiamo avanti con i progetti portati avanti fino adesso; andiamo avanti con la riunione dal 21 febbraio, andiamo avanti con una visione di medio-lungo termine per ristrutturare il settore; quindi non stiamo parlando solo di interventi economici, ma di ristrutturazione della filiera nel vero senso della parola". Centinaio ha quindi ostentato ottimismo per la conclusione positiva della trattativa.
 

80 centesimi subito

E' stata approvata la bozza di accordo sul prezzo del latte ovino presentata all'assemblea degli allevatori dal Movimento dei pastori sardi. I punti salienti prevedono da subito 80 centesimi al litro, contro i 72 proposti dal tavolo di sabato scorso con il ministro Centinaio, e una griglia con garanzie stringenti per arrivare a un euro a fine stagione. Il tutto contenuto in un documento di 12 punti presentato ieri mattina all'assemblea dei pastori riuniti a Tramatza (Oristano), dove sono stati presenti circa un migliaio di allevatori provenienti da tutta la Sardegna.
Tra le controproposte all’ipotesi di accordo stilato a Cagliari nel tavolo con il ministro delle politiche agricole Centinaio, quella di "Attivare nel tempo tutte le procedure capaci di portare il prezzo del latte ovino ad un euro più Iva al fine di coprire i costi di produzione". L'obiettivo è quello di condividere tutti i punti di un possibile accordo da portare al tavolo di filiera convocato a Roma per domani. Tra le proposte per riorganizzare la filiera c’è anche quella delle "dimissioni volontarie e irrevocabili" di tutti i membri dei consigli di amministrazione dei Consorzi di tutela dei formaggi Pecorino romano Dop, Pecorino Sardo Dop e Fiore Sardo Dop.
 

Le dimissioni di Salvatore Palitta

E la prima reazione non si è fatta attendere, perché nel pomeriggio si è dimesso Salvatore Palitta, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano. L'annuncio dal suo profilo Facebook: "Il 22 febbraio scade il mio mandato, ho già provveduto a rassegnare le mie dimissioni in coerenza con il mandato assegnato dal Cda".
Palitta su Facebook accusa: "Dopo aver creato il mostro, individuato la fragilità di una filiera frammentata, la debolezza contrattuale del pastore, la debolezza contrattuale dei trasformatori nel mercato, chi è il vero dominus che nessuno ha il coraggio di pronunciare? La grande distribuzione organizzata con il suo strapotere contrattuale, con le aste al ribasso. Eppure durante la negoziazione con i fornitori devono garantire un'equa ripartizione del reddito in tutta la filiera", conclude il presidente dimissionario del Consorzio.
 

Giunta Regione Sardegna, dalle banche fino a 18 milioni

La Giunta regionale della Sardegna ha affidato alla finanziaria regionale Sfirs il compito di predisporre azioni dirette ad affrontare il tema delle eccedenze di Pecorino romano, in diretta collaborazione con il sistema bancario e dei consorzi fidi, in modo da movimentare sino a 18 milioni di euro che equivalgono potenzialmente a 30mila quintali di Pecorino romano. L’obiettivo è quello di alleggerire le scorte in eccesso e dunque di dare subito un segnale positivo al mercato con una regolazione dell’offerta.
 

Il tavolo tecnico in regione Sardegna

L’approvazione della delibera, messa a punto dall’assessorato del Bilancio e della programmazione, segue di poche ore il tavolo tecnico a cui, con l’assessore Raffaele Paci, hanno partecipato Sfirs, Abi, i rappresentanti dei Confidi, le banche operanti in Sardegna - Banco di Sardegna, Intesa San Paolo, Banca nazionale del lavoro, UniCredit, Banca del Mezzogiorno e Banca di Arborea - ed il Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino romano. La commissione regionale Abi e tutti gli istituti di credito presenti hanno dato piena disponibilità a collaborare e individuare le forme tecniche più idonee.

Dal tavolo sono emersi altri due risultati. Il primo: nel pieno rispetto delle regole vigenti, l’impegno a valutare la proroga fino a dicembre 2019 dei finanziamenti della campagna 2017-2018 concessi alle imprese di trasformazione, cosa che garantisce maggiore liquidità alle stesse imprese, che non sono così costrette a smaltire rapidamente il prodotto. Il secondo: la conferma che la commissione regionale Abi lavorerà per estendere, a tutti gli istituti bancari, la moratoria di un anno, già annunciata dal Banco di Sardegna.

Al tavolo tecnico è stato infine confermato l'obiettivo di costruire un percorso strutturato per portare il prezzo del latte oltre l'euro, in pochi mesi e con effetto retroattivo: a fine maggio è previsto il primo step col controllo dei prezzi, a ottobre la definizione del prezzo finale sulla produzione novembre 2018-ottobre 2019.
Il calcolo del prezzo finale del latte viene definito agganciandolo non solo al prezzo di vendita del Pecorino romano ma anche a quello del Pecorino sardo e del Fiore sardo, che hanno un prezzo maggiore sul mercato. Da tutti i presenti al Tavolo è stata infine sottolineata la necessità che il Governo metta immediatamente in atto gli impegni presi, ovvero il ritiro delle eccedenze di Pecorino romano per un valore di 24 milioni, anche tramite il Bando indigenti.
 

Funzionari Ue in Sardegna per spiegare il bando da 191 milioni

A margine dell’incontro Centinaio-Hogan, al quale è stato presente anche il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, si è appreso che la commissione Ue invierà a breve una delegazione di funzionari per illustrare alle autorità regionali della Sardegna e ai pastori come utilizzare il bando di Bruxelles per la valorizzazione dei formaggi sui mercati dei paesi terzi.
A rendere nota la circostanza è stato lo stesso Tajani: "Ringrazio il Commissario Hogan per avere dato la possibilità di inviare in tempi rapidi una delegazione di funzionari della commissione per spiegare alle autorità regionali sarde e ai pastori sardi come poter partecipare nel modo migliore al bando per l'utilizzo di 191 milioni di euro, che sono a disposizione di tutti gli europei, per promuovere il Pecorino – ha detto il presidente dell’Europarlamento, che ha aggiunto - Il bando riguarda la promozione di prodotti europei con un cofinanziamento molto limitato e questo potrebbe aiutare se, come è già accaduto in passato, il mondo sardo decidesse di partecipare a questo bando, e questo renderebbe più facile ed agevole la promozione e l’esportazione del prodotto anche dopo gli ultimi accordi commerciali con il Canada, Messico, Giappone e Singapore".

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