All’interno dei campi le caratteristiche del suolo possono mutare anche in maniera consistente. Ci possono essere aree con una componente argillosa elevata e altre dove è la sabbia ad essere prevalente. Ci possono essere zone del campo ricche di sostanza organica e altre più povere o, ancora, alcuni nutrienti possono essere distribuiti in maniera disomogenea, così come la risorsa idrica. 

 

Questa variabilità porta ad avere una crescita delle piante e quindi una produttività disomogenea all’interno di uno stesso appezzamento.

 

Se un approccio tradizionale prevede una gestione unica per tutta la superficie, l’agricoltura di precisione interviene sulla variabilità del campo cercando di gestire le differenze, con l’obiettivo finale di avere una produttività uniforme. Ma per farlo occorre prima di tutto conoscere le differenze all’interno del campo e su questo fronte, ad Agritechnica 2023, sono state presentate diverse soluzioni per la mappatura dei campi.

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Analisi del terreno facili ed economiche con Precision Planting

L’azienda statunitense Precision Planting, oggi parte del gruppo AGCO, ha vinto la medaglia d’argento all’innovazione grazie al suo innovativo sistema di raccolta, gestione e analisi automatizzata dei campioni di suolo denominata Radicle Agronomics

 

Di solito, quando si devono prelevare campioni di suolo all’interno di un campo, il tecnico incaricato stabilisce dove effettuare i carotaggi in diversi modi. Può farlo seguendo degli schemi preordinati (ad esempio tracciando delle X o delle W), ma anche basandosi su mappe della conducibilità elettrica o ancora su mappe di produzione o virgola, effettuando poi i prelievi per area omogenea. 

 

L'operatore preleva quindi i campioni di terra che vengono insacchettati e, sopra ogni sacchetto, riporta quando e dove il campione è stato raccolto. I campioni vengono poi portati in laboratorio, dove un tecnico procede alle analisi manualmente. Si tratta di un lavoro piuttosto laborioso, che lascia spazio agli errori e che rende l’analisi del suolo costosa da effettuare, tanto che molti agricoltori vi rinunciano.

 

Il campione di suolo viene inserito all'interno del GeoTube dotato di tag RFID

Il campione di suolo viene inserito all'interno del GeoTube dotato di tag RFID

(Fonte foto: Tommaso Cinquemani)

 

Precision Planting ha provato a rendere tutto questo processo molto più snello, automatico e smart con uno strumento in grado di miscelare e georeferenziare automaticamente i campioni di suolo. L’operatore deve (ancora) prelevare il terreno manualmente e lo deve inserire all’interno di un macchinario (GeoPress) il quale prepara il campione che poi viene successivamente inserito all’interno di un contenitore plastico. Sul fondo del contenitore è presente un tag RFID sul quale vengono registrate una serie di informazioni, tra cui: il momento del prelievo e le coordinate GNSS

 

Il sistema GeoPress montato posteriormente ad un quad

Il sistema GeoPress montato posteriormente ad un quad

(Fonte foto: Precision Planting)

 

Questo macchinario, che può essere trasportato su un pickup o un quad, lavora in tandem con un laboratorio di analisi modulare (Radicle Lab) che può essere installato presso la sede di una cooperativa, di una grande azienda agricola o di un consorzio. 

 

Il Radicle Lab per l'analisi automatizzata dei campioni

Il Radicle Lab per l'analisi automatizzata dei campioni

(Fonte foto: Tommaso Cinquemani)

 

I contenitori di plastica vengono inseriti in una rastrelliera e la macchina non fa altro che aprirli, analizzare il campione e creare in maniera completamente automatica le mappe del suolo. In questo modo si elimina l’intervento dell’uomo nella parte di laboratorio, velocizzando i processi e abbattendo i costi di analisi.

 

Raggi gamma e scariche elettriche per ‘leggere’ i suoli 

Come ricordato all’inizio, per sapere dove prelevare i campioni ed evitare di procedere a caso, è sempre meglio basarsi su delle mappe del suolo che non fanno altro che descrivere la variabilità all’interno di un campo utilizzando i dati provenienti da diversi strumenti in grado di misurare precise variabili. 

 

Un esempio interessante è quello proposto da John Deere che ha equipaggiato un suo pickup da campo con un sensore a raggi gamma. I raggi gamma sono onde elettromagnetiche con elevata frequenza e potenza, emesse naturalmente dal decadimento di alcuni atomi presenti nei suoli.

 

Il sensore si trova sotto il paraurti, al di sotto dell'antenna GNSS (in giallo)

Il sensore si trova sotto il paraurti, al di sotto dell'antenna GNSS (in giallo)

(Fonte foto: Tommaso Cinquemani)

 

Grazie ad un sensore montato al di sotto del pickup, è possibile registrare le radiazioni provenienti dal terreno che sono influenzate dalla diversa composizione del suolo stesso. I raggi gamma possono fornire informazioni preziose su alcune caratteristiche del suolo, come ad esempio la tessitura, la presenza di acqua o di sostanza organica e la capacità di scambio cationico.

 

Un’altra azienda attiva nel settore è Veris Technologies, considerata una delle pioniere della mappatura dei suoli agricoli tramite la misura della conducibilità e della resistività elettrica, la capacità cioè del suolo di facilitare o ostacolare il passaggio di elettricità.

 

 

 

Veris Technologies utilizza dei sensori che, trasportati da un trattore, misurano come il suolo influisce sulla trasmissione di energia elettrica applicata al terreno tramite elettrodi. In questo modo è possibile ottenere alcune informazioni come ad esempio il contenuto di sostanza organica, di acqua o la tessitura.


In entrambi i casi, si ottengono mappe che descrivono la variabilità di alcune caratteristiche del campo. Si tratta di mappe che possono essere già utilizzate di per sé per una gestione di precisione dell'appezzamento, ma che acquistano ancora più valore se fungono da base per il campionamento e l’analisi dei terreni, poiché l'analisi in laboratorio è molto più precisa e può indagare alcune variabili non rilevabili da remoto.

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