Revisione, macchine d'epoca e Pnrr. Cosa li tiene insieme e quanto manca alla firma del decreto?

Siamo agli sgoccioli del 2021, il parco macchine italiano continua a fare paura. Qualche misura sul piatto c'è ma... si può fare di più

Michela Lugli di Michela Lugli

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Work in... no progress (Foto di archivio)
Fonte foto: © Stacy – Adobe Stock

La recente modifica del Codice della Strada, con istituzione e gestione di un albo per ascrivere le macchine agricole con più di quaranta anni tra i mezzi d'epoca, ci fa da assist per tornare a parlare di revisione. Tra le preoccupazioni, infatti, c'è quella che l'applicazione della disciplina dei veicoli di interesse storico e collezionistico si trasformi in una scappatoia per evitare di sottoporle a revisione obbligatoria e ai relativi controlli di sicurezza.


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Sul fronte revisione - legge da maggio 2015 - siamo ancora fermi in attesa dello sblocco del secondo decreto attuativo. Nel frattempo, il Decreto Interministeriale 80 di maggio 2019 ha aggiornato e prorogato le scadenze stabilite nel 2015 come da tabella di seguito.

 

DATA IMMATRICOLAZIONE TRATTORI E MACCHINE AGRICOLE SCADENZE AGGIORNATE DAL DECRETO 80 DEL 2019
Veicoli immatricolati entro il 31/12/1983 Revisione entro 30/06/2021
Veicoli immatricolati tra il 1/01/1984 e il 31/12/1995 Revisione entro 30/06/2022
Veicoli immatricolati tra il 1/01/1996 e il 31/12/2018 Revisione entro 30/06/2023
Veicoli immatricolati dopo il 1/01/2019 Revisione entro il quinto anno dall'immatricolazione

Scadenze ridefinite dal Decreto Interministeriale n.80 del 2019

 

Work in... no progress

Il gruppo di lavoro costituito con finalità consultiva, di studio, di consulenza e di proposta per i Ministeri dei Trasporti e dell'Agricoltura così da fornire supporto alla predisposizione delle modalità di esecuzione della revisione, si è riunito otto volte dal 2019 ad oggi, l'ultimo incontro risale all'11 febbraio 2020.

Ad essere state tracciate sono le linee guida riguardanti gli elementi da controllare in sede di revisione, tra cui: freni, sterzo e volante, visibilità, luci e circuito elettrico, assi, ruote e pneumatici, telaio ed elementi ad esso fissati, altri equipaggiamenti come cinture di sicurezza, estintori, triangolo e altro, effetti nocivi come i rumori, i gas di scarico e i disturbi radio, l'identificazione del veicolo a mezzo di targa e telaio e, infine, controlli supplementari riguardanti i vetri, il riscaldamento, l'aerazione in cabina e altro.


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Poche settimane fa - rende noto Federacma - Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, ha presentato a Montecitorio un ordine del giorno a propria firma per promuovere lo sblocco del decreto attuativo.

"La revisione rappresenta il mezzo più certo per verificare la conformità dei trattori ai requisiti di sicurezza richiesti dalla legge, ponendo un argine al fenomeno infortunistico di cui tanto si parla anche nelle alte sfere politiche" riferisce Gallinella, che aggiunge: "La revisione costerà circa 80 euro mentre i centri abilitati potrebbero essere cinquecento".

Stando a quanto riferito da Federacma, fonti per ora non ufficiali dicono che probabilmente si giungerà a breve allo sblocco del famoso decreto attuativo. Nel frattempo, il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, intervenuto a Rive 2021, pone l'accento su "un parco macchine che sconta il passare degli anni. Se è vero - afferma il ministro - che oltre 700mila macchine operatrici su un totale circolante di 2 milioni circa, sono state immatricolate prima dell'83, è necessario lavorare sulla sostituzione del parco macchine".

La progettualità che il ministro mette in campo riguarda i fondi del Pnrr - 500 milioni di cui 400 destinati alla meccanizzazione agricola e 100 al settore oleario - sul tavolo per agevolare il ricambio del parco macchine nazionale. "La misura, il cui tema è, oltre al minor impatto ambientale, la sicurezza sul lavoro, sarà gestita tramite l'Inail sul modello dei bandi Isi ma - specifica Patuanelli - senza il Click Day".

A tal proposito, in occasione di Eima 2021, Alessandro Malavolti presidente FederUnacoma, ha sottolineato come 400 milioni di euro, di cui probabilmente, stando ad indicazioni di massima fornite dal ministro Patuanelli nel corso di un incontro con 236 attori della filiera, 150 milioni saranno destinati all'acquisto di trattori e 250 a macchine trainate e attrezzature 4.0, divisi nel numero di anni di durata del Pnrr (2021-2026) sono insufficienti. "Parliamo di poche migliaia di trattori all'anno" chiarisce Malavolti.

 

Il costo di una firma mancata

Alla luce del numero di infortuni registrato sul suolo italiano in agricoltura - 26.659 nel 2020 di cui 124 mortali, la maggior parte dovuti all'uso del trattore - dell'incidenza degli infortuni in agricoltura - due volte superiore al valore medio della totalità dei settori -, dei risultati ottenuti in Germania, Austria e Inghilterra dove la revisione ha portato ad un adeguamento del parco macchine e gli infortuni mortali per ribaltamento del trattore sono passati da 181 nel 1969 a nove nel 2010 in Germania, da cento nel 1970 a sette nel 2010 in Austria e da meno di quaranta nel 1969 a meno di dieci nel 2003 in Inghilterra, vale la pena fare un ragionamento.


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Ben vengano incentivi e misure economiche ma se davvero la volontà è quella di dare valore alla capacità della produzione primaria italiana e fornire un supporto all'agricoltura che, insieme alle filiere agroalimentari produce un terzo del Pil nazionale - come affermato da Patuanelli a Rive - senza che il prezzo da pagare in termini di vite umane sia davvero alto, è arrivata l'ora di far uscire dal cassetto il famigerato decreto attuativo.

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