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Risicoltura, diamo uno sguardo dallo spazio

Il Progetto Saturno ha sviluppato una piattaforma per rendere fruibili ai risicoltori e ai loro consulenti le immagini satellitari (gratuite) della costellazione europea Sentinel

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Una mappa di vigore Ndre delle risaie della Lomellina
Fonte foto: Progetto Saturno

La risicoltura si può giovare enormemente da un approccio 'di precisione' alla concimazione azotata. Apportare la corretta quantità di fertilizzante nel luogo e nel momento giusto determina una razionalizzazione delle risorse utilizzate e un migliore rapporto tra unità di azoto impiegate e riso prodotto.

In questo articolo abbiamo parlato ampiamente di come gestire la variabilità in campo per ottenere il massimo dalla propria risaia. Il punto focale in una strategia di precision farming è la realizzazione delle mappe di vigore da cui poi derivano le mappe di prescrizione. Nell'articolo appena citato i rilevamenti in campo sono stati fatti grazie all'ausilio dei droni. Ma esiste un altro strumento che può essere utilizzato per rilevare la vigoria delle piante, il satellite.

Il Progetto Saturno ha proprio l'obiettivo di agevolare la fruizione delle immagini satellitari dell'Agenzia spaziale europea da parte dei risicoltori della Lomellina. Il Progetto, finanziato da Regione Lombardia nell'ambito del Psr 2014-2020, vede coinvolto Irea-Cnr, il gruppo di lavoro Cassandra dell'Università degli studi di Milano e il distretto Agricolo della Lomellina, oltre a tre aziende risicole.

Un momento della visita in campo
Un momento della visita in campo
(Fonte foto: AgroNotizie)

Obiettivo del progetto è quello di "di trasferire e diffondere metodologie innovative e tecniche a supporto di una distribuzione del fertilizzante razionale e sostenibile, attraverso l'utilizzo di tecnologie satellitari e modellistica agronomica", ha spiegato ad AgroNotizie il ricercatore del Cnr Mirco Boschetti durante un workshop che si è tenuto a Mortara per illustrare il Progetto ai risicoltori.


Satellite o drone? Una questione di convenienza

La fertilizzazione di precisione in risicoltura, come del resto tutto il precision farming, si basa sulla gestione della variabilità del campo. All'interno di una risaia ci sono infatti aree con piante più o meno vigorose. Per ottenere una produzione omogenea, come spieghiamo bene in questo articolo, è necessario fornire maggiori quantità di azoto alle aree a bassa vigoria e minore quantità alle aree ad alta vigoria.

La vigoria delle piante viene analizzata attraverso sensori ad immagini multispettrali in grado di misurare la luce riflessa dalle piante in specifiche porzioni dello spettro. I dati raccolti sono generalmente sintetizzati in indici spettrali quali ad esempio l'Ndvi (Normalized difference vegetation index) o l'Ndre (Normalized difference red edge index). Le telecamere multispettrali possono essere montate su vari mezzi, come trattori, droni, ultraleggeri o addirittura satelliti. E proprio i droni e i satelliti sono oggi i mezzi più utilizzati per sorvegliare le risaie.

Il Progetto Saturno sfrutta le immagini raccolte dalla costellazione dei satelliti Sentinel-2, messi in orbita dall'Esa (l'Agenzia spaziale europea), che hanno il grande pregio di essere gratuite. Il difetto, se così può essere definito, è di avere una risoluzione spaziale di dieci metri quadri. Una superficie all'interno della quale ci possono essere differenti zone di vigoria, ma che non vengono rilevate (o meglio, si ha un valore medio dell'area). E se il satellite ha il pregio di passare su uno stesso punto ogni cinque giorni, assicurando quindi una copertura costante, in caso di cielo coperto non riesce a raccogliere i dati.

Il drone invece opera a 100-150 metri di altezza e riesce dunque ad avere un dettaglio molto maggiore e a volare anche con cielo coperto garantendo una maggior flessibilità delle riprese. Il problema, d'altro canto, è il costo di tale riprese e la necessità, se non si possiede la strumentazione, di rivolgersi a società specializzate.

Ma la domanda è: di quanta precisione abbiamo bisogno? Oggi gli spandiconcime in dotazione alla maggior parte delle aziende risicole sono in grado di gestire sezioni di diversi metri, nella maggior parte dei casi superiori a quei dieci metri quadri di risoluzione del satellite. Ecco dunque che anche se avessimo a disposizione una risoluzione maggiore, essa non sarebbe sempre necessaria, perché non avremmo macchine in grado di gestirla/valorizzarla.

Possiamo dunque dire che ad oggi la definizione di cui abbiamo bisogno corrisponde alla sezione minima a cui può operare lo spandiconcime. Va ricordato comunque che le riprese da drone forniscono un dettaglio molto spinto e più veritiero delle reali condizioni in campo, fornendo potenzialmente un valore aggiunto. Ad esempio i dieci metri satellitari in alcune condizioni, ad esempio i bordi dei campi, forniscono un dato misto non in grado di rappresentare la reale variabilità.


La piattaforma GET-IT

Per il risicoltore che vuole approcciarsi alla concimazione di precisione o che semplicemente non ha mai viso i propri campi dallo spazio, un buon punto di partenza può essere la piattaforma online Progetto Saturno GET-IT Uno strumento che, sulla base delle foto scattate dai satelliti della costellazione Sentinel, mette a disposizione dei risicoltori della Lomellina la possibilità di vedere i propri campi dall'alto, anche attraverso mappe di vigore basate sull'indice Ndre.

Basta andare sul sito, cliccare su 'Consulta serie mappe storiche' e navigare nella mappa alla ricerca del proprio campo. Sulla sinistra ci sono una serie di filtri che possono essere attivati/disattivati. Ad esempio cliccando su Ndre+data è possibile vedere le mappe di vigore o le foto 'normali'.
 

Precision farming, a chi tocca?

Fare precision farming, anche in risicoltura, non è facile. Servono competenze specifiche in diversi ambiti. E' improbabile dunque che un agricoltore, pur animato da buona volontà, faccia tutto da solo, dall'elaborazione delle immagini satellitari fino alla realizzazione delle mappe di prescrizione.

Alcuni studi agronomici offrono servizi chiavi in mano e anche i contoterzisti e le associazioni di categoria potrebbero fare la loro parte. E' auspicabile tuttavia un intervento organico. In Svezia, per fare un esempio, esiste una piattaforma in cui l'agricoltore viene guidato passo passo in ogni fase, dall'identificazione del campo fino alla realizzazione della mappa di prescrizione.

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