Big o smart, il futuro è nei dati. Per capire, progettare, innovare

All'appuntamento organizzato dai giovani di Agia-Cia, focus sull'agricoltura digitale. Fra i relatori anche Ivano Valmori di Image Line

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Dati big e smart, il valore per gli agricoltori (Foto di archivio)
Fonte foto: © Prostock-studio - Adobe Stock

Agricoltura digitale deriva da digits, cifre, numeri. È quindi un'agricoltura che parte dai dati per ottenere informazioni fondamentali per fare scelte strategiche. 
E se i dati sono big, una mole innumerevole che proviene da tante fonti diverse, allora big, grandi, sono anche le opportunità per trasferire il valore dal campo alle filiere agroalimentari.

C'è una consapevolezza crescente della varietà, variabilità, volume, veridicità, le quattro "v" che descrivono i big data, alle quali si aggiunge la quinta, forse la più importante, che è la "v" di valore. Un confronto su questi temi è stato avviato dall'associazione dei giovani agricoltori di Cia, l'Agia, insieme ad Agricoltura è Vita e con la collaborazione della Doxa digital: tre appuntamenti dedicati all'agricoltura digitale che l'8 aprile scorso hanno visto protagonista una serie di esperti di nig data per trattare il processo di regolamentazione del loro uso in agricoltura. Fra i relatori, anche il fondatore di Image Line, Ivano Valmori.

I lavori, moderati da Valeria Villani della Giunta nazionale Agia, sono stati aperti dai saluti delle autorità presenti.
"Il diritto all'accesso al digitale è un vero e proprio diritto umano; è necessario trovare presto una soluzione. Proprio la pandemia ha acutizzato le differenze nel Paese". Assuntela Messina, sottosegretaria alla Transizione digitale, ha evidenziato uno dei grandi temi, quello del digital divide, che deve essere affrontato con scelte politiche opportune. "Cosa farà il governo? Il primo impegno è quello di eliminare le disuguaglianze, ad esempio con la diffusione della banda larga. Il ministero per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale ha messo al centro la dignità della persona e la possibilità di dotare ognuno di strumenti che garantiscano la partecipazione all'azione nella comunità. La rivoluzione digitale dell'agricoltura può giocare un ruolo importante, grazie a opportune tutele e regole chiare, aperte e accessibili per una governance dell'uso dei dati".
Il ministero stesso ha avviato l'iniziativa Repubblica Digitale che annovera fra le proposte elencate nell'apposito portale i tre webinar progettati da Cia, nonché "AgroInnovation EDU" di Image Line, dedicato alla digitalizzazione delle scuole agrarie.

"Abbiamo carenza di dati e di conoscenza" ha poi commentato Susanna Cenni, vicepresidente della XIII Commissione (Agricoltura) alla Camera dei Deputati. "Le risorse a disposizione non si dovranno limitare all'aggiornamento del Sian ma dovranno raggiungere tutte le imprese agricole, tutte le aree rurali".
Gianpaolo Vallardi, presidente Commissione Agricoltura Senato, ha poi ricordato "l'impegno a supportare l'agricoltura 4.0 con il Pnrr. Mi rivolgo in particolare ai giovani e credo che tutti assieme con lungimiranza riusciremo a vincere le sfide per il futuro".

Massimo Durante, Informatica giuridica Università degli studi di Torino, ha presentato la relazione introduttiva.
"Se negli anni Novanta e 2000, il tema portante era quello del passaggio dall'economia della conoscenza all'economia dell'informazione, con la digitalizzazione abbiamo spostato l'attenzione, in questo secondo decennio, sui dati. Ci siamo confrontati su una data driven economy e una data driven society. Quando abbiamo a che vedere con i dati, oggi ci chiediamo come estrarre valore economico dai dati che abbiamo a disposizione, volàno di progresso delle comunità e di innovazione tecnologica".
"Big data in quanto tale è un riferimento obbligato, ma il vero fenomeno che viviamo è quello della convergenza tecnologica, della capacità infrastrutturale per analizzare questi dati. C'è un grande sviluppo dell'intelligenza artificiale per la produzione di dati sintetici, una base di conoscenza e dataset che servono alla macchine per sviluppare i loro compiti: questo attiene a tutte le sfere della vita umana". Durante ha poi analizzato il ruolo delle big tech e i risvolti delle applicazioni dell'intelligenza artificiale predittiva. "Il modello di regolazione europea è oggi sufficientemente regolato per dare luogo a questa duplice convergenza (tecnologica e normativa) per affrontare gli ostacoli e delineare una strategia. Nella European data strategy si evidenzia che non si tratta di programmare il futuro ma di eliminare gli ostacoli. E questa è un'ottima strategia". Fra i problemi da smarcare sono annoverati quello dell'interoperabilità e delle competenze digitali.

Salvatore Carfì, Agea Bruxelles, ha evidenziato i fabbisogni nell'ambito dei big data in agricoltura, menzionando il tema dell'accuratezza dei dati a supporto delle scelte politiche e nell'armonizzazione delle procedure per i futuri aiuti Pac automatizzati, nel contesto di un nuovo modello di governance proattiva e di interazione fra imprenditori agricoli, Caa e amministrazioni coinvolte. "La Commissione vuole creare un geoportale per comprendere l'utilizzo del suolo. Online sono già disponibili le linee guida".

L'europarlamentare Nicola Danti ha indicato varie iniziative normative per la governance dei dati e l'attuazione della strategia digitale. Fra queste, la "bussola per il digitale" e ha rammentato che "le tecnologie digitali in agricoltura sono importanti anche a supporto delle sfide del climate change".

Ivano Valmori, fondatore e direttore di Image Line, ha condiviso un'analisi strategica dell'uso dei dati in agricoltura, grazie ad un'apposita Swot; si tratta di una serie di considerazioni in merito all'agricoltura dei dati, relative ai punti di forza (la "s" di strengths), alle debolezze (la "w" di weaknesses), alle opportunità (la "o") e alle minacce (la "t" di threats).

Le opportunità sono legate a vari ambiti. "È stato pubblicato un quadro chiaro di riferimento per la tutela dei dati degli agricoltori, grazie al lavoro del Copa-Cogeca e altre associazioni in merito al 'Codice di condotta Ue sulla condivisione dei dati nel settore agricolo mediante un accordo contrattuale'". In primo piano, in termini di opportunità, è sicuramente la sostenibilità che può essere perseguita tramite l'agricoltura digitale ed i cui indicatori possono essere calcolati e monitorati; "ad esempio, grazie a QdC® - Quaderno di Campagna® ogni agricoltore può esportare dati necessari per il calcolo degli indicatori di sostenibilità dell'iniziativa Viva sustainable wine del ministero dell'Ambiente e Opera research center dell'Università Cattolica del Sacro Cuore".
 


"L'attenzione ai dati può partire dalla scuola, è fondamentale per l'agrifood del presente e del futuro" ha ricordato Valmori "Negli ultimi dodici mesi, la corretta ed efficace gestione dei dati è stata oggetto di iniziative di formazione e informazione che Image Line ha attivato con centinaia di studenti e docenti, grazie ad AgroInnovation EDU". Image Line ha siglato recentemente un protocollo d'intesa con Itasf, gli Istituti agrari senza frontiere, protagonista di tante iniziative formative anche di Cia.
"In ambito big data e machine learning abbiamo avviato una nuova collaborazione con il Politecnico di Milano, nel contesto dell'Ai & Robotics lab del dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria (Deib). Anche in questo ambito applicheremo il Dizionario comune di Image Line con l'obiettivo di portare in campo nuovi strumenti per ottenere smart data, per capire come produrre in maniera più efficiente, per supportare percorsi di agricoltura sostenibile".
In ultimo, un richiamo alla blockchain per la rintracciabilità: "l'oracolo del campo è l'agricoltore che attraverso la blockchain può vedere notarizzate le informazioni dalla terra alla tavola, attraverso i vari anelli della filiera".

Nelle considerazioni conclusive, Stefano Francia, presidente nazionale Agia, ha indicato un primo focus: la proprietà del dato. "Siamo lieti di darli a coloro che fanno ricerca per rendere facile la vita degli agricoltori. Il dato sarà sempre di più strategico per la programmazione delle coltivazioni, anche in funzione dei cambiamenti climatici. La Cia, con l'ingresso in Repubblica Digitale, vuole dare un contributo per sviluppare una cultura del digitale presso gli associati, con un processo inclusivo. I benefici dei dati? Un supporto alle scelte imprenditoriali dell'agricoltore, rendendo semplice  l'accesso e l'utilizzo agli stessi. Una formazione continua è prioritaria anche per l'agricoltura dei dati".

 

Puoi rivedere l'evento tramite YouTube e leggere ulteriori dettagli nella nota riportata sul sito di Cia


QdC® e Quaderno di Campagna® sono marchi registrati da Image Line Srl Unipersonale

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