Innovazione: giù i costi, su la produzione

L'agricoltura di precisione e l'innovazione in generale sono la strada per produrre di più, in maniera sostenibile e generando reddito per l'agricoltore. Di tutto questo si è parlato in un convegno di Cia - agricoltori italiani

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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L'assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna Simona Caselli durante l'evento organizzato dalla Cia
Fonte foto: Agronotizie

La Politica agricola comune sta cambiando. Se in passato l'obiettivo principale era il sostegno al reddito, oggi lo scopo della Pac è quello di avere produzioni sicure, sostenibili e tracciate. Per questo motivo anche la prossima programmazione, che sarà affrontata dopo le elezioni europee di maggio, sarà ripensata dalle fondamenta. Se a questo aggiungiamo i corposi tagli al bilancio proposti dalla Commissione Ue, appare evidente come il settore primario si debba adattare a nuovi scenari.

All'agricoltore oggi viene chiesto di produrre di più, utilizzando le risorse in maniera più sostenibile e assicurando al consumatore prodotti sani e certificati. "L'innovazione tecnologica è la chiave per vincere le sfide dell'agricoltura moderna", ha dichiarato Cristiano Fini, presidente Cia - agricoltori italiani Emilia Romagna, durante un evento organizzato a Fico dal titolo Arricchire l'agricoltura con l'innovazione. "Oggi strumenti come quelli messi in campo dall'agricoltura di precisione ci permettono di aumentare la qualità e la quantità delle produzioni, salvaguardando la sostenibilità ambientale e offrendo un reddito superiore alle aziende agricole".
 

Il precision farming in cerealicoltura

Proprio per raccontare ai presenti in sala che cosa significa fare agricoltura di precisione nel settore cerealicolo, sul palco è salito Eros Gualandi, che ormai vent'anni fa ha introdotto i principi del precision farming all'interno della società cooperativa Il Raccolto (di cui è presidente) che in Emilia Romagna gestisce circa 4mila ettari.

"Per semplificare possiamo dire che esistono tre livelli di integrazione delle moderne tecnologie all'interno dell'azienda agricola. Ogni livello è più complesso del precedente ma porta benefici tangibili in termini di produttività e qualità. In altre parole di redditività del lavoro agricolo", ha spiegato Gualandi.

Il primo step per chi vuole fare agricoltura di precisione nelle colture estensive è l'introduzione della guida Gps o assistita, che dir si voglia. Attraverso il segnale satellitare il trattore è in grado di evitare le sovrapposizioni in campo mantenendo sempre traiettorie parallele. Se poi al trattore viene collegata un'attrezzatura a rateo variabile è possibile ridurre a zero le sovrapposizioni in quanto l'attrezzatura è in grado di aprire o chiudere le sezioni basandosi sul segnale Gps.

Con queste tecnologie, relativamente semplici e in uso negli Stati Uniti da ormai quasi trent'anni, è stato possibile per la coop Il Raccolto risparmiare il 15% di input produttivi e il 35% di tempo, che può essere impiegato dall'agricoltore per fare altro in azienda oppure per dedicarlo alla propria famiglia.
 

Il secondo step riguarda invece l'utilizzo di sensori in campo per monitorare parametri utili a definire strategie di intervento tagliate sulle reali necessità della coltura. È il caso ad esempio della concimazione di precisione. Sulla base delle mappe di produzione dell'anno precedente o dei dati di vigore vegetale rilevati dal satellite, è possibile creare mappe di prescrizione che, se caricate su un trattore a guida Gps con uno spandiconcime a rateo variabile, sono in grado di applicare dosi variabili di fertilizzante sulla base delle reali necessità della piana.

Grazie a questo approccio, più moderno e complesso da adottare, la coop Il Raccolto è stata in grado di aumentare la produzione media dei suoi campi passando da circa 60 quintali di grano a 70.

Il terzo step è quello più complesso e in fase di costante sviluppo e riguarda l'ingresso dell'agricoltura nell'era delle produzioni 4.0. In altre parole significa che l'azienda agricola, adottate le tecnologie precedenti, dialoga con gli altri attori della filiera dando vita ad un flusso di informazioni utili ad aumentare l'efficienza produttiva complessiva.

Un esempio? Conoscere la qualità del mais trinciato in campo e utile agli allevamenti per migliorare la dieta delle bovine e ottenere quindi un latte di maggiore e più costante qualità. Questo si ripercuote poi sulle aziende casearie che possono ottenere prodotti di maggiore valore. Tutta l'integrazione all'interno della filiera porta ad una produzione di valore aggiunto che deve poi essere distribuita tra i vari soggetti che l'hanno generata.
 

Non solo mais e frumento

A seconda delle colture a cui viene applicata, l'agricoltura di precisione cambia negli strumenti che mette in campo e negli obiettivi che vuole raggiungere. Se nel cerealicolo l'aumento della produttività e la diminuzione degli input sono lo scopo principale, in viticoltura il desiderio di molte aziende è quello di innalzare la qualità media delle uve prodotte in modo da avere vinificazioni di qualità superiore e spuntare prezzi di mercato elevati.

La viticoltura di precisione secondo New Holland
La viticoltura di precisione secondo New Holland

Per questo New Holland ha sviluppato una vendemmiatrice in grado di gestire le uve in maniera selettiva. Tutto parte dalla creazione di una mappa di prescrizione nella quale sono distinte le uve di maggiore e minore qualità. La mappa viene poi caricata sulla vendemmiattrice automatica che grazie all'antenna Gps è in grado di raccogliere e separare le uve mantenendo distinte le due classi qualitative.

Il sovraccosto di questa gestione del vigneto viene quantificato da New Holland in 6 centesimi a bottiglia, ma la possibilità di vinificare separatamente uve di alta e bassa qualità permetterebbe alle cantine di spuntare sulle bottiglie premium un sovrapprezzo fino a 10-12 euro.
 

Il ruolo del settore pubblico e delle associazioni di categoria

"Il futuro dell'agricoltura passa dall'innovazione e per questo la Regione Emilia Romagna ha investito oltre 50 milioni di euro per rendere il comparto più competitivo e sostenibile", ha dichiarato dal palco Simona Caselli, assessore regionale all'Agricoltura."Sono oltre 90 i Gruppi operativi di innovazione finanziati dalla regione e per fare conoscere a tutti il loro lavoro abbiamo deciso di organizzare proprio qui a Fico un grande evento in cui raccontare alle aziende agricole e a tutti gli stakeholders su quali innovazioni si sta lavorando".

Quella della comunicazione è una priorità anche secondo Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia - agricoltori italiani, che nel suo discorso conclusivo ha voluto sottolineare quanto sia importante la creazione di un dialogo tra il mondo della ricerca e quello dell'agricoltura, che troppo spesso non si parlano.

"Il nostro lavoro è anche quello di raccontare ai soci i vantaggi che l'innovazione porta con sé", ha dichiarato Scanavino. "Vorrei però che anche il settore pubblico fosse maggiormente pronto a cogliere le opportunità che il progresso ci mette a disposizione. Mi riferisco alle nuove tecniche di miglioramento genetico, lontanissime dei vecchi Ogm transgenici, che metterebbero gli agricoltori nelle condizioni di produrre in maniera più efficiente e sostenibile e che invece oggi non possono essere sfruttate a causa di antichi pregiudizi e di una normativa ormai anacronistica".

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