Il cibo del futuro al World food research and innovation Forum

L'iniziativa, promossa dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con Aster, si terrà a Parma il 9 e 10 maggio nell'ambito di Cibus 2016

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Parma, 9-10 maggio 2016

Il Forum mondiale per la ricerca e l'innovazione alimentare, World food research and innovation Forum, sarà la prosecuzione ideale e concreta dell’Esposizione universale milanese e dei principi sanciti dalla Carta di Milano. L'iniziativa, promossa dalla Regione Emilia Romagna, sarà organizzata con cadenza biennale in collaborazione con Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerche. Appuntamento il 9 e 10 maggio 2016 nell’ambito di Cibus a Parma. L’obiettivo è favorire il dialogo e la condivisione di ricerche, risultati e saperi sulla sicurezza alimentare e la nutrizione, intesa in termini di safety e security, e favorire l’attuazione di politiche integrate per lo sviluppo e la cooperazione glocale. Sono stati chiamati a raccolta, durante Expo, una trentina di studiosi ed esperti internazionali provenienti da diversi Paesi (Italia, Germania, Paesi Bassi, Austria, Canada, Stati Uniti, Nigeria e Caraibi).
 
I progetti innovativi sulla sicurezza alimentare, sviluppati dalla Regione Emilia-Romagna grazie alla piattaforma agroalimentare della Rete alta tecnologia gestita da Aster, puntano a rendere più sicuri i cibi su larga scala e allungarne la vita allo scaffale, creare varietà colturali più resistenti alle malattie, controllare in tempo e in maniera meno invasiva possibile la qualità degli alimenti, riutilizzare gli scarti dell’industria agroalimentare, puntare a un’agricoltura di precisione e più sostenibile riducendo l’utilizzo delle risorse idriche e dei fertilizzanti. Di seguito alcuni esempi.
 
Dalle alghe si estrae un alginato che in soluzione acquosa viene spruzzato su carni e altri cibi deperibili per allungarne la vita allo scaffale e renderli sicuri dal punto di vista microbiologico. (foto 1-2-3)
 
Capita di acquistare frutta (più spesso le pesche) che all’esterno sembra matura e all’interno risulta acerba. Uno strumento (DA Meter), sperimentato dal dipartimento colture arboree dell’Università di Bologna, si appoggia semplicemente al frutto e permette di determinare il periodo più opportuno per cominciare la raccolta o per fare arrivare dalle celle frigorifere al supermercato la frutta quando è pronta per il consumo.
 
Nella macellazione di polli, tacchini e altri volatili commestibili il 50% del peso dell’animale è rappresentato da scarti, specie le piume. Un progetto, concertato tra Ue e Russia e coordinato dal dipartimento di Chimica organica e industriale dell’Università di Parma, ha consentito di ottenere dalle piume e dagli scarti avicoli proteine per mangimi animali o per il consumo umano.
 
Gli oli alimentari, specie quelli non filtrati, vengono sottoposti il più delle volte al trattamento di brillantatura per separare l’olio da componenti indesiderati quali acqua, mucillagini e composti proteici. La Ciri agroalimentare del Tecnopolo di Cesena e aziende del settore oleicolo hanno sperimentato, però un procedimento con l’insufflazione di gas inerti più “rispettoso” delle caratteristiche compositive e sensoriali dell’olio e che gli conferiscono anche una maggiore stabilità nella conservazione.
 
Per capire meglio lo stato di conservazione degli alimenti si stanno sviluppando metodi rapidi e non distruttivi. Le comuni fotografie digitali a colori, le immagini acquisite da uno scanner da scrivania, o le immagini iperspettrali acquisite nell’infrarosso mediante uno strumento da banco relativamente economico possono essere elaborate al fine di ricavare varie informazioni. In questo ambito, il gruppo di ricerca Chimslab del Biogest-Siteia di Modena e Reggio Emilia ha già realizzato con successo diverse analisi per identificare precocemente le ammaccature nelle mele dopo diversi intervalli di tempo, il difetto “cotenna rossa” nelle cosce di suini, la presenza di farina come adulterante all’interno della semola, l’adulterazione del vino rosso per l'addizione di antociani estratti da riso nero.

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