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Risaia, pipistrelli per il controllo dei parassiti

Perché non farsi aiutare nella lotta contro gli insetti dannosi in risaia? E' l'idea dietro al progetto Yes!Bat che ha vinto il premio Bcfn Yes!2017

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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I pipistrelli possono divorare fino al 30% del proprio peso in insetti
Fonte foto: Stazione Teriologica Piemontese

Parola d'ordine Bat box. No, non stiamo parlando di supereroi mascherati, ma di rifugi per pipistrelli. Una sorta di 'casetta' artificiale messa a disposizione di questi mammiferi volanti che all'interno possono trovare rifugio durante le ore diurne. Di Bat box se ne sente parlare durante il periodo estivo, visto che vengono installate nei pressi delle abitazioni con la speranza di attirare i pipistrelli, animali utilissimi nel controllo delle zanzare.

Già, perché i chirotteri si cibano di insetti che cacciano di notte volando sopra i prati o all'interno dei boschi. Graie all'ecolocalizzazione individuano la preda, solitamente in volo, ma non solo, e la catturano.
Perché allora non utilizzare la loro voracità per dare la caccia agli insetti che sono dannosi alle colture? E' questa l'idea che sta dietro al progetto Yes!Bat che ha vinto il premio Bcfn Yes!2017, il concorso del Barilla center for food and nutrition che finanzia progetti di ricerca che promuovono la sostenibilità agroalimentare.
 
Pipistrellus kuhlii
Pipistrellus kuhlii

"I pipistrelli possono arrivare a nutrirsi anche di 2mila insetti a notte e prediligono i lepidotteri, dannosi per le colture", spiega ad AgroNotizie Laura Garzoli, ricercatrice della Stazione teriologica piemontese, che insieme al Cnr-Ise di Verbania Pallanza sta sviluppando il progetto. "La risaia è un ambiente ideale per i pipistrelli che possono trovare prede e acqua in abbondanza. Quello che mancano sono i rifugi dove ripararsi nelle ore diurne".

Per i pipistrelli le risaie sono un vero deserto. Prive di alberi e costruzioni umane non offrono alcun riparo a questi mammiferi che dunque non le colonizzano. L'idea è stata dunque quella di installare delle Bat box proprio per offrire un riparo a questi animali. Nel mondo esistono 1,3mila specie di chirotteri, il 70% dei quali sono insettivori. In Italia sono 34 le specie autoctone e tutte quante si nutrono di artropodi, che a livello globale è stimato causino perdite all'agricoltura per 470 miliardi di dollari.
 
Pipistrello-albolimbato
Pipistrello albolimbato

"I pipistrelli offrono importanti servizi ecosistemici e sono un ottimo alleato nella lotta biologica agli insetti dannosi", spiega Garzoli.

In Spagna è stato dimostrato che il pipistrello pigmeo (Pipistrellus pygmaeus) che colonizza Bat box intorno alle risaie protegge le colture dalla piralide del riso (Chilo suppressalis). I chirotteri cacciano anche Chironomus tepperi e C. sylvestris, noti patogeni esotici che causano estese perdite alle piante di riso durante la germinazione delle colture.
Ma anche Polypedilum nubifer, specie afrotropicale che danneggia le radici e le foglie delle piantine di riso e recentemente è stata ritrovata anche in risaie italiane. Anche il coleottero giapponese (Popillia japonica) e il punteruolo del riso (Lissorhoptrus oryzophilus) potrebbero far parte della dieta dei pipistrelli.
 
Pipistrello nano
Pipistrello nano

In generale, ogni specie di chirottero si alimenta di una cospicua varietà di insetti e altri invertebrati, catturandoli in proporzione alla loro disponibilità nell'ambiente. In caso di sfarfallamenti abbondanti di una specie-preda più gradita, la strategia di alimentazione cambia e ciascun chirottero si può focalizzare sulla sua preda ottimale e preferita. Ciascuna specie ha esigenze specifiche: chi predilige cacciare in ambiente aperto, chi in ambiente boschivo, chi caccia insetti di piccola taglia come zanzare e piccoli ditteri, chi si nutre di falene che cattura anche mentre sono posate sulle foglie, chi invece caccia anche coleotteri di dimensioni considerevoli.
La cimice asiatica, che per gli agricoltori italiani è diventata una vera piaga, grazie alla sua abbondanza può rientrare nella dieta dei pipistrelli che potrebbero contribuire al suo controllo.

I pipistrelli possono diventare anche delle sentinelle per l'individuazione di insetti alieni (non autoctoni dei nostri areali). Capita sempre più spesso infatti che attraverso gli scambi commerciali specie provenienti da altri continenti vengano introdotte in Italia causando danni all'agricoltura. Attraverso l'analisi del guano è possibile capire se l'animale ha mangiato un insetto 'alieno' e intervenire dunque per arginarne la diffusione. Lo strumento verrà sviluppato dal Cnr in collaborazione con il dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell'Università di Milano.
 
Pipistrello Hypsugo savii
Hypsugo savii

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Fonte: Agronotizie

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Tag: riso ricerca insetticidi lotta integrata

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