Intrachem Bio Italia ha presentato 'No residue' grazie all'incontro 'Ruolo dei biopesticidi nella protezione integrata delle colture'

Disponibili on-line gli atti completi del convegno

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L'intervento del prof. Cravedi

A cura di Ivano Valmori

La recente revisione europea degli agrofarmaci, le pressanti esigenze agro-ambientali e la maggiore attenzione verso l’accumulo di diversi residui nelle derrate stanno portando a rapidi cambiamenti del panorama della difesa fitosanitaria in agricoltura; proprio in questo ambito gli agrofarmaci di origine microbiologica, di estrazione vegetale o altre tecnologie alternative (in una parola “i biopesticidi”) stanno assumendo un ruolo sempre più importante.

Intrachem Bio Italia ha recentemente fatto il punto della situazione in questo ambito, esaminandone gli aspetti positivi e negativi per delineare al meglio quale sia il ruolo dei biopesticidi (e quale sarà in futuro) nell’ambito dei programmi di lotta integrata. 

Il convegno “Il ruolo dei biopesticidi nella protezione integrata: stato dell’arte e prospettive” è stata una buona opportunità per mettere a confronto i ricercatori, la nascente industria dei biopesticidi, il mondo della produzione, gli organi ufficiali e la Grande Distribuzione Organizzata che gestiscono i programmi di difesa integrata a livello regionale.

 

Il convegno

 

Saluto ai partecipanti

Antonio Cutri (Amministratore Delegato di Intrachem Bio Italia) nel porgere il saluto ai partecipanti ha evidenziato l'impegno della sua azienda sia nella preparazione e distribuzione di "biopesticidi" caratterizzati dalla mancanza di residui sul prodotto finale, si nella sensibilizzazione dell'intera filiera ai problemi legati alla riduzione dei residui (unico concetto molto chiaro ai consumatori, che difficilmente sono in grado di capire con chiarezza concetti come agricoltura integrata, disciplinari di produzione o agricoltura biologica.

 

Lotta biologica e IPM: il panorama della situazione mondiale

Joop van Lenteren - Università di Wageningen (NL) (Segretario IOBC-Global) - ha invece tracciato la situazione della difesa integrata e biologica a livello mondiale. Dal suo punto di vista in un contesto in cui i produttori di "biopesticidi" sono molto dinamici, gli agricoltori ben disposti ad adottare nuove tecniche di difesa e con il ritiro di circa il 75% delle molecole a seguito della revisione europea, entro il 2030 si delineerà una situazione della difesa delle piante che vedrà equamente ripartita la difesa biologica (1/3), la difesa integrata (1/3) e la coltivazione di piante resistenti ai parassiti (1/3).

 

"Le richieste dei supermercati sulla qualità della frutta a livello europeo in termini di lotta integrata e residui."

Nella sua relazione Giulio Benvenuti (UNIVEG) ha evidenziato come la GDO influisca in modo marcato sulle tecniche di difesa applicate alle colture, tanto che la maggioranza delle catene ha già propri disciplinari di produzione più restrittivi rispetto a quanto previsto dalla normativa e dagli stessi disciplinari regionali. Secondo Benvenuti "si andrà ben oltre la Sicurezza Alimentare: si prospettano nuovi approcci al tema della Sostenibilitá, anche sotto il profilo ambientale e sociale."

 

"Il quadro normativo dei biopesticidi e gli aspetti registrativi"

Sergio Franceschini (Intrachem Production) ha posto particolare attenzione sugli aspetti registrativi dei nuovi prodotti biopesticidi. Infatti il loro utilizzo è tuttora regolamentato in modo analogo agli altri prodotti fitosanitari, ma con dovrà sempre maggiormente andare incontro alle esigenze specifiche adatte a ogni tipo di microrganismo / prodotto naturale considerando il rischio reale del suo impiego.

 

"Vantaggi operativi dei biopesticidi e motivazioni per il loro inserimento nei DPI regionali"

Per Massimo Benuzzi (Intrachem Bio Italia) ai biopesticidi deve essere riconosciuta "pari dignità" con gli altri agrofarmaci nei disciplinari di difesa integrata, esplicitandoli tra i mezzi tecnici disponibili in modo che tutti gli operatori ne conoscano esistenza e disponibilità. Infatti questi prodotti potranno giocare un ruolo chiave nella riduzione dei residui delle molecole di sintesi e aumentarne l'efficacia nella strategia applicativa,

 

Di particolare interesse applicativo anche la seconda parte del convegno (di cui si riportano gli atti) in cui sono stati presentati i risultati di alcuni esempi applicativi in Italia:

 

"CpGV contro la Carpocapsa delle pomacee"

Mauro Boselli, Servizio Fitosanitario Regione Emilia Romagna

 

Applicazioni autunnali di Ampelomyces quisqualis contro l’oidio della vite (relazione non disponibile)

Vittorio Rossi, Sara Elisabetta Legler, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

 

"Paecilomyces lilacinus contro i nematodi galligeni"

Antonio Colombo, Servizio Agroambientale, Osservatorio per le  malattie delle piante di Acireale

 

"Esperienze con Beauveria bassiana nei confronti di Tetranychus urticae."

Carlo Duso, Alberto Pozzebon, Università di Padova

 

"I nematodi entomopatogeni contro Paysandisia archon e Rynchophorus ferrugineus"

Sandro Nardi (ASSAM)

 

Maggiori informazioni su "No-residue" si trovano al sito www.noresidue.it

Maggiori informazioni su "Intrachem" si trovano al sito www.intrachem.it

Fonte: Agronotizie