Syngenta, una riflessione sull'agricoltura responsabile

Il punto sulla chimica in agricoltura: utilizzo di agrofarmaci, gestione dell'acqua, smaltimento dei rifiuti, collaborazione con il Centro Antiveleni

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, leggi le ultime novità di Syngenta Italia.

syngenta-convegno-agricoltura-responsabile.JPG

I relatori intervenuti al convegno Syngenta: da sinistra Franca Davanzo, Giovanni Tommasi, Luigi Radaelli e Aldo Ferrero

L'8 aprile 2009 Luigi Radaelli, amministrazione delegato di Syngenta, ha incontrato le principali testate giornalistiche del settore agricolo con l'obiettivo di parlare di “agricoltura responsabile”, prima del primo “G8 Agricolo” che avrà come obiettivo fondamentale fare il punto sulla crisi alimentare.

Negli ultimi 18 mesi si è parlato molto di questi argomenti, molte volte senza competenze tecniche e scientifiche adeguate.

Radaelli ha proposto una riflessione sull'agricoltura responsabile secondo Syngenta e sul ruolo della chimica in agricoltura, spesso denigrata a torto: innovazione e tecnologia sono amiche dell'ambiente e dell'uomo.

Circa il 40% del cibo mondiale, infatti, non sarebbe oggi disponibile senza agrofarmaci; grazie alla chimica ognuno oggi ha a disposizione almeno 2.700 calorie al giorno.

Gli agrofarmaci sono dunque un mezzo indispensabile per un’agricoltura moderna e sostenibile e Syngenta, attraverso l’offerta di soluzioni tecniche d’avanguardia, è fortemente impegnata a renderne massimi i benefici, minimizzando tutti i rischi, ponendo grande attenzione e risorse in tutto il ciclo di vita dei suoi prodotti, dall’invenzione al loro uso e oltre. 

Syngenta, con oltre 4.000 persone coinvolte in ricerca e sviluppo e con un investimento in ricerca di circa 3 milioni di euro al giorno, ha le carte in regola per parlare ed approfondire questi temi, soprattutto se si considera che in Italia 1 pomodoro su 3 e una viola su 2 sono stati creati e prodotti dalla ricerca Syngenta.

All'incontro hanno partecipato anche esperti  del settore che collaborano attivamente con Syngenta in progetti e iniziative nell'ambito dell'agricoltura responsabile che hanno approfondito i temi proposti durante l'incontro.

Franca Davanzo, direttore del Centro Antiveleni dell'ospedale Niguarda di Milano, ha parlato della collaborazione tra Syngenta e il Centro Antiveleni, evidenziandone la responsabilità sociale: si tratta dell'attività di tossicovigilanza (su agrofarmaci 6-8%, farmaci 42% e altre sostanze ad uso domestico potenzialmente tossiche 24-28) per il quale il Niguarda di Milano riceve circa 60.000 telefonate di richiesta di assistenza ogni anno.

Assume particolare importanza la collaborazione “bidirezionale” con l'azienda che produce agrofarmaci, al fine di permettere al Centro di disporre dei dati relativi allo sviluppo delle molecole, e di fornire, per conto dei Centri Antiveleni, i dati relativi alle migliori tecniche di intervento in caso di intossicazione direttamente alle aziende.

Aldo Ferrero dell'Università di Torino ha preso in considerazione l'utilizzo dell'acqua e la sua salvaguardia nell'impiego agricolo. Alcuni dati forniti: dal 700 ad oggi l'uso dell'acqua è incrementato di 35 volte in più rispetto quello della popolazione mondiale. Il 60% dell'acqua disponibile nell'Europa, l'85% in Asia, e il 50% in America è destinata all'agricoltura.

Nell'uso dell'acqua per i trattamenti con agrofarmaci è indispensabile evitare sia il ruscellamento in superficie della miscela irrorata, sia la deriva della miscela contenente agrofarmaci. In particolare la deriva può essere contenuta utilizzando un'opportuna taratura delle macchine, sia usando barriere naturali protettive (che permetterebbero anche di ridurre le aree di rispetto tra superfici trattate e corsi d'acqua). 

Importante inoltre l'attività del "GEMMA", Gruppo Esperti Misure di Mitigazione Agrofarmaci che, dal 2007, ha come obiettivo quello di individuare le migliori tecniche per ridurre l'impatto degli agrofarmaci.

L'agricoltura responsabile pone l'accento non solo sulle fasi di utilizzo dei prodotti, ma anche su quelle dello smaltimento: Giovanni Tommasi ha stimato 18 milioni di confezioni vuote di agrofarmaci, di cui 3.200.000 confezioni di Syngenta (pari a circa 200 tonnellate). E' bene notare che si tratta di rifiuti speciali da raccogliere, stoccare e smaltire nel rispetto di tutti quegli adempimenti specifici per questo settore. In caso di inadempienza sono previste sia pesanti sanzioni amministrative, sia denuncie penali oltre ai controlli incrociati sui finanziamenti PAC.

Il metodo “Cascina Pulita”, azienda che da anni opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti agricoli, raccoglie in 18.000 aziende anche assieme a Syngenta con conferenze, incontri formazione (anche su codici CER dei vari rifiuti) e buoni sconto alle aziende agricole.

Fonte: Syngenta