Un lavoro più sicuro con le macchine è possibile

Un parco macchine obsoleto mette a rischio gli operatori. Il nuovo Piano di prevenzione dell'Inail e il progetto del Ccm, provano a dare una risposta

Vittoriana Lasorella di Vittoriana Lasorella

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Il nuovo Pnp ha lo scopo di prevenire e promuovere la salute individuale e collettiva
Fonte foto: Agrilinea News

Quando si parla di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, l'agricoltura, quella fortemente meccanizzata, è tra i settori produttivi più a rischio. Con gli anni e l'avanzare delle tecnologie, in Italia i numeri degli infortuni calano anche se non abbastanza.

Gli infortuni mortali denunciati sono passati da 38mila nel 2015 a 26mila nel 2020 (dati Inail) ma il tasso di incidenza degli infortuni con esito mortale è quadruplo rispetto alla media.

Della necessità di intervenire con specifiche politiche di prevenzione che coinvolgano e rendano più consapevoli tutti i soggetti interessati, si è discusso nel corso del convegno "Obiettivi e priorità del nuovo Piano nazionale della prevenzione", organizzato da Inail in occasione di Eima 2021.

Un parco macchine davvero obsoleto

L'assenza di telaio Rops e cinture di sicurezza, è tra le principali cause di infortuni mortali e gravi in caso di ribaltamento del trattore. Anche quando presente, se non manutenuto o adeguatamente utilizzato, soprattutto su macchine molto datate, il telaio antiribaltamento può non proteggere adeguatamente l'operatore.

Formare e informare sull'uso corretto dei dispositivi di sicurezza e svecchiare l'obsoleto parco macchine italiano, sono azioni chiave per ridurre significativamente il numero di infortuni legati all'uso delle macchine agricole.

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Secondo l'archivio nazionale dei veicoli sono immatricolate prima del 1983:

• 200mila macchine agricole trainate su un totale di 700mila circa;
• 28mila macchine operatrici su 70mila;
• 770mila macchine agricole semoventi su 2 milioni.

Ora, con la modifica del codice della strada, quando queste macchine raggiungeranno i 40 anni di vita, se risponderanno ai requisti potranno essere iscritte nel registro delle macchine d'epoca.  

L'Inail tra le varie azioni, sulla base di quanto già in essere nel resto d'Europa, ha definito linee guida per l'adeguamento dei trattori agricoli e forestali. In Germania, dove l'adeguamento del parco macchine si è concluso nel 1978, si contano in media nove infortuni mortali per ribaltamento all'anno. L'Austria dove l'adeguamento ha richiesto 10 anni, ora ha una media di sette infortuni all'anno. 
L'Italia, purtroppo, da sette anni insegue il processo di revisione dei mezzi agricoli, divenuto legge ma non ancora applicabile perchè mancante di un decreto attuativo. 


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Se è vero che i veicoli da revisionare sono circa due milioni e gli elementi da controllare per ogni macchina sono tantissimi, Vincenzo Laurendi funzionario Inail esperto del settore macchine agricole, spiega che "In circa mezz'ora un trattore potrà essere controllato sia dal punto di vista della circolazione stradale che della sicurezza sul lavoro". Un dato che rincuora ma che non riduce le preoccupazioni sui ritardi di attuazione della revisione in Italia. 


Il Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2020-2025

In attesa dello sblocco della revisione, il 6 agosto 2021 l'Inail ha adottato il nuovo Pnp con lo scopo di prevenire e promuovere la salute individuale e collettiva. Il piano, suddiviso in dieci programmi predefiniti (Pp), comprende sei macro obiettivi. "Infortuni e incidenti sul lavorio, malattie professionali" è l'obiettivo legato al settore agricolo.

D'interesse agricolo, sono i Pp 6, 7 e 8, rispettivamente, "piano mirato di prevenzione", "prevenzione in edilizia e agricoltura" e "prevenzione del rischio".

Il primo organizza in modo sinergico l'assistenza e la vigilanza sulle imprese per aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro su rischi e conseguenze in caso di non osservanza delle norme di sicurezza. Il Pp 7, si occupa di contrastare il rischio e/o l'esposizione prioritari nei casi di caduta dall'alto e uso del trattore, impiego di sostanze pericolose e altro. La prevenzione del rischio, infine, si riferisce a malattie di origine professionale.

Un progetto per contenere i rischi

Al Piano di prevenzione si affianca un progetto del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), denominato "Lavoro agricolo e forestale. Sperimentazione di pratiche di prevenzione e di strumenti di controllo per il contenimento dei rischi infortunistici e dei rischi per la salute nel quadro del Pnp agricoltura e silvicoltura". Partner principale è l'Inail, con il dipartimento di Medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambiente (Dimeila), con cinque regioni italiane (Lombardia, Lazio, Marche, Puglia e la Provincia autonoma di Trento).

L'iniziativa nasce per riconoscere e contenere i rischi legati all'uso delle macchine agricole. In pratica, applica nuove metodologie per la messa a norma del parco macchine nuove e usate; incentiva le buone pratiche a livello nazionale, applica strumenti di analisi degli andamenti infortunistici, delle patologie da lavoro e delle attività di prevenzione e produce, diffonde e applica supporti informativi e formativi oltre a specifici percorsi di formazione.

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