Il primo gennaio 2023 è entrata in vigore la nuova Pac, che regolerà la distribuzione dei fondi comunitari all'agricoltura fino al 2027. La nuova Politica Agricola Comune, frutto di un lunghissimo negoziato tra Bruxelles, regioni e Stati membri, introduce importanti novità nella distribuzione dei fondi. Novità che hanno diversi obiettivi, tra cui quello di promuovere un'agricoltura più sostenibile (Obiettivo generale 2: Ambiente e clima) ed equa (Obiettivo generale 1: reddito e competitività).

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In quest'ottica rientra la nuova gestione dei Titoli Pac. Se infatti la distribuzione dei fondi del pagamento di base rimane ancorata ai Titoli, è anche vero che il legislatore ha introdotto un meccanismo di convergenza che penalizza gli agricoltori con Titoli di valore alto e sostiene invece quelli con Titoli di valore basso. E nel 2028 il meccanismo dei Titoli dovrebbe andare definitivamente in pensione.

 

Pagamenti diretti, le novità della nuova Pac

La Pac 2023-2027 ha rimodulato i pagamenti diretti (il Primo Pilastro) suddividendoli in cinque linee di intervento: Sostegno al reddito di base (48% delle risorse), Sostegno ridistributivo al reddito (10%), Sostegno ai giovani agricoltori (2%), Ecoschemi (25%), Pagamento accoppiato (15%).

 

Il pagamento di base (denominato Biss, Sostegno di Base al Reddito per la Sostenibilità), con la nuova Pac passa da assorbire il 55% delle risorse al 48%, con un plafond annuo pari a 1.678 miliardi di euro, che divisi per circa 10 milioni di ettari associati a Titoli fanno in media 167 euro ad ettaro. Si tratta però della famosa media di Trilussa, in quanto l'erogazione dei fondi si baserà ancora sui Titoli Pac in possesso degli agricoltori. C'è dunque chi prenderà di più e chi di meno.

 

Pagamento di base

Pagamento di base

(Fonte foto: Università degli Studi di Perugia)

 

Titoli Pac, il meccanismo della convergenza

Il legislatore ha ritenuto che la distribuzione dei fondi Pac basata sui Titoli sia sostanzialmente iniqua, in quanto avvantaggia alcune aziende agricole a discapito di altre. Ci sono oggi agricoltori che non arrivano a 100 euro ad ettaro, mentre altri (pochissimi) ne prendono anche 42mila. Ecco allora che si è pensato ad un meccanismo che riduca questo divario, ma in maniera graduale.

 

La nuova Pac prevede che entro il 2026 vi sia una convergenza del valore unitario dei titoli all'85% del valore unitario medio (pari a 167 euro). I Titoli subiranno dunque quest'anno un ricalcolo, sulla base del valore del 2022, e saranno successivamente alzati progressivamente fino ad arrivare a 142 euro (che è l'85% di 167 euro).

 

Meccanismo di convergenza - Titolo basso

Meccanismo di convergenza - Titolo basso

(Fonte foto: Università degli Studi di Perugia)

 

Per reperire le risorse verrà messo un tetto, pari a 2mila euro, a tutti i Titoli. Anche in questo caso si procederà dunque ad un ricalcolo di ogni singolo Titolo e quelli che nel 2022 valevano più di 2mila euro saranno abbassati a tale soglia. Ma anche quelli che erano più bassi di 2mila euro saranno rimodulati e abbassati. Negli anni successivi i Titoli subiranno una ulteriore decurtazione, al massimo del 30%, in modo da avvicinarli ancora di più al valore di 167 euro.

 

Meccanismo di convergenza - Titolo alto

Meccanismo di convergenza - Titolo alto
(Fonte foto: Università degli Studi di Perugia)

 

È indubbio quindi che con la nuova Pac a rimetterci saranno gli agricoltori con Titoli elevati, mentre a guadagnarci saranno gli agricoltori con Titoli bassi. Nella cartina qui sotto è ben rappresentata la distribuzione dei pagamenti diretti in Italia basata sui Titoli. Si vede bene come certi territori siano particolarmente avvantaggiati: l'agrumicoltura in Calabria, l'olivicoltura in Puglia, la tabacchicoltura nel Centro Italia o la risicoltura nel Nord Ovest.

 

La distribuzione territoriale dei pagamenti diretti in Italia

La distribuzione territoriale dei pagamenti diretti in Italia

(Fonte foto: Università degli Studi di Perugia)

 

Titoli Pac, addio dal 2028

La distribuzione dei fondi basata sui Titoli Pac non è affatto un meccanismo adottato in tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea. Anzi, solo nove Stati hanno adottato questo metodo (Austria, Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna), mentre gli altri hanno optato per sistemi di pagamento omogenei su base nazionale o regionale.

 

Secondo Angelo Frascarelli, presidente di Ismea e massimo esperto di Pac, è molto probabile che questa sia una Pac di transizione e che a partire dalla prossima programmazione, che inizierà nel 2028, i Titoli Pac saranno del tutto azzerati e che quindi ogni agricoltore riceverà il medesimo pagamento d base. I primi segnali a riguardo potrebbero già arrivare il prossimo anno, quando si inizierà a discutere della prossima programmazione.

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