Giovani e terra: per nove su dieci è un'occupazione di qualità

Rapporto Fondazione Enpaia e Censis: "La riscoperta dell'agricoltura nella youth economy". Per l'89,5% dei giovanissimi il settore agricolo crea occupazione di qualità e per l'85% dall'agricoltura dipende la ripresa di turismo e filiera del food

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

giovani-agricoltori-allevatori-computer-internet-by-ivonne-wierink-fotolia-750x500.jpeg

Per i giovani la sostenibilità resta il criterio regolatore per eccellenza di economia e società (Foto di archivio)
Fonte foto: © Ivonne Wierink - Fotolia

Il rapporto dei giovani con la terra, la produzione e il consumo di cibo, l'impresa e il lavoro in agricoltura. Di questo si parla nel terzo numero dell'Osservatorio del mondo agricolo "La riscoperta dell'agricoltura nella youth economy", presentato dalla Fondazione Enpaia, l'Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura e dal Censis da cui emerge che per l'89,5% dei giovanissimi il settore agricolo crea occupazione di qualità, e per l'85% dall'agricoltura dipende la ripresa di turismo e filiera del food.

Secondo lo studio nell'Italia post Covid-19 i giovani sono i veri protagonisti del futuro: i cosiddetti Millennial, nati tra metà degli anni '80 e metà dei '90 e la Generazione Z, nata tra metà degli anni '90 e metà degli anni 2000. Per nove giovani su dieci sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento globale sono le priorità nell'agenda italiana del futuro prossimo. In particolare, l'agricoltura è il settore che prima e meglio degli altri è riuscito a fornire un'interpretazione di queste urgenze. Per il 60% della Generazione Z (i 15-24enni) infatti gli agricoltori hanno operato per rendere la filiera del cibo sostenibile; il 48% per i Millennial. Agricoltura sostenibile per i giovani significa anche concrete opportunità lavorative: l'88,7% è convinto che sia possibile creare occupazione di qualità, con valori che arrivano all'89,5% tra i giovanissimi della Generazione Z. Per il 51,7% dei giovani il settore agricolo si rilancerà prima degli altri nel post Covid-19 e per l'82% (l'85% nella Generazione Z) questa ripresa sarà decisiva in altri ambiti oggi in difficoltà, come il turismo e la filiera del food.

Le nuove generazioni - viene spiegato - "riscoprono l'agricoltura e non è un caso se tra le imprese agricole nate nell'ultimo decennio l'11,3% abbia un titolare giovane, pronto a scommettere sull'innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei sistemi di produzione". Secondo il presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza, "i dati dimostrano ancora una volta come il settore agricolo costituisca un asset strategico per l'economia nazionale e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. L'agroalimentare è il settore del futuro e sarà il traino per la ripresa economica del Paese post pandemia. Sono tre i cardini su cui puntare: innovazione tecnologica, sostenibilità e giovani".

Oggi il 60,2% dei giovani è convinto che il percorso verso lo sviluppo nel dopo pandemia sarà lungo e difficile, perché "il colpo subito è stato duro e ci ritroveremo con i soliti problemi aggravati". Pur abituati a vivere e lavorare in un ambiente ostico, i giovani mostrano tuttavia "un'inattesa tenacia nel voler stare in partita e l'89,8% ritiene che per questa fase lo stato d'animo appropriato sia essere orientato allo sforzo per realizzare i propri progetti e raggiungere i propri obiettivi". Quasi il 91,7% dei giovani italiani è favorevole a dare aiuti alle imprese agricole che scelgono di investire nelle tante forme di sostenibilità ambientale, coerenti con nuovi stili di vita più digitali e aperti a un'economia di tipo circolare.

Per i giovani, la sostenibilità resta il criterio regolatore per eccellenza di economia e società. Pensando al post Covid-19, emerge che il 62,8% farà più attenzione a ridurre gli sprechi, con quote analoghe tra Generazione Z (60,7%) e Millennial (63,5%); il 46,4% farà la raccolta differenziata per i rifiuti, mentre il 32,2% acquisterà prodotti locali, a chilometro zero, per limitare l'inquinamento; il 32,1%, poi, eviterà acquisti di prodotti in plastica (al 43,8% tra la Generazione Z e al 27,9% tra i Millennial).

"Per tornare a crescere non basteranno Stato, piani dall'alto e tanti soldi - osserva il presidente del Censis Giuseppe De Ritafondamentale sarà stimolare la voglia di fare impresa degli italiani combattendo la tentazione psichica ad accucciarsi, a valutare il rischio come minaccia e a cercar sempre e solo protezione. Ecco perché i giovani sono pronti a giocarsela in agricoltura, sono un esempio concreto di come ripartire dal basso, dalla voglia di fare delle persone. Su questo è importante puntare, tutto il resto, inclusi i piani con tanti finanziamenti, servono d'aiuto".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: ricerca giovani sostenibilità

Temi caldi: Coronavirus

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 268.594 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner