Divario digitale e sicurezza alimentare, il ruolo dell'intelligenza artificiale

Quale funzione potrebbe avere l'intelligenza artificiale in agricoltura? Se ne è parlato nell'incontro organizzato dalla Pontificia Accademia per la vita, dalla Fao, da Ibm e da Microsoft

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Intelligenza artificiale, cibo per tutti. Dialogo ed esperienze (Foto di archivio)
Fonte foto: © Monopoly919 - Adobe Stock

Colmare il divario digitale e offrire una risposta concreta alla sicurezza alimentare. Questo il ruolo che potrebbe avere l'intelligenza artificiale in agricoltura; un tema al centro dell'incontro 'Intelligenza artificiale, cibo per tutti. Dialogo ed esperienze', organizzato dalla Pontificia Accademia per la vita, dalla Fao, da Ibm e da Microsoft, per parlare anche di come coniugare i temi etici con l'intelligenza artificiale in agricoltura.

L'anima della discussione è stata infatti il contributo che l'intelligenza artificiale può dare a soddisfare il fabbisogno nutrizionale globale, garantendo al contempo la tutela dell'ambiente; è per questo che sono stati ritenuti urgenti alcuni punti: la tutela dei diritti degli agricoltori, in particolare nei paesi in via di sviluppo, e la riduzione del divario digitale, oltre all'esortazione al settore pubblico per sfruttare le opportunità offerte da un investimento sul capitale umano con politiche che azzerino l'esclusione e la disuguaglianza.

"Sogniamo tutti che venga un giorno in cui tutte le donne e tutti gli uomini, i vecchi e i bambini, i sani e gli ammalati, i forti e i deboli, tutti, nessuno escluso - ha detto l'arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita - possano sedere attorno a un'unica tavola, e insieme fare festa con cibo buono e vini deliziosi. Vorremmo tutti che venisse presto il giorno in cui nessuno avrà più fame e sete, di cibo e di acqua, di idee e di affetti. E fermamente ci impegniamo perché nessuna vita umana si perda, sia ignorata e calpestata, sacrificata e violentata".

Il confronto si è focalizzato sulle modalità concrete attraverso le quali l'intelligenza artificiale può, in modo etico, contribuire a soddisfare il fabbisogno nutrizionale della popolazione globale che, secondo le stime, arriverà a quasi 10 miliardi entro il 2050, garantendo la salvaguardia delle risorse naturali e tenendo conto tanto dei cambiamenti climatici quanto dell'impatto di altri eventi di portata globale come la pandemia causata dal Covid-19.

"Se oggi siamo ancora una volta qui insieme, a distanza di sette mesi dal nostro incontro in Vaticano per la firma della Rome Call sull'etica dell'intelligenza artificiale - ha messo in evidenza Paglia - se ancora abbiamo deciso di trovare lo spazio per una riflessione comune malgrado le nostre agende fittissime di impegni e responsabilità, è perché l'emergenza Covid-19 ha reso ancora più visibile la questione cruciale di questo cambiamento d'epoca: il destino dell'umanità e del pianeta che essa abita. Per la prima volta dopo trent'anni - ha proseguito - l'indice di povertà del pianeta si è rialzato: l'8% della popolazione mondiale rischia di entrare nella povertà con 100 milioni nell'estrema povertà. Una condizione dove neanche gli elementi essenziali della vita, cibo e acqua, sono assicurati. La scelta di incontrarci nuovamente per riflettere sul contributo che l'intelligenza artificiale può offrire alla produzione agroalimentare ci porta nel cuore della vita, nelle questioni prime e decisive dell'esistenza umana - ha aggiunto - l'intelligenza artificiale deve essere al servizio della vita dell'uomo, di ogni uomo, dell'intera famiglia umana".

L'impiego dell'intelligenza artificiale nel settore agricolo può infatti concretizzarsi in diversi modi: durante lo svolgimento di attività meccaniche come la semina e la raccolta, può incrementare la produttività e contribuire a migliorare le condizioni di lavoro riducendo tempi e fatica; così come rendere più efficiente l'utilizzo di risorse naturali nonché contribuire all'ottimizzazione della gestione e pianificazione delle informazioni. In particolare, si registra una rapida diffusione della e-agriculture, cui consegue un consolidamento nell'impiego dell'intelligenza artificiale principalmente in tre aree: robotica agricola, monitoraggio del suolo e delle colture e analisi predittiva.

Nel corso dell'evento sono state illustrate alcune best practice del settore agroalimentare in cui si sono incrociate etica e intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Come per esempio il portale WaPor della Fao che monitora e fornisce informazioni sulla produttività dell'acqua nell'agricoltura in Africa e nel vicino Oriente; e l'Agricultural stress index system (Asis) che offre un'indicazione rapida sviluppata dalla Fao per il monitoraggio predittivo delle aree agricole con un'alta probabilità di stress idrico e siccità a livello globale, regionale e nazionale, e che utilizza la tecnologia satellitare.

"Trasformare i nostri sistemi alimentari richiede soluzioni innovative per garantire la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti - ha detto il direttore generale della Fao Qu Dongyu - insieme allo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale, lavoriamo per la creazione della Piattaforma internazionale per l'alimentazione e l'agricoltura digitale", cioè un forum inclusivo per identificare e discutere i potenziali benefici e rischi della digitalizzazione dei settori alimentare ed agricolo, ed è "per questo - ha aggiunto - che apprezziamo molto e ci aspettiamo che tutti coloro che si occupano di intelligenza artificiale ci offrano assistenza, cooperazione e impegno per aiutare i paesi membri (Fao) e gli agricoltori".

"Quando la società tutta si è trovata ad affrontare un'allarmante emergenza sanitaria, il Covid-19, gli usi della tecnologia per contrastarlo hanno messo ancor più in evidenza perché la Rome Call for AI Ethics e i suoi principi di base sono così critici per il futuro dell'umanità - ha dichiarato John E. Kelly III, vicepresidente esecutivo di Ibm - solo mettendo le persone, i loro interessi e i loro valori al centro del nostro pensiero relativamente al futuro della tecnologia possiamo tutti uscire più forti dalle sfide globali come la pandemia e la sicurezza alimentare".

"In Microsoft, crediamo che la tecnologia possa aiutare a trovare soluzioni per alcune delle più grandi sfide del mondo - ha osservato il presidente di Microsoft Brad Smith - tecnologie come l'intelligenza artificiale e gli strumenti di machine learning saranno particolarmente utili per affrontare i problemi della fame e della sicurezza alimentare in tutto il mondo, soprattutto in un mondo alle prese con i cambiamenti climatici. Questi strumenti possono prevedere i problemi e rispondere con risorse che aiutino a prevenire carestie future e a salvare vite umane".

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