La primavera che non c'è

Un'altra ondata di maltempo ha colpito la penisola da Nord a Sud. Pericolo gelo su frutteti, ortaggi e uliveti, ma al Sud continua il rischio siccità

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I danni che il maltempo ha causato nell'azienda dell'imprenditrice agricola Alice Perini di Villimpenta, in provincia di Mantova
Fonte foto: Coldiretti Mantova

Colpo di coda dell'inverno. Il brusco abbassamento delle temperature ha fatto scattare nelle campagne l'allarme gelo sulla fioritura di mandorli, susini, peschi e albicocchi per la perdita dei prossimi raccolti. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla nuova ondata di neve e gelo dalla Russia sulla penisola, a primavera iniziata.

"Conto salato oltre che gelato. Questo clima pazzo porta una bolletta da oltre 680 milioni di euro di mancato fatturato per l'ortrofrutta. Pesante anche il contraccolpo per il settore florovivaistico, con il crollo di molte serre e i continui sbalzi della colonnina di mercurio che ha portato a danneggiare il 25% della produzione nazionale", come affermato dall'Alleanza cooperative agroalimentare.

Se la temperatura rimarrà a lungo sotto lo zero, a rischio ci sono anche le primizie di stagione salvate dalla precedente tempesta siberiana di Burian come asparagi e fragole sotto serra, cetrioli, zucchine e meloni con la possibilità della sovrapposizione tra qualche settimana delle colture protette con quelle a pieno campo. E il persistere del maltempo rischia inoltre di posticipare le semine primaverili nei terreni inzuppati d'acqua.

L'inverno 2018, sottolinea la Coldiretti, lascia dunque nelle campagne almeno 300 milioni di euro di danni a carico di decine di migliaia di aziende lungo tutta la penisola.
 

Nord Italia

Pioggia e gelo stanno creando problemi anche in provincia di Mantova. "Dai meloni ai prati stabili, dalle coltivazioni di piccoli frutti, fino alle api e alle imminenti semine di mais e barbabietole, il freddo e le piogge mettono in difficoltà il mondo agricolo" afferma Erminia Comencini, direttore della Coldiretti Mantova. Se la coltura ad essere più a rischio è la barbabietola da zucchero, anche i meloni stanno subendo danni. Secondo Mauro Aguzzi, agricoltore di Santa Croce di Sermide e presidente del Consorzio del melone mantovano Igp, "circa il 5-10% delle piantine seminate sono morte e dovranno essere sostituite, con maggiori costi, anche di manodopera, entro le prossime settimane".

"Le gelate hanno danneggiato quelle stesse piante che avevano subito la grandine nel 2017 e il freddo di fine febbraio", rende noto la Cia dell'Emilia Romagna. La regione ha infatti inviato al Governo la richiesta di stato di emergenza nazionale, precisando che "in tutto il territorio regionale è di quasi 115 milioni di euro la stima dei danni segnalati da comuni, province, servizi tecnici regionali, consorzi di bonifica e gestori dei servizi pubblici".

Non tutto il maltempo vien per nuocere, però, perché come sostiene il presidente della Coldiretti Verona Claudio Valente: "L'aumento delle precipitazioni invernali ha di positivo che sono state riempite le falde acquifere e gli invasi anche per eventuali necessità di acqua nei periodi estivi per irrigare le campagne". Inoltre, "nonostante i danni provocati nelle campagne dal maltempo con l'arrivo del freddo - continua Valente - non si è registrato un aumento dei prezzi dei prodotti".
 

Centro Italia

Il maltempo è arrivato anche nelle aree colpite dal terremoto. A Castelluccio, in Umbria, sarà infatti ritardata la semina della pregiata lenticchia.

In Toscana, invece, Confagricoltura regionale ha evidenziato che l'ondata di freddo siberiano potrebbe compromettere il raccolto di oltre 600 aziende regionali. "Il freddo intenso potrebbe danneggiare le gemme e quindi compromettere irreparabilmente tutto il raccolto" ha affermato Antonio Tonioni, presidente della sezione di prodotto ortofrutta dell'associazione.
Un danno al momento non stimabile. L'unica certezza è la mancanza di coperture assicurative. "Ad oggi - continua Tonioni - le compagnie non hanno aperto ancora le procedure assicurative e se anche lo facessero oggi, per i primi dodici giorni non ci sarebbe copertura. Il danno poi verrebbe coperto solo per il 60%, a fronte di un costo della polizza che supera il 20% del raccolto assicurato".
 

Sud Italia

Rami di ulivo spezzati sotto il peso della neve con aziende isolate e black out elettrici, ma anche gelate che hanno distrutto le coltivazioni in campo come il favino in Basilicata, colture di pregio come la Cipolla rossa di Tropea lungo la costa in Calabria, e in Puglia e Campania sono stati colpiti rispettivamente i mandorli e le colture orticole in campo.

E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti, la quale ha precisato che il clima impazzito del 2018 ha spaccato la corteccia, bruciato le gemme e spogliato dalle foglie almeno 25 milioni di piante di ulivo dalla Puglia all'Abruzzo sino al Lazio, con la richiesta del proclamazione dello stato di calamità naturale.

Un impegno straordinario - conclude la Coldiretti - è stato chiesto dall'Unaprol che si è attivata scrivendo al ministero delle Politiche agricole per chiedere un intervento a sostegno delle imprese, anche attraverso il rifinanziamento del piano olivicolo.
In Puglia, il presidente della Coldiretti regionale Gianni Cantele ha reso noto che "è stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali".

L'aumento delle precipitazioni invernali non è però bastato a riempire gli invasi al Sud, dove è ancora presente il rischio siccità dopo un 2017 con oltre 1/4 in meno di precipitazioni (-27%) secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr. Secondo un monitoraggio dell'associazione, sulla base dei dati Anbi, nei principali invasi del Sud Italia ci sono infatti appena 1.500 milioni di metri cubi di acqua, più di 1/3 in meno rispetto allo scorso anno.
La pioggia è importante per ripristinare le riserve idriche nelle montagne, nei laghi, nei bacini e nei terreni, ma l'acqua - sottolinea la Coldiretti - per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni provocati dagli allagamenti con frane e smottamenti.

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