Terra dei fuochi è una colossale bugia che ha prodotto tra il 2014 e il 2015 ben 500 milioni di euro di danni alla filiera agroalimentare della Campania.
A dirlo sono i numeri delle analisi effettuate negli ultimi tre anni su terreni, prodotti, acque irrigue e uomo. L'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno ha analizzato 10mila aziende del settore agroalimentare campano e il 99,98% ha superato i test dell'Istituto. Un risultato in miglioramento anche sul dato della fase iniziale della ricerca, che nell'ottobre 2015 denotava già come il 97% del territorio regionale fosse in realtà sano.

Si è partiti da questo dato, presentato ieri a Portici (Napoli) nell'ambito dell'iniziativa "Le nuove frontiere della ricerca su ambiente, cibo e salute" - promossa dall'Izsm e dalla Regione Campania - per illustrare gli sviluppi di un piano scientifico integrato che per capillarità, durata ed estensione non ha uguali in Europa.

All'evento – tenutosi nella sede del dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi Federico II di Napoli, sono intervenuti il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, il direttore dell'Izsm, Antonio Limone ed il direttore del dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Matteo Lorito.

Ampia la relazione di Limone, che ha puntato su tre direttrici: i risultati sulle aziende agricole, che sono state testate nel quadro più ampio del progetto Campania Trasparente, rivolto anche alle matrici ambientali e all'uomo. I risultati dello screening sull'uomo,ancora in fase di definitiva elaborazione, entrano poi in un altro progetto – Spes, che punta a costruire nel tempo una banca dati sulla popolazione potenzialmente esposta a rischi ambientali.


Agricoltura, test in azienda e Qr-code Campania

Su circa 30mila campionamenti, effettuati presso 10mila aziende dell'agroalimentare sull'intero territorio della Campania per la ricerca di contaminanti chimici e microbiologici potenzialmente dannosi per la salute del consumatore, sono emersi solo 6 casi di positività.
Ciò significa che nel 99.98% dei casi i campioni hanno superato i test.

Le imprese agroalimentari che si sono assoggettate a queste analisi hanno avuto la possibilità di beneficiare del programma Qr-code Campania. Un sistema di certificazione delle produzioni agroalimentari locali grazie al quale il consumatore può facilmente verificare sicurezza e tracciabilità dei prodotti messi in commercio mediante la lettura del codice con lo smartphone, con il quale è possibile anche leggere i risultati delle analisi fatte sui prodotti e in azienda.


Ambiente, il Progetto Campania trasparente è trasversale

Le analisi sulle aziende sono un pezzo del progetto Campania Trasparente. Il lavoro è stato svolto da una task force interministeriale che ha condotto un piano di monitoraggio integrato con valutazione analitica sulle principali matrici ambientali: suolo, acqua, aria, con indagini puntate su oltre 50 sostanze nocive tra le quali: diossine, Pcb, Ipa, Mr, metalli (piombo e Cadmio) e microrganismi patogeni.

L'attività, effettuata sull'intero territorio regionale della Campania, pari a 13.000 km2 centri urbani inclusi, ha dato vita alla più completa analisi mai realizzata in una regione italiana. Sono stati campionati e analizzati 4.000 suoli superficiali e profondi, 1.200 acque sotterranee, 4.200 fluidi biologici umani e ben 6.000 prodotti di origine vegetale e animale, senza contare la raccolta dati effettuata da ben 150 centraline per il monitoraggio dell'aria.

Le criticità individuate grazie alla sinergia con il gruppo interministeriale terra dei fuochi riguardano solo 33 ettari che sono stati immediatamente interdetti alla produzione agricola. In collaborazione con le autorità competenti sono in corso ulteriori approfondimenti sulle aree critiche individuate.


Salute, la presenza di inquinanti in uomo inferiore alla media nazionale

Il progetto Spes (Studio di esposizione nella popolazione suscettibile) ha coinvolto 4.200 campani tra 20 e 50 anni residenti in aree a differente pressione ambientale con l'obiettivo di valutarne, attraverso analisi del sangue, la potenziale esposizione ad agenti contaminanti.

I primi risultati sui metalli pesanti indicano che la presenza di questi inquinanti, individuata nei residenti che hanno partecipato allo studio, è inferiore alla media nazionale. È al momento in corso l'analisi dei campioni raccolti per l'eventuale rilevazione di contaminanti organici (diossine e idrocarburi).

Le indagini coordinate dall'Izsm, e tutt'ora in corso, costituiscono "Un'operazione trasparenza – ha sottolineato Limone - basata su rigorosi criteri scientifici, con l'obiettivo di fornire risposte ai cittadini, alle istituzioni, agli operatori della filiera agroalimentare ed al mercato".


Le partnership nel lavoro di ricerca

Le indagini, durate oltre 3 anni, sono state realizzate con un modello di cooperazione multidisciplinare innovativo che ha visto la partecipazione di decine di istituzioni di ricerca, scientifiche ed accademiche tra cui l'Enea, il Cnr, l'Istituto Superiore di Sanità e le principali Università della Campania.


I danni di Terra dei fuochi per l'agroalimentare: 500 milioni

La campagna mediatica Terra dei fuochi determinò danni alla filiera agroalimentare di tutto il territorio ragionale con forti speculazioni sui prezzi e stimati in 300 milioni di euro nel 2014 e 200 milioni nel 2015.

"Grazie alle evidenze scientifiche delle analisi finora condotte - dagli Enti pubblici e dagli stessi laboratori della grande distribuzione - e all'impegno del tessuto produttivo regionale oggi si registra un'importante inversione di tendenza" ha sottolineato Limone.


De Luca: "Campania trasparente è operazione verità"

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è intervenuto: "E' questa un'iniziativa straordinaria che sottolinea una scelta politica importante che abbiamo fatto già anni fa. Il lavoro di oggi è partito nel agosto 2015, quando con il direttore Limone alla vigilia dell'Expo di Milano decidemmo di varare questo lavoro di ricerca, per una operazione verità e volto a sventare con un lavoro scientifico la guerra commerciale che ci era stata scatenata contro".

"Ma i primi dati lanciati ad Expo non hanno avuto il successo atteso" – ha sottolineato il governatore Campano.
Vale la pena ricordare che il 19 ottobre 2015 a Milano furono presentati i primi esiti delle analisi. Il progetto Campania Trasparente era agli albori e già denotava che il 97% del territorio della Campania poteva dirsi sano, mancava ancora l'approfondimento su un campione significativo di aziende agricole e sulla salute umana.

"Abbiamo approvato una legge che riclassifica le acque per destinazione: irrigue e potabili, stiamo avviando un processo bonifica e monitoraggio dell'ambiente - ha ricordato ancora il presidente, che ha concluso dicendo: "Il protocollo d'intesa che si firma oggi con Istituto superiore di sanità certifica il nostro buon lavoro".


Istituto superiore di Sanità: "La collaborazione continua"

Ha poi preso la parola Walter Ricciardi, presidente Istituto superiore di sanità che ha detto: "L'accordo di oggi con lo Izsm ha un approccio integrato noi mettiamo a disposizione i nostri migliori scienziati per essere protagonisti di questo lavoro che continuerà nel tempo e che punta ad approfondire gli aspetti sia ambientali e che di salute umana".


Confagricoltura Campania: "Imprese agricole sane"

"Ottimo il lavoro coordinato dall'Istituto zooprofilattico – ha detto a margine dell'incontro Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania - perché se su 10mila aziende agroalimentari sulle quali sono state effettuate 30mila analisi volte ad accertare la presenza di elementi nocivi per la salute umana, alla fin fine in tutta la Campania solo 6 sono risultate non conformi, significa che le imprese agricole e i prodotti della nostra regione sono sani e che Confagricoltura vide giusto anni fa nel denunciare e tentare di smontare il caso di Terra dei fuochi".