Alleanza italo-cinese per la sicurezza alimentare

Qualità e sicurezza al centro di Labagro, il nuovo progetto realizzato dal Cnr

Francesca Bilancieri di Francesca Bilancieri

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Le prossime Olimpiadi non saranno l'unico banco di prova internazionale per la Cina. Presto anche le importazioni alimentari cinesi dovranno superare rigorosi test di qualità. A vigilare sulla sicurezza di alcuni prodotti in futuro ci sarà anche il Cnr con Agro-food Laboratory (Labagro), un progetto italo-cinese cofinanziato dal Ministero per gli Affari Esteri e realizzato dal dipartimento Agroalimentare del Cnr in collaborazione con la Provincia, Municipalità ed Università di Shandong. 

Risultato di una lunga cooperazione tra alcuni istituti del Cnr - l'Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba) di Milano, l'Istituto di biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf) di Porano, l'Istituto di scienza dell'alimentazione (Isa) di Avellino e l'Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) di Bari - e omologhe istituzioni di ricerca cinesi, Labagro si inserisce in un progetto di ampio respiro che ha visto di recente la creazione nella città di Zoucheng di un grande parco scientifico e tecnologico realizzato con l'apporto delle Università di Pechino, Shandong e Shanghai. 

'Labagro è una struttura di ricerca avanzata e non un semplice laboratorio', spiega Francesco Cannata, responsabile del progetto. ‘Risorse biologiche e tutela dell'agroecosistema' del dipartimento Agroalimentare del Cnr. 'Il nostro intento è che all'interno del nuovo parco scientifico e tecnologico di Zoucheng, Labagro diventi il polo di riferimento per l'agroalimentare. Sarà una garanzia e una base di appoggio per imprese e importatori italiani che vogliono sviluppare processi di tracciabilità e rintracciabilità per le derrate alimentari, così da importare prodotti certificati secondo le norme Ue e della World Trade Organization'. 

Dalle biorisorse alla diagnostica, fino alle agrotecnologie, il nascente laboratorio italo-cinese affronta la delicata questione della sicurezza alimentare su diversi piani. 'Valorizzeremo il germoplasma di specie vegetali autoctone' continua Cannata. 'Questo porterà a ricerche di caratterizzazione varietale per il miglioramento genetico, per il riconoscimento varietale e la tracciabilità dei prodotti. Inoltre, adotteremo tecniche innovative per diagnosticare la presenza di sostanze tossiche nei prodotti e per identificare le biomolecole che invece hanno un effetto benefico sulla salute. Proseguiremo poi con lo sviluppo e la valutazione dei sistemi agroforestali esistenti e con l'attivazione di nuove combinazioni colturali. E, dato che l'obiettivo primario è il risparmio idrico, attiveremo in forma sperimentale moderni sistemi e metodi di gestione dell'acqua, alternativi al tradizionale sistema di scorrimento'. 

Ma Labagro non si limiterà a svolgere attività di ricerca e certificazione. Quello del Cnr è un programma ad ampio raggio che punta a diffondere in Cina una cultura della qualità e della sicurezza alimentare partendo dal trasferimento delle conoscenze. Il Cnr assicurerà infatti ai ricercatori cinesi una formazione specialistica costante attraverso periodi di studio in Italia e corsi tenuti da ricercatori e tecnici italiani in Cina.

'Con Labagro' conclude Cannata 'ci proponiamo di stimolare ed avviare in Cina processi produttivi sostenibili, che diano certezze qualitative sia per i consumi locali che per i prodotti esportati, in modo da far crescere una filosofia della sicurezza alimentare e quindi della salute'.

 

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Fonte: Cnr - Consiglio nazionale delle ricerche

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