Aggiornamento di metà dicembre sui prodotti fitosanitari: autorizzazioni eccezionali, matrina e decisioni Ue

Il Servizio Fitosanitario Nazionale avalla l’emergenza per le malattie del legno della vite in vivaio. Aggiornamento dall’Europa sui residui nelle derrate alimentari e non solo

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Le malattie del legno della vite sono causate prevalentemente da patogeni fungini
Fonte foto: © Morenovel - Fotolia

Emergenze fitosanitarie

Il Servizio Fitosanitario Nazionale ha avallato le richieste dei portatori di interesse per l’utilizzo dell’8-idrossichinolina contro le malattie del legno della vite in vivaio.

La sostanza, approvata in Europa con scadenza alla fine del prossimo anno, non è presente in nessun formulato autorizzato e per trarre vantaggio dalle sue peculiarità si tenta la via dell’autorizzazione di emergenza, vincolata all’attitudine delle imprese di presentare apposita istanza, un minimo di documentazione che tranquillizzi le autorità sul rischio per l’uomo e l’ambiente (trattandosi di sostanza già approvata nella Ue non ci aspettiamo sorprese in quest’ambito) e soprattutto di organizzare tutte le operazioni per mettere a disposizione degli agricoltori il formulato.

Consueto avviso per i lettori: affinché queste soluzioni di emergenza possano essere utilizzate in campo si dovrà aspettare la pubblicazione di un decreto del Ministero della Salute che le autorizza per un periodo di 120 giorni, come previsto dall’articolo 53 del citato regolamento 1107/2009. Ricordiamo che il confronto delle soluzioni disponibili per la risoluzione delle emergenze fitosanitarie deve in primis tenere conto dell’eventuale disponibilità di prodotti autorizzati e della percorribilità di alternative non chimiche.

Non sempre la segnalazione di un’emergenza porta automaticamente all’autorizzazione: le aziende produttrici devono infatti presentare domanda di autorizzazione per emergenza fitosanitaria, corredata dai dati sperimentali per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del prodotto per l’uomo e l’ambiente.

 

Decisioni europee in materia di residui di agrofarmaci negli alimenti

È disponibile il report della videoconferenza dello Scopaff – Sezione Residui tenutosi il 22-23 novembre scorso. La sezione residui tratta di questioni molto tecniche e spesso poco “digeribili” per i non addetti ai lavori, tuttavia qualche spunto dei numerosi argomenti discussi ci sentiamo di proporlo.


Matrina/ossimatrina

Argomento ricorrente, specialmente nelle cronache giudiziarie, i prodotti contenenti matrina/ossimatrina sono stati oggetto di un incontro con le autorità doganali cinesi che hanno ribadito il fatto che la sostanza è naturalmente presente nelle piante del genere Sophora e confermato che è usata come antiparassitario in Cina, dove sono stati anche fissati alcuni endpoints tossicologici (ADI 0,1 mg/kg bw/d) e relativi limiti massimi di residuo (5 mg/kg per cavoli a testa e cetrioli e 1 mg/kg per agrumi).

Attualmente il limite massimo di residui nella Ue per questa sostanza è di 0.01 mg/kg (il limite di default del regolamento) ma è possibile presentare istanza di tolleranza all’importazione, se suffragata da sufficiente documentazione. Visto l’allargarsi del fenomeno, probabilmente la matrina verrà inserita nel programma comunitario dei controlli residui sulle derrate alimentari.

 

Novel food

No, rimanete qui, non parliamo di insetti da mangiare, fortunatamente! Nella call conference si è discusso anche di come inserire le piante acquatiche del genere Wolffia, prossimo novel food in esame all’Efsa, nell’allegato I del regolamento 396/2005, che comprende l’elenco delle derrate alimentari sulle quali si applicano i limiti massimi di residuo. Nuovo cibo, nuovo residuo!

 

Chlorpropham

Perché parliamo ancora del compianto antigermoglio patate? Spesso la pratica nasconde i più bizzarri imprevisti, e casi come questo sono tutt’altro che infrequenti.

In molti casi i magazzini destinati allo stoccaggio delle patate sono utilizzati anche per immagazzinare i cereali, sui quali il limite massimo di residuo del chlorpropham è fissato al limite analitico. Uno Stato membro ha segnalato che in alcuni casi si potrebbero verificare contaminazioni dei cereali stoccati nei magazzini che avevano ospitato patate trattate con l’antigermoglio, e l’attuale limite potrebbe anche essere superato.


Karanjin

Ennesima sostanza di origine naturale potenzialmente utilizzabile come agrofarmaco, questo furanoflavonoide è presente negli estratti dei semi e delle foglie della Pongamia pinnata (famiglia Fabaceae), ed è accreditato di attività insetticida, acaricida, fungicida e antibatterica.

Uno Stato membro, allarmato dai riscontri analitici su alcune derrate, ha chiesto chiarimenti sullo stato amministrativo di questa sostanza, che sembra sia utilizzata in agricoltura biologica. La commissione ha precisato che, seppure di origine naturale, karanjin è da considerarsi come sostanza attiva non approvata e con limiti massimi di residui sulle derrate alimentari fissati al limite analitico (0,01 mg/kg). I “furbi” sono avvertiti. Sarà la nuova matrina?


Austria contro gli innalzamenti degli Mrl

L’Austria ha espresso ufficiale rincrescimento verso gli innalzamenti dei limiti massimi di residuo sovente concessi per importare derrate dai Paesi extra-europei (import tolerances), in quanto vanno contro alla propria politica verso la massima riduzione dei contaminanti nei cibi.


Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

  • Portale del Ministero della Salute sulle autorizzazioni in deroga per emergenza fitosanitaria
  • Portale “Trovanorme” 
  • Database Ue delle autorizzazioni di emergenza
  • Regolamento (CE) N. 1107/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE
  • Portale Ue sulle riunioni dei comitati che si occupano dell’autorizzazione delle sostanze attive ad attività fitosanitaria e dei loro residui sulle derrate alimentari

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