Il bat-segnale dell'Efsa

Pipistrelli potenzialmente a rischio per i trattamenti antiparassitari. L'attuale metodologia di valutazione del rischio proteggerebbe solo Robin ma non Batman

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L'Efsa lancia l'allarme sui potenziali rischi dei trattamenti antiparassitari per i pipistrelli
Fonte foto: © Martin - Adobe Stock

No, non avete sbagliato testata: non siamo a Gotham City e non stiamo per svelare il prossimo obiettivo del Pinguino o del Joker.
Vogliamo solo documentare con un taglio un po’ vacanziero l’ultima comunicazione dell’Efsa se l’attuale metodologia di valutazione del rischio degli antiparassitari sia sufficientemente protettiva nei confronti dei pipistrelli.

I chirotteri (ordine cui appartengono i pipistrelli) sono infatti una componente importante della biodiversità e le 53 specie sinora segnalate in Europa sono protette da un accordo (Eurobats) tra i paesi membri che hanno riconosciuto il loro ruolo fondamentale. La valutazione del rischio dei trattamenti antiparassitari per i pipistrelli ricade nell’ambito di applicazione della linea guida sui mammiferi e uccelli, ma gli esperti si sono chiesti se questa metodologia, principalmente volta a uccelli, ratti, topi e conigli si possa applicare anche a mammiferi così particolari come i chirotteri. L’analisi della documentazione disponibile ha evidenziato come non sia possibile derivare la tossicità dei contaminanti sui pipistrelli a partire da studi condotti su mammiferi o uccelli: gli studi sinora pubblicati non hanno evidenziato alcuna correlazione tra i vari “end-points” e non hanno permesso di stabilire nessun fattore di conversione tra mammiferi “normali” o uccelli e pipistrelli.
Anche i diversi comportamenti non aiutano: le notevoli energie spese per volare costringono i pipistrelli ad assumere grandi quantità di cibo potenzialmente contaminato, così come l'ingente superficie alare costituita da pelle sottilissima e molto vascolarizzata li rende molto vulnerabili all’esposizione per contatto. L’abitudine di accumulare ingenti quantità di grasso per superare i periodi di inattività li rende particolarmente suscettibili alle sostanze lipofile, così come gli insetticidi neurotossici possono facilmente accecare il loro sonar costringendoli a morire d’inedia.

Tutte queste criticità hanno fatto dichiarare all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che l’attuale linea guida per la valutazione del rischio per gli uccelli e i mammiferi non protegge sufficientemente i chirotteri e che dovrà essere messa a punto una metodologia specifica, probabilmente approfittando dell’aggiornamento già programmato per i prossimi anni. Per adesso possiamo solamente suggerire di limitare i trattamenti nelle ore serali, quando i pipistrelli iniziano la loro attività predatoria, e di ridurre al massimo l’utilizzo di sostanze neurotossiche.
Spieghiamo il sottotitolo ai pochi che non hanno mai letto i fumetti di Bob Kane e Bill Finger: Robin, l’assistente di Batman, essendo un pettirosso, è protetto dall’attuale metodologia di valutazione del rischio per gli uccelli, mentre Batman (uomo pipistrello) no.


Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

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