JCB, respiratori al posto di cabine per macchinari

Impegnato nella lotta al coronavirus in Regno Unito, il costruttore produrrà speciali scocche per nuovi respiratori Dyson nello stabilimento di Uttoxeter, appositamente riconvertito

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Consegnati a Dyson i primi prototipi di scocche JCB per respiratori
Fonte foto: JCB

JCB lascia da parte, momentaneamente, sollevatori telescopici e trattori per occuparsi di respiratori. L'azienda con sede a Rocester (Staffordshire), oltre a prendere provvedimenti per contenere la diffusione del Covid-19, ha deciso di dare un contributo attivo per contrastare l'epidemia in Regno Unito, rispondendo all'appello del premier Johnson e mobilitandosi per sopperire alla carenza di respiratori, fondamentali per curare i pazienti affetti dal virus.

Grazie al lavoro svolto da un team di ricercatori e ingegneri su richiesta del presidente di JCB Anthony Bamford, la casa inglese è pronta a riaprire la fabbrica di cabine a Uttoxeter che - inizialmente chiusa dal 18 marzo fino a fine aprile insieme alle altre otto sedi produttive in UK - presenta ora una linea riconvertita per produrre una speciale scocca in acciaio destinata a un respiratore Dyson dal nuovo design. I primi prototipi sono già stati consegnati a Dyson e, quando il respiratore verrà approvato dalle autorità, un minimo di 10mila pezzi della scocca verrà realizzato da JCB.

La ripresa della produzione a Uttoxeter permetterebbe a circa cinquanta dipendenti di tornare al lavoro. Al momento, la quasi totalità dei 6.500 lavoratori attivi in Gran Bretagna è a casa e riceve circa l'80% dello stipendio base, mentre i dipendenti che seguiranno la fabbricazione delle scocche dei respiratori avranno la normale paga.

"Come azienda britannica siamo determinati ad aiutare in qualunque modo possibile. Il progetto è passato dall'idea alla realizzazione in pochi giorni e sono lieto del fatto che abbiamo dispiegato le competenze dei nostri team di ingegneria, design e produzione in così poco tempo e in un momento di crisi nazionale" afferma Bamford. "Naturalmente, questa è un'emergenza globale e siamo pronti ad aumentare la produzione di scocche qualora i respiratori vengano richiesti anche da altri paesi".

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