L'agricoltura, e la viticoltura in particolare, è uno degli ultimi settori dell'economia mondiale che sta vivendo la trasformazione digitale. E lo sta facendo a modo suo, sviluppando soluzioni e strategie che non appartengono a nessun altro comparto.

D'altronde l'agricoltura è un settore unico nel suo genere, in quanto ha a che fare con qualcosa di vivo, le piante, difficilmente comprensibili e prevedibili. E deve considerare la loro interazione con fattori altrettanto insondabili, come il clima e gli organismi viventi che popolano le campagne.

Ma proprio per questo il digitale può dare una mano a rendere la viticoltura più produttiva e sostenibile. E infatti l'Oiv, l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, ha tra i suoi obiettivi proprio quello di facilitare la digitalizzazione del settore vitivinicolo. E in un report pubblicato a fine novembre ha provato a fare il punto su quali sono oggi le tecnologie disponibili e quali le priorità del settore.


Nove trend nel settore vitivinicolo

Nel report è possibile individuare nove tecnologie oggi disponibili per il viticoltore: Iot, intelligenza artificiale, robotica, immagini satellitari, Lidar, blockchain, elabel, ecertificate e smart storing. Nove trend, alcuni dei quali più diffusi, altri meno, che nei prossimi anni dovrebbero entrare nella quotidianità di chi produce uva e vino.

 

I nove trend

 

Internet of Things

Sono Iot tutti quei sensori in grado di registrare dei dati in vigna, come in cantina, e di inviarli ad una centralina per la loro elaborazione. In vigna i sensori possono rilevare parametri quali l'umidità del suolo, lo stato di idratazione delle piante, lo sviluppo dei frutti, nonché rendere digitali tutti i parametri monitorati da una centralina meteo, quali temperatura atmosferica, vento, bagnatura fogliare, etc.

I dati possono poi essere valutati direttamente dall'agricoltore, oppure possono alimentare un Sistema di Supporto alle Decisioni (Dss) in grado di fornire informazioni e inviare alert al viticoltore per quanto riguarda la difesa, oppure la vendemmia e altro ancora.

Maturità tecnologica: elevata.
Grado di adozione: medio.


Intelligenza artificiale

Se i dati prodotti da una singola azienda agricola sono gestibili da un normale computer e da normali software, quando si mettono assieme migliaia di aziende lungo tutta la filiera si ha una mole tale di dati da essere definita big. I big data sono dataset non gestibili con le normali tecnologie e sono caratterizzati da una mole di dati enorme, variegata e in continua formazione.

L'intelligenza artificiale è lo strumento attraverso il quale è possibile estrarre valore dai big data (interessante a proposito il progetto Big Vite). Tramite l'intelligenza artificiale si può non solo gestire meglio un vigneto, ma anche fare previsioni attendibili su come andrà la campagna, ad esempio in termini di uve prodotte, qualità, etc.

Maturità tecnologica: bassa.
Grado di adozione: basso.


Robotica

In vigneto si ripetono ogni anno molte operazioni colturali che impegnano trattoristi e operatori. Un esempio sono i trattamenti fitosanitari, come le operazioni di diserbo o la potatura. I robot in vigneto avranno il compito di sostituire l'uomo in tutte queste operazioni, noiose e potenzialmente pericolose, lasciandogli il tempo di concentrarsi su questioni più importanti.

Esistono molti prototipi in grado di effettuare molteplici operazioni, quali il diserbo meccanico o i trattamenti fitosanitari. Ad oggi gli ostacoli che impediscono la diffusione dei robot riguardano la scarsa autonomia, l'orientamento in vigneto e la velocità e precisione di esecuzione dei compiti.

In questo trend è riconducibile l'uso dei droni, che in vigneto sono oggi usati per monitorare le viti e in futuro, legislazione permettendo, potrebbero essere usati per distribuire prodotti fitosanitari.

Maturità tecnologica: media (elevata quella dei droni).
Grado di adozione: basso.


Immagini satellitari

I satelliti che ruotano attorno alla Terra sono in grado di fornire immagini preziose dei nostri vigneti. In particolare sono in grado di inviare dati utili alla produzione delle mappe di vigore e di altri indici che possono essere usati per gestire al meglio la coltura. Ad esempio per quanto riguarda lo stress idrico o nutrizionale.

Sono fonti di informazione a buon mercato, affidabili, ma con un livello di dettaglio che non sempre è soddisfacente.

Maturità tecnologica: elevata.
Grado di adozione: medio basso.


Lidar

Il Lidar, Laser Imaging Detection and Ranging, è una tecnologia che permette di ricostruire a livello digitale un simulacro 3D di un vigneto. Il sensore, montato ad esempio su un trattore, scansiona i filari grazie ad un raggio laser e ricostruisce un modello digitale dell'ambiente.

Il Lidar può essere usato per due propositi. Da un lato per migliorare il sistema di guida di un robot, che in questo modo sa dove sono le piante e può evitare le collisioni. Dall'altro per valutare il profilo di un filare e in questo modo gestire una attrezzatura a rateo variabile. Un esempio è l'impiego di irroratrici che diminuiscono la portata o aprono/chiudono gli ugelli a seconda dell'altezza della vite e della densità della parete fogliare.

Maturità tecnologica: elevata.
Grado di adozione: basso.


Blockchain

La blockchain è un sistema di archiviazione delle informazioni basato sulla crittografia e sull'uso di registri diffusi che permette di tenere traccia di un prodotto lungo la filiera e di rendere i dati inseriti immodificabili.

È un sistema noto sul fronte delle criptovalute, ma che può migliorare lo scambio di informazioni lungo tutta la filiera agroalimentare e poi nei confronti del consumatore, che può conoscere la storia di un prodotto. Interessa il viticoltore poiché come primo anello della catena del valore spetta a lui il compito di inserire i primi dati, ad esempio sulla varietà coltivata, sui trattamenti, sull'ubicazione della vigna o la data di vendemmia. I dati vengono poi utilizzati per ottimizzare i processi di filiera e per "raccontare" la bottiglia al consumatore finale.

Maturità tecnologica: alta.
Grado di adozione: basso.


Elabel

Sono etichette 4.0, con stampigliato su un QRCode oppure un tag Nfc, che attraverso l'uso di uno smartphone connesso ad internet sono in grado di fornire informazioni aggiuntive (rispetto all'etichetta cartacea) sul prodotto.

Sono uno strumento di marketing, ad esempio per fornire contenuti di valore al consumatore. Ma sono utili anche per la repressione delle frodi, in quanto l'utente può avere maggiori certezze che la bottiglia di vino che ha comprato non sia contraffatta. Modalità questa che interessa le cantine con un posizionamento premium o luxury.

Maturità tecnologica: alta.
Grado di adozione: medio.


Ecertificate

Una bottiglia di vino può essere oggetto di numerose certificazioni. Ad esempio può essere certificata biologica, come può essere certificata l'origine o la qualità. Oppure può avere un certificato relativo all'assolvimento delle pratiche doganali. Può essere certificata sul fronte dell'assenza di residui, oppure vegan, gmo free, sostenibile, gluten free e altro ancora.

Le certificazioni non sono altro che un pezzo di carta rilasciato dall'ente certificatore, che nel caso dell'ecertificate diventano immateriali e sono quindi scaricabili dal consumatore (o dagli attori della filiera) scansionando un QRCode sull'etichetta oppure inserendo il numero di lotto in un portale creato ad hoc.

Il certificato elettronico rende lo scambio di informazioni sicuro, veloce, inalterabile e facilita il commercio internazionale. La tecnologia blockchain può essere applicata ai certificati.

Maturità tecnologica: elevata.
Grado di adozione: basso.


Smart storing and logistic

La logistica 4.0, di cui l'esempio più noto è Amazon, permette una gestione efficiente del magazzino e del flusso di merci in entrata/uscita. È poco interessante per la media piccola azienda vitivinicola, ma interessa invece i grandi gruppi della Gdo o chi vende vino online.

I software di smart storing, abbinati a magazzini automatizzati dotati di sensori, permettono di ottimizzare lo spazio e di gestire al meglio gli stock a magazzino, garantiscono la tracciabilità e si interfacciano in modo automatico con chi si occupa della consegna dei pacchi al cliente.

Maturità tecnologica: elevata.
Grado di adozione: elevato.