Agroalimentare, chi trova il digitale trova un tesoro

Dalle tecnologie digitali un aiuto per far emergere sul mercato i prodotti tipici di nicchia

Isabella Sanchi di Isabella Sanchi

e-commerce-ecommerce-internet-tecnologia-by-evencake-fotolia-750.jpeg

L'e-commerce e i marketplace possono aiutare le piccole eccellenze made in Italy a farsi conoscere
Fonte foto: © evencake - Fotolia

In Italia tante sono le tipicità agroalimentari legate al territorio: alcune di queste sono molto note, altre invece risultano sconosciute ai più, trattandosi di prodotti di nicchia con un ristretto mercato di appassionati.
Oggi però, grazie alle tecnologie digitali, anche questi fiori all'occhiello del made in Italy possono arrivare a una più larga fetta di consumatori con le piattaforme di e-commerce e i marketplace, luoghi virtuali in cui avvengono scambi commerciali, una sorta di supermercati online.

Due anime che incontrandosi possono ottenere grandi vantaggi ciascuna: gli operatori tecnologici e digitali offrono servizi alle piccole imprese e, dall'altro lato, gli imprenditori possono farsi conoscere ad un più ampio pubblico.

L'omnicanalità è una realtà nell'attuale contesto internazionale, anche se in Italia non si sfruttano ancora pienamente le opportunità offerte dai canali digitali, valide soprattutto per le piccole e microimprese. "Lo shopping online è shopping, ed è per questo che dovrebbe essere compreso nella strategia delle aziende per arrivare al cliente finale" afferma Emanuele Rizzardi, Ceo di Symbiotiqa.
 
Analisi di Symbiotiqa
Il grafico di un'analisi di Symbiotiqa
(Fonte foto: Symbiotiqa)
 

Symbiotiqa

La cosa interessante della strategia omnicanale è la possibilità di avere accesso a dati che possono poi essere elaborati per comprendere meglio il proprio mercato di riferimento e quelli potenziali. Ed è proprio quello che fa Symbiotiqa, che sviluppa soluzioni e metodologie di data analysis per l'applicazione del marketing simbiotico. "Symbiotiqa fa proprio questo: affianca le piccole microimprese del mondo agrifood e le aiuta a far leva, a dar un senso ai dati che loro stesse generano se hanno già un canale digitale - afferma Rizzardi - o a dare un significato ai dati pubblici che possono aiutarle a comprendere meglio come potrebbero posizionarsi meglio all'interno di un mercato omnicanale. Inoltre supportano le aziende a capire quali sono i mercati potenziali al di là dei confini abituali". L'occasione per confrontarsi su questo tema è stata la tavola rotonda "Promozione digitale delle micro eccellenze agroalimentari italiane", organizzata da Symbiotiqa nell'ambito della Milano digital week 2020.
 
L'evento si è tenuto nell'ambito della Milano digital week
L'evento si è tenuto nell'ambito della Milano digital week
(Fonte foto: Symbiotiqa)
 

Qualimenti

Venire incontro alle esigenze di chi non ha ancora un network è lo scopo di Qualimenti, una giovane startup che si occupa della vendita online di prodotti di eccellenza dell'agrifood. Il fondatore Ruggero Naccari ha raccontato come è venuta l'idea di realizzare questo marketplace enogastronomico, nato a fine 2018, per mettere online alcune realtà che, per diversi motivi, non avevano accesso al commercio digitale, e che quindi si sono sempre rivolte a canali più tradizionali, come distributori e gdo.
 

Torpedino

Ma ci sono diversi imprenditori agricoli che cercano di fare leva sul digitale per arrivare a nuovi clienti. Un esempio è quello di Torpedino, un marchio nato dieci anni fa che ha un'identità ben riconoscibile grazie al packaging e alle strategie di comunicazione, e che da un anno ha deciso di puntare sulla vendita diretta attraverso l'e-commerce sul proprio sito web.

"Torpedino è un mini pomodoro nato da un incrocio tra il San Marzano e il pomodoro verde Camone - spiega Chiara Di Vito, responsabile della comunicazione del marchio -. Un pomodoro del tutto made in Italy, nato nella piana di Fondi, in Lazio, che nel tempo è diventato un emblema della realtà territoriale. Le caratteristiche organolettiche di Torpedino sono una shelf life superiore a 20 giorni, una concentrazione di licopene doppia rispetto agli altri pomodori e un livello di acidità inferiore del 50%, e soprattutto un equilibrato rapporto tra dolcezza e acidità".
 
Torpedino snack
Torpedino snack
(Fonte foto: Symbiotiqa)

Inoltre Torpedino è versatile in cucina: "è possibile trovarlo verde, utilizzato soprattutto per i piatti freddi, rosso fiammato sia per i piatti freddi che caldi, e rosso scuro adatto per il sugo" aggiunge Di Vito. Un altro elemento che contraddistingue Torpedino è il packaging molto particolare, che porta il consumatore ad associarlo immediatamente al prodotto: "nell'edizione natalizia del 2018 è stato applicato il concetto del cioccolatino a un pomodoro, mentre nel 2019 è stato lanciato un panettone al pomodoro Torpedino".

Di Vito illustra poi le diverse campagne promozionali che vedono protagonista il mini pomodoro: "La Torpedino collection è invece una campagna volta a promuovere i nostri chef locali che hanno creato ricette con il Torpedino, a dimostrazione della versatilità del prodotto in cucina".

"La campagna Adotta il Torpedino invece è un progetto no profit volto a sostenere quelle che sono le realtà locali della zona fondiana. Attraverso le piante di Torpedino, al costo di due euro, gli appassionati coltivatori possono acquistare una piantina e il ricavato andrà in beneficenza -
sottolinea Di Vito - siamo alla terza edizione. Oltre all'esaltazione della nostra realtà territoriale, e al supporto a quelle che sono delle realtà meno fortunate, la campagna ha come obiettivo quello di creare un customer engagement con i nostri consumatori perché possono provare a coltivarlo e condividere con noi quelli che sono le loro esperienze". Si tratta di innovazioni che, sui canali social, permettono di distinguersi, oltre che a far parlare del proprio prodotto.
 

Combi Mais

Dalla Lombardia arriva invece l'esperienza dell'imprenditore agricolo Mario Vigo dell'azienda agricola Folli, che dal 2015 ha avviato il progetto Combi Mais: lo scopo era aumentare la qualità e la capacità produttiva del cereale mais, ma il progetto lo ha portato inoltre a ideare prodotti da forno, panini e polenta che poi arrivano nelle nostre case e sulle nostre tavole.

"Siamo un'azienda agricola a 14 km dal duomo di Milano - spiega Vigo -. Fino a pochi anni fa la mia azienda produceva cereali, come fa tuttora, vendendo chicchi ai mulini, producendo mais, soia, grano e orzo, ma abbiamo sempre avuto nell'anima la ricerca. Sfruttando l'opportunità dell'Expo abbiamo pensato di fare qualcosa di innovativo".

"Combi Mais nasce come progetto per l'esposizione mondiale e raggruppa una serie di partner di assoluto livello all'interno di quella che può essere la filiera. Siamo arrivati dal chicco alla tavola direttamente, ma ciò che ci differenzia è che per andare all'Expo abbiamo scelto il meglio di quello che può esserci sul mercato".

"Noi siamo agricoltori però abbiamo alle spalle un'organizzazione pazzesca - sottolinea Vigo -. Per spiegare cos'è Combi Mais devo partire dal fatto che abbiamo voluto impostare un discorso per un nuovo tipo di agricoltura: abbiamo cercato di unire produzione, qualità e sostenibilità".

"Non abbiamo mai pensato di istituire una parte commerciale ma, dopo Expo, ritrovandoci con un'ottima farina, abbiamo creato un marchio e da lì abbiamo cominciato a commercializzare la polenta Combi Mais. Da qui abbiamo cominciato a penetrare il mercato con tutta la nostra inesperienza perché, essendo un imprenditore agricolo, non avevo mai trattato con i consumatori".

"Siamo andati avanti e addentrandoci nel mondo della distribuzione, abbiamo capito che avevamo un monoprodotto, tra l'altro la farina di mais è molto stagionale, e quindi ci siamo lanciati nella creazione di un marchio che deriva da Combi Mais (che è esclusivamente la ricerca, il progetto sulla coltivazione del mais) che si chiama Milano Cento Pertiche, oggi facciamo quattro prodotti dolci e due prodotti salati, che vanno dai grissini ai crackers, ai biscotti, in parte tradizionali, in parte gluten free. Spero ora di costruire la parte relativa alla commercializzazione" ha concluso Vigo.
 

Leggi anche:
Combi Mais, premiata l'innovazione
 

Piccole eccellenze: le soluzioni digitali come possono aiutarle?

Secondo Rizzardi di Symbiotiqa, le tecnologie possono aiutare i piccoli imprenditori a farsi conoscere, creando una rete tra i player e i fornitori di servizi, creando un sistema. Fondamentale è la sinergia tra gli strumenti di commercializzazione più vari, come marketplace verticali e orizzontali, con gli strumenti di ottimizzazione del posizionamento digitale e di comunicazione, oltre all'analisi dei dati generati da queste piattaforme. Sarà così possibile per le mini eccellenze posizionarsi sul mercato e farsi conoscere dai consumatori.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: agroalimentare prodotti tipici internet made in italy e-commerce tecnologia

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 234.316 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner