Innovazione e sostenibilità, nasce il City Lab di Milano

Al via il City Lab di Milano, una fucina di idee che raccoglie l'eredità di Expo e guarda all'Europa. L'obiettivo? Contribuire ad innovare il sistema agroalimentare italiano

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Al City Lab di Milano hanno partecipato attori di tutta la filiera agroalimentare
Fonte foto: Agronotizie

Il modo di produrre, processare, stoccare e distribuire il cibo nell'Unione europea non è più sostenibile e per questo c'è bisogno di cambiare, di trovare nuove strade per assicurare ad una popolazione in crescita cibo sicuro e nutriente prodotto senza danneggiare l'ambiente. Parte da questa premessa il lancio del City Lab di Milano, un network che riunisce attori dell'intera filiera agroalimentare per identificare ostacoli e opportunità per costruire un sistema produttivo e sostenibile.

Il City Lab di Milano si inserisce in un contesto europeo molto più ampio, che affonda le sue radici nell'Esposizione universale che si è tenuta a Milano nel 2015. Proprio quell'anno il commissario alla Ricerca e all'innovazione, Carlos Moedas, annunciò l'intenzione di lanciare una Food research area. Da qui la nascita di FOOD2030, la politica europea di ricerca e innovazione per la sicurezza (in termini di qualità e accessibilità) del cibo.

Una politica che ha identificato quattro priorità di azione:
  • Nutrition - per una alimentazione sana.
  • Climate - per un sistema produttivo intelligente e sostenibile.
  • Circularity - per ridurre gli sprechi e rendere il sistema efficiente.
  • Innovation - per avere comunità più smart.


FOOD2030 è una policy che prova a coordinare in uno sforzo corale tutte le attività messe in campo dalle istituzioni europee (e non solo) verso un obiettivo comune. In quest'ottica è nato il progetto FIT4FOOD2030, finanziato con fondi Horizon2020 (il programma Ue dedicato all'innovazione) che ha come obiettivo quello di supportare la Commissione europea nell'implementare la sua food policy. Tra le molte attività messe in campo c'è anche la creazione di City Lab, come quello lanciato a Milano, per aggregare stakeholder lungo tutta la filiera agroalimentare, from farm to fork.

Promotori del City Lab meneghino sono il Museo della Scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, che sul tema del cibo ha inanellato una lunga serie di eventi (e ha curato un padiglione ad Expo) e l'Ufficio di Coordinamento food policy di Milano. Anche il Comune lombardo ha infatti messo a punto dopo Expo una propria politica legata al cibo.

Ma di che cosa si è discusso durante il workshop di lancio del City Lab? Ai partecipanti, divisi in quattro gruppi, è stato chiesto di identificare opportunità e ostacoli legati al futuro del sistema agroalimentare. Dalla discussione sono emerse alcune tematiche condivise, come la necessità di innovare il sistema produttivo per renderlo più efficiente e sostenibile. Al mondo della ricerca è stato poi chiesto di saper comunicare meglio, anche per contrastare il crescente numero di fake news legate al cibo.
 
Si è discusso poi di come ridare valore agli alimenti, ormai considerati da molti come qualcosa di scontato. Ma anche di come ridurre gli sprechi e migliorare il profilo nutrizionale di ciò che mettiamo in tavola. Tutte le idee sono state messe nero su bianco e appese ad una parete. Alla fine del ciclo di workshop i contributi di professori, ricercatori, startup, aziende e rappresentanti del terzo settore che hanno partecipato al City Lab si trasformeranno in progetti educativi per studenti e per la cittadinanza intera.
 
Image Line, che da trenta anni si occupa di innovare l'agricoltura italiana e comunicare il cambiamento, e la sua testata AgroNotizie sono state scelte per partecipare al City Lab. Presenti all'evento anche il Mipaaf, il Cnr, l'Università degli studi di MilanoCariplo Factory, un network che vuole sostenere la realizzazione di idee innovative mettendo in contatto startup e imprese animate da principi di open innovation e corporate social responsability.

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