La sana alimentazione diventa... un gioco da ragazzi

Presentata a Milano la piattaforma digitale "Nutrizione: prendiamoci gusto!" realizzata da Fondazione italiana per l’educazione alimentare in collaborazione con Abbott. Con il videogioco “Hungry kids” gli dolescenti potranno imparare divertendosi

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Da sinistra: Cesare Ponti, Francesco Leonardi, Andrea Sermonti, Andrea Fugaro e Anna Di Vittorio

Educare è molto più che informare, significa fornire motivazione e strumenti per modificare le proprie abitudini. Il programma 'Nutrizione: prendiamoci gusto!' parla ai ragazzi utilizzando il loro linguaggio e incentivando il loro protagonismo per imparare divertendosi a gestire le proprie scelte di benessere”. Così Giorgio Donegani, presidente Fondazione italiana per l’educazione alimentare, alla presentazione a Palazzo Isibardi, Milano, lo scorso 1 aprile della piattaforma digitale "Nutrizione: prendiamoci gusto!" realizzata da Fei in collaborazione con Abbott per combattere il il sovrappeso e l'obesità in Italia che, secondo i dati rilevati da Hbsc Italia, Okkio alla salute e Sorveglianza Passi, riguardano il 32.8% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni, il 20.9% di quelli fra i 10 e i 15 e il 41.9% degli adulti.

Obiettivo dello strumento didattico dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni è promuovere la cultura della sana nutrizione al fine di aiutarli a fare scelte consapevoli per crescere e mantenersi in salute. Il programma “Nutrizione prendiamoci gusto!” è progettato su una piattaforma digitale. Un'enciclopedia della sana alimentazione con schede didattiche, test di auto valutazione e un videogioco edutainment tutto italiano, dal titolo “Hungry kids”. I moduli di cui si compone il percorso sono interconnessi l’uno all’altro, ma sono esplorabili secondo una libertà di sequenza che permette allo studente di seguire un processo personale di costruzione e apprendimento. Dopo il test iniziale, può scegliere di esplorare ogni altro modulo, anche ripetendolo più volte con sempre maggior consapevolezza e spinto da nuovi obiettivi e interessi. A conclusione del percorso, un test di autovalutazione online con 10 domande chiuse, servirà a verificare l’apprendimento e a far emergere la differenza di conoscenza e consapevolezza rispetto all’inizio dell’attività.

All'evento, patrocinato dalla Provincia di Milano, il numero uno di Fei ha esposto il ruolo e lo scopo della Fondazione e del progetto educativo ed Evelina Flachi, vice presidente Fei, specialista in Scienza dell'Alimentazione, dopo la proiezione di un filmato ha spiegato quanto sia importante avere chiare e corrette indicazioni nutrizionali per attivare un sano stile alimentare e di vita.  L’importanza di legare all’evento Expo 2015 il grande tema dell’educazione alimentare è stata sottolineata da Riccardo Garosci, presidente Comitato scuola Expo 2015 – Miur, mentre Stefano Zangara, direttore Risorse umane Abbott in Italia, ha spiegato come l'azienda, da sempre legata ai temi della salute e della prevenzione, con il programma “Nutrizione prendiamoci gusto!” testimonia l’impegno costante dell’azienda nel sostenere i propri dipendenti e la comunità ad affrontare e vincere sfide che permettano di migliorare la salute e la qualità della vita.

Sono stati protagonisti del successivo dibattito Francesco Leonardi, vice presidente centro sud della Fei, che ha spiegato il passaggio dall'informazione all'educazione alimentare e Cesare Ponti, vicepresidente di Federalimentare, che ha tracciato il ruolo dell'industria alimentare nei progetti educativi sull'alimentazione. Anna Di Vittorio, insegnante da trent’anni impegnata in attività di educazione alimentare, ha parlato del rapporto tra scuola ed educazione alimentare e Andrea Fugaro, funzionario Coldiretti, ha esposto ciò che l’organizzazione dei produttori primari fa e ha in programma di fare per promuovere un rapporto sano col cibo.
Abbiamo avuto l’idea del videogioco 'Hungry Kids' - spiega Stefano Zangara, direttore Risorse umane Abbott in Italia - sviluppato in collaborazione con Fei e N3 per offrire un programma innovativo e stimolante al fine di educare gli adolescenti, e non solo, alla cultura della corretta nutrizione”.

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