Come utilizzare i 48 milioni di euro destinati ieri dall'Unione europea all'Italia come aiuto straordinario agli agricoltori ed ai consumatori colpiti da eventi - scaturiti dalla guerra in Ucraina - che hanno sbilanciato i mercati e messo in forse la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari? È una domanda alla quale occorre rispondere presto, perché questi denari - per essere rimborsati dal Fondo Emergenze dell'Unione Europea dovranno essere spesi entro il 30 settembre del 2022. Una data che diventa vincolante anche per l'incremento del 200% di questa somma, secondo quanto scritto nel nuovo Regolamento: "Gli Stati membri versano il sostegno supplementare entro il 30 settembre 2022".

 

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Per sfruttare questa opportunità senza perdere tempo è possibile attivare la Misura 21 dei Programmi di Sviluppo Rurale: è quanto propone Coldiretti Puglia, che ricorda come questa fu introdotta dalla Commissione Ue per aiutare le imprese agricole e agroalimentari a superare l'emergenza economica e la crisi di liquidità provocate dalla pandemia di covid-19 e che "potrebbe essere riaperta per far fronte alla crisi aggravata dalla guerra in Ucraina".


Coldiretti Puglia, invitando la politica a fare presto, ricorda che nella regione "120 stalle hanno già chiuso i battenti nel 2021", mentre "il caro bollette e i prezzi schizzati di mais e soia per l'alimentazione stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle 850 aziende zootecniche pugliesi".

 

L'Organizzazione individua così anche un possibile comparto d'intervento, già in crisi prima dell'invasione russa dell'Ucraina, ma che ora annaspa ancora di più: "La carenza di mais e soia, con le speculazioni in atto che hanno fatto aumentare alle stelle i prezzi delle scorte, sta mettendo in ginocchio gli allevatori pugliesi che devono affrontare aumenti vertiginosi dei costi per l'alimentazione del bestiame (+40%) e dell'energia (+70%) a fronte di compensi fermi su valori insostenibili" sottolinea Coldiretti Puglia.


Il nuovo Regolamento, del resto, per l'individuazione dei settori d'intervento rinvia gli Stati membri all'elenco contenuto nell'articolo 1(2) del Regolamento Ue 1308/2013: la zootecnia c'è tutta, ma vi sono molti altri comparti del settore primario. E la coperta è molto corta: in tutta Italia non si arriverà a più di 144 milioni di aiuti da spendere nel giro di pochi mesi tra fondi europei e nazionali.


Inoltre, anche concentrando gli aiuti su un solo comparto, come quello zootecnico, il dubbio è che con il costo medio di produzione del latte alla stalla, fra energia e spese fisse - sottolinea Coldiretti - che raggiunge in Puglia anche oltre mezzo euro al litro, un costo molto superiore rispetto al prezzo riconosciuto ad una larga fascia di allevatori, anche questo benefit possa non bastare a superare la fase di ulteriore squilibrio generata dal conflitto.

 

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Ma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, insiste: "Dai campi alle stalle si sono impennati i costi di produzione per effetto dei rincari delle materie prime che hanno fatto quasi raddoppiare la spesa per le semine, per cui è necessario dare liquidità alle aziende zootecniche, oltre che adeguare i compensi riconosciuti agli allevatori per il latte".
Anche perché su base territoriale il problema è molto sentito: "Dal 2014 ad oggi - hanno già chiuso in Puglia 440 stalle - si sottolinea da Coldiretti Puglia - con gli allevatori ormai costretti inesorabilmente a chiudere i battenti e a vendere gli animali".

 

E quando una stalla chiude "si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere - insiste Coldiretti Puglia - spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado".

 

In conclusione, una misura orientata sulla zootecnia dovrebbe essere però a questo punto anche agganciata alla logica di una tutela delle aree interne già di per se fragili, e quindi obiettivo prioritario delle politiche di sviluppo rurale e localizzate soprattutto nel Centro e Sud del Paese. In modo da controbilanciare quanto l'agricoltura e la zootecnia forti di pianura riceveranno in più  - soprattutto al Nord - potendo mantenere i sussidi per il Greening pur seminando sui terreni a riposo.