Go Precision Sheep, l'agricoltura di precisione per l'allevamento ovino

Al progetto per l'innovazione e il miglioramento del settore partecipano il Consorzio di tutela Pecorino toscano Dop, l'Università di Pisa, la Scuola superiore Sant'Anna e l'Associazione nazionale pastorizia

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

pecore-pascolo-pascoli-ovini-by-consorzio-pecorino-toscano-dop-jpg.jpg

Pecore al pascolo. Presentati a Grosseto i risultati del progetto Precision Sheep per l'agricoltura di precisione negli allevamenti ovini

Migliorare l’allevamento ovino e la qualità del latte. E’ questo, in estrema sintesi, l’obiettivo primario del progetto "Go Precision Sheep - Agricoltura di precisione e qualità del latte ovino", che vede come capofila il Consorzio tutela Pecorino toscano Dop e finanziato nell’ambito della misura 16.1 del Piano di sviluppo rurale della Toscana.

Un progetto che ha come partner scientifici il Centro di ricerche agro-ambientali "Enrico Avanzi" dell’Università di Pisa e l’Istituto di scienze della vita della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, insieme a Assonapa, Associazione nazionale della pastorizia, e Aedit srl, società spin-off accademico della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa che ha sviluppato il prototipo di una app rivolta agli allevatori per gestire la produzione agricola, l’alimentazione e l’allevamento delle pecore e la qualità del latte ovino.

Un progetto che prevede ricadute sui prodotti finali e sulla competitività delle aziende, attraverso un’agricoltura di precisione che ottimizzi le produzioni foraggere e favorisca una maggiore tutela e valorizzazione dei terreni puntando anche su formazione, nuove tecnologie e continua innovazione.

E nei giorni scorsi nell’aula magna dell’Istituto tecnico agrario Leopoldo II di Lorena sono stati presentati i risultati della fase finale di analisi e raccolta.

Durante l'incontro, dopo il confronto fra il mondo degli allevatori e quello accademico, sono stati illustrati obiettivi e azioni, come ha ricordato Andrea Righini, direttore del Consorzio tutela Pecorino toscano Dop, partendo dalla situazione attuale dell’allevamento ovino in Toscana, evidenziando le criticità nella produzione del latte e valorizzando le innovazioni che è possibile apportare per incrementare l’efficienza e la sostenibilità del settore, con particolare attenzione al Pecorino toscano Dop.

Per il professor Enrico Bonari, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, la rivisitazione dei sistemi foraggeri deve partire da una poliannualizzazione delle colture e dalla riscoperta di specie troppo spesso dimenticate, ma ricche di proprietà nutritive per gli ovini.

L’alternanza nelle colture, come ha continuato a spiegare Bonari, può favorire la fertilità e la redditività dei terreni in ottica sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico, prevenendo il rischio di erosione e contrastando il fenomeno dell’abbandono, attuale anche in Toscana.

I risultati zootecnici di questo progetto, secondo Marcello Mele del Centro Avanzi dell'Università di Pisa, aiutano a definire le necessità delle aziende per ottimizzare la produzione nell’ottica di una crescente competitività e sostenibilità, sia ambientale che economica. E in quest'ottica l’agricoltura di precisione potrà ottimizzare i foraggi e la qualità del latte ovino, riducendo i costi e aumentando la produttività aziendale con benefici anche per gli animali.

Andando al cuore del progetto, si hanno i dati raccolti in tre caseifici del Consorzio tutela Pecorino toscano Dop: il caseificio sociale di Manciano, la società cooperativa Val d’Orcia e il consorzio caseificio di Sorano.

Dati presentati da Iride Volpi della Scuola superiore Sant’Anna, e da Alice Cappucci, del Centro Avanzi. Così, da un questionario conoscitivo distribuito agli allevatori nelle prime fasi del progetto, sono emerse criticità, quali lo scarso livello di innovazione e di assistenza tecnica alle aziende nella gestione agronomica e in quella zootecnica, ed elementi positivi, come la volontà degli allevatori di incrementare il tasso di innovazione nelle loro aziende, anche attraverso il progetto "Go Precision Sheep".

Alice Cappucci, invece, ha illustrato gli indicatori di produttività delle aziende ovine coinvolte nel progetto, unendo le informazioni ricevute tramite i questionari degli allevatori ai dati forniti dai caseifici partner.

E tra le innovazioni applicate all’allevamento c'è la app di Precision Sheep, presentata da Diego Guidotti di Aedit srl. Una app creata per facilitare la comunicazione e lo scambio di dati tra gli attori della filiera e aiutare le aziende a decidere come migliorare la produzione tenendo conto di fattori ambientali, climatici e zootecnici.

Così il progetto "Precision Sheep" ha messo la ricerca al servizio del mondo zootecnico e ovino toscano, ascoltando le esigenze e le criticità segnalate dagli allevatori, come ha detto Alberto Mantino della Scuola Sant'Anna tirando le fila del convegno.

Grazie al confronto e allo scambio di dati e di esperienze, sarà così possibile introdurre strategie di agricoltura di precisione nelle aziende ovine toscane trasferendo le conoscenze acquisite con approccio partecipativo e formando nuove figure professionali capaci di aumentare l’efficienza e la competitività delle aziende stesse.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 242.942 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner