Riso e cover crop, leguminose per aumentare l'efficienza d'uso dell'azoto

I risultati del progetto Co-Crop. Guarda la videointervista a Chiara Bertora del Disafa dell'Università di Torino

Barbara Righini di Barbara Righini

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'Le cover crop nei sistemi colturali erbacei'
Fonte foto: © Suthin - Adobe Stock

Le cover crop o colture di copertura possono essere particolarmente utili in risicoltura. Il riso ha la particolarità di essere sommerso per gran parte del tempo e di crescere quindi su un suolo particolarmente povero di ossigeno.
Fra i vantaggi delle cover crop, uno particolarmente importante per il riso è quello di migliorare l'efficienza d'uso dell'azoto.

Se ne è parlato a Sant'Angelo Lodigiano (Lo), in occasione della presentazione dei risultati del progetto Co-Crop, in un convegno dal titolo: "Le cover crop nei sistemi colturali erbacei". A relazionare sul rapporto cover crop-risicoltura è stata Chiara Bertora, del Disafa dell'Università di Torino.

Il riso è una coltura a bassa efficienza d'uso rispetto all'azoto. L'azoto arriva in risaia in diversi modi, tramite concimazione, tramite gli azotofissatori naturalmente presenti nel suolo, attraverso l'acqua d'irrigazione o le precipitazioni e con le polveri sottili. L'azoto esce dalla risaia per l'asporto stesso del riso, per volatilizzazione d'ammoniaca e per altre perdite gassose, per lisciviazione. Purtroppo il riso è in grado di asportare al massimo il 50% d'azoto, se si pensa che il mais può arrivare fino al 90%, è evidente che ci siano margini di miglioramento.
Le cover crop azotofissatrici sono leguminose e fra le più facili da coltivare c'è la veccia villosa.

E' stato dimostrato, lo dimostrano i risultati di un altro progetto, il progetto Ristec, in collaborazione con l'Ente nazionale risi, che la veccia è in grado di apportare fino a 140 chilogrammi a ettaro di azoto (si tratta di un risultato massimo, non di una media) e che più si lascia la veccia in campo, più è alta la probabilità che restituisca molto azoto alla coltura.
"Ci sono alcuni trucchi per allungare il ciclo della cover prima del riso" ha raccontato ad AgroNotizie proprio Chiara Bertora. "Innanzitutto non bisogna spaventarsi per la biomassa in campo, è indice di una buona quantità di azoto che sarà a disposizione del riso, ovviamente la cover non va mandata a seme, ma bisogna lasciarla in campo il più possibile. Si può poi anticipare la semina della veccia cercando di asciugare il prima possibile il campo, anticipare quindi l'asciutta del riso in modo che il campo si asciughi per accogliere la semina della cover".
 

E per quanto riguarda la produzione di risone? Sempre secondo i dati del progetto Ristec, che ha verificato la produzione di risone a diverse quantità di azoto, con e senza veccia in campo, la veccia, a tutti i livelli di azoto minerale apportato (0-80-120 e 160 chilogrammi a ettaro), porta a una produzione di risone del 15% più alta. La dose ottimale di azoto minerale è invece 120 chilogrammi a ettaro, oltre questo livello non ha senso aumentare la sua dose perché non aumenta più la produzione di risone.


Leggi anche "Cover crop, con Co-Crop in valutazione le dinamiche nutritive"

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Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura convegni ricerca video

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