Aflatossine, i nuovi risultati del progetto Gira

Abbiamo intervistato Michelangelo Becagli, responsabile della divulgazione dei risultati del progetto integrato di filiera. Obiettivo: ridurre il rischio delle contaminazioni da micotossine nella filiera mais-stalla-tavola

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Una pannocchia di mais infestata da Aspergillus flavus
Fonte foto: Luigi De Martino - Università di Pisa

Continua con risultati interessanti il progetto Pif Gira, gestione integrata del rischio aflatossine dal campo alla alimentazione animale e a quella umana, che viene portato avanti già da due anni nella piana di Lucca.

Un progetto che vede coinvolte 17 imprese agricole di produzione primaria e otto imprese di trasformazione e commercializzazione, oltre all'Unione provinciale agricoltori, Coldiretti di Lucca e di Pisa, Cia Lucca e la partecipazione scientifica dell’Università di Pisa, della Scuola superiore Sant’Anna e Horta Srl, uno spin off dell'Università di Piacenza.

Allo studio il controllo in campo di Aspergillus flavus, responsabile delle contaminazioni da aflatossine e un metodo di sanificazione del mais post raccolta con ozono

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tecnico tra i vari attori del progetto. Per parlarcene abbiamo intervistato il dottor Michelangelo Becagli, agronomo incaricato della comunicazione e della divulgazione dei risultati del Pif per conto del comune di Capannori.

 
Il dottor Michelangelo Becagli
Il dottor Michelangelo Becagli

Dottor Becagli a che punto è il progetto Gira?
"Ci stiamo avviando alla conclusione del progetto. I partner scientifici stanno incominciando a tirare le somme delle varie prove che hanno attuato durante questi due anni di sperimentazione. Alcuni dei risultati riscontrati hanno già prodotto apprezzabili adattamenti della tecnica colturale maidicola da parte degli agricoltori della piana lucchese, positivamente colpiti dai nuovi mezzi di controllo delle aflatossine".

Chi è intervenuto a questo incontro e di cosa si è parlato nello specifico?
"A questo secondo incontro tecnico (il primo si è avuto in dicembre) sono intervenuti i partner scientifici di Gira. Per il dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali dell’Università di Pisa, la dottoressa Pecchia del gruppo di patologia vegetale ha riportato i risultati del secondo anno di prove in campo con i trattamenti di Aspergillus flavus atossigeno, mentre il dottor Conte del gruppo di zootecnia ha illustrato lo stato di avanzamento delle prove di alimentazione di polli e le loro performance in vivo. La Scuola Ssperiore Sant’Anna di Pisa, rappresentata dal dottor Ragaglini e dal dottor Dragoni, ha riportato i primi risultati della decontaminazione da aflatossine su mais con trattamenti a base di ozono; risultati molto positivi, sebbene la necessità di ottimizzare il trattamento per quanto riguarda tempistiche e concentrazioni. Il gruppo di Hort@ Srl con la dottoressa Gubellini ha illustrato la struttura finale del sistema di supporto decisionale (DSS) “Mais.net”®, servizio che si avvale di stazioni meteo e modelli previsionali che aiuteranno gli agricoltori nelle loro scelte operative".

Come stanno andando le prove sul controllo di A. flavus in campo? Sono in corso anche in questa stagione?
"La dottoressa Pecchia ha illustrato adeguatamente i risultati finora ottenuti dai trattamenti con A. flavus atossigeno: il trattamento ha ridotto considerevolmente la quantità di A. flavus tossigeno con percentuali che variano da 67,7% a 99,7% rispetto al controllo non trattato. Sono tuttora in corso nuove prove in campo presso l’azienda Cassettari Alessandro a Capannori".

Uno degli aspetti più innovativi è la sperimentazione di un macchinario per la decontaminazione con ozono dei mangimi. A che punto è la sperimentazione?
"Durante le prove sono stati trattati circa due quintali di mais con una concentrazione di ozono pari a 10mila ppm e un tempo di applicazione di 120 minuti. Sebbene i risultati siano molto positivi, con un abbattimento delle aflatossine pari a circa il 55%, la disomogeneità del materiale di partenza richiede la necessità di ottimizzare il trattamento con applicazioni di durata più breve ma con concentrazioni di ozono più elevate".

La tecnologia è già trasferibile nelle aziende?
"Alcune aziende della piana lucchese hanno già incominciato a utilizzare il ceppo atossigeno di A. flavus denominato 'AFX1' e commercializzato solo per mais ad uso zootecnico da Pioneer Hi-Bred Italia Srl. Quindi, parte della tecnologia è già trasferibile nelle aziende. Ad inizio del nuovo anno, il Dss “Mais.net”® verrà lanciato sulla rete e gli agricoltori di Gira potranno beneficiarne gratuitamente".

Ci sono già dei risultati sulla qualità dei prodotti zootecnici?
"Per quanto riguarda i prodotti zootecnici, ad oggi, si hanno soltanto risultati sulle performance in vivo dei polli alimentati col mais trattato con ozono e con quello derivante dalle prove in campo trattato con AFX1. Per ora, i parametri analizzati dal gruppo di zootecnia non hanno mostrato sensibili differenze tra le tesi. Aspettiamo l’analisi sulle carni di pollo per capire se ci sono differenze sostanziali sulla componente lipidica e, quindi, sul livello qualitativo".

Quali sono i prossimi lavori che devono essere portati avanti?
"I prossimi step riguardano proprio la parte zootecnica e efficientare il trattamento con ozono. Per quanto riguarda le azioni di trasferimento dell’innovazione, il comune di Capannori sta lavorando, in collaborazione con i partner scientifici, nella redazione di un piccolo vademecum per gli agricoltori della piana lucchese che riporta le buone pratiche agricole da attuare per abbattere il contenuto in aflatossine e nella realizzazione di un documentario video per poter illustrare direttamente agli agricoltori, ai tecnici, ai consumatori e ai cittadini interessati, quanto è stato fatto durante tutta la sperimentazione attuata e l’elevata qualità del progetto di innovazione in agricoltura".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento ricerca difesa micotossine zootecnia

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