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Trattamenti fitosanitari e mitigazione della deriva

Come intervenire sulla distribuzione dei prodotti fitosanitari

Roberto Bulzoni di Roberto Bulzoni

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Le misure di mitigazione della deriva possono essere indirette o dirette
Fonte foto: Roberto Bulzoni - AgroNotizie

La deriva è costituita dal movimento del fitofarmaco nell'atmosfera dall'area trattata verso qualsivoglia sito diverso dal bersaglio, nel momento in cui viene operata la distribuzione dei prodotti fitosanitari.

Al riguardo le etichette dei prodotti fitosanitari riportano spesso indicazioni relative alla necessità di adottare una fascia di rispetto non trattata (buffer zone) dai corpi idrici superficiali allo scopo di proteggere gli organismi acquatici dagli effetti della deriva invariabilmente generata dai trattamenti fitosanitari.

Nel corso del 2017 il ministero della Salute ha approvato un documento di orientamento incentrato sulle "Misure di mitigazione del rischio per la riduzione della contaminazione dei corpi idrici superficiali da deriva e ruscellamento". In tale ambito vengono fornite indicazioni sulle misure di mitigazione che possono contribuire a ridurre i fenomeni di deriva consentendo ai produttori di ottemperare alle indicazioni fornite al riguardo dalle etichette dei prodotti fitosanitari.

Le misure di mitigazione della deriva possono essere indirette o dirette.
Le misure indirette riducono l'esposizione alla deriva del corpo idrico da proteggere e sono costituite da sistemi di captazione quali fasce di rispetto o barriere verticali (es. siepi, reti antigrandine). Le misure dirette riducono invece la generazione della deriva attraverso l'adozione di dispositivi tecnici che agiscono sulla formazione delle gocce e/o, sul trasporto della miscela e sull'orientamento dell'irrorazione.

In questa sede ci occuperemo delle misure di mitigazione dirette attraverso l'analisi delle soluzioni tecniche adottabili in fase di distribuzione dei prodotti fitosanitari.
 

Ugelli di fine barra a getto asimmetrico

Sulle barre irroratrici utilizzate per le colture erbacee, l'utilizzo di ugelli a ventaglio caratterizzati da un getto asimmetrico montati alle estremità della barra, consente di limitare l'erogazione della miscela fitoiatrica al di sotto della barra garantendo una distribuzione più precisa. L'adozione di ugelli di fine barra permette di ridurre la deriva fino a percentuali del 25%.


Ugelli di fine barra a getto asimmetrico
(Fonte foto: ministero della Salute - documento di orientamento)
 

Ugelli a specchio per barre irroratrici per colture erbacee

Sulle barre irroratrici possono essere adottati ugelli a specchio che si caratterizzano per generare un getto piatto a seguito dell'urto della soluzione contro uno specifico deflettore. Questi ugelli, caratterizzati da un angolo di apertura del getto assai ampio (150°), hanno efficacia solo se utilizzati con pressioni di esercizio non superiori a 3 bar. A queste condizioni generano gocce di dimensioni elevate e, pertanto, assai memo suscettibili a deriva. L'utilizzo di questi ugelli consente riduzioni della deriva del 50% e oltre.

Ugelli a specchio per barre irroratrici per colture erbacee
(Fonte foto: ministero della Salute - documento di orientamento)


Ugelli antideriva

Gli ugelli antideriva a iniezione d'aria si caratterizzano per produrre gocce più grandi attraverso soluzioni tecniche che favoriscono l'inserimento di aria nel flusso di soluzione che scorre all'interno dell'ugello stesso. Questa soluzione consente di generare gocce grandi arricchite di bolle d'aria e quindi meno soggette ai fenomeni di deriva. L'efficacia degli ugelli antideriva è però vincolata ad un accurato controllo della pressione di esercizio che deve rientrare entro specifici limiti superati i quali si verifica una riduzione o anche l'annullamento dell'effetto antideriva.
Ugelli antideriva
(Fonte foto: Baldoin - TeSaf)

Il documento di orientamento del ministero della Salute fa riferimento ad ugelli antideriva a iniezione d'aria per i quali viene specificata una particolare dimensione ISO. A questo riguardo occorre rammentare che la norma ISO 10625 ha definito uno specifico binomio codice/colore che permette di individuare da subito i requisiti distributivi di ogni singolo ugello. A parità di pressione di esercizio, ugelli ISO con lo stesso codice/colore garantiscono infatti la medesima portata (litri/minuto) a prescindere da quale sia la casa produttrice o la tipologia di ugello (cono o ventaglio), come sintetizzato della seguente Tabella.

Tabella codice/colore ISO 10625
Clicca sulla tabella per ingrandirla

Si riporta di seguito una elaborazione delle Tabelle n. 10 e n. 11 del documento di orientamento che sintetizzano la riduzione percentuale della deriva ottenibile su barre irroratrici per colture erbacee (Tabella 10) e su irroratrici ad aeroconvezione per colture arboree (Tabella 11) adottando specifiche soluzioni tecniche in associazione ad ugelli con dimensione ISO predefinita (Fonte Regione Emilia Romagna - approfondimento N. 02/2018 ai bollettini di produzione integrata e biologica "Componenti delle macchine irroratrici: gli ugelli").

Tabella 10
Clicca sulla tabella per ingrandirla

Tabella 11
Clicca sulla tabella per ingrandirla


Irroratrici per colture erbacee dotate di manica d'aria

Le barre irroratrici a polverizzazione meccanica possono essere dotate di una manica alimentata da un ventilatore che genera un flusso d'aria indirizzato verso la coltura, contribuendo a convogliare la soluzione verso il bersaglio e riducendo l'entità di gocce che rimangono sospese nell'atmosfera dietro la barra. L'utilizzo della manica d'aria deve essere comunque adottato su colture già sviluppate mentre va evitato il suo utilizzo su terreno nudo, nel qual caso, a causa della notevole turbolenza generata, si genererebbe una deriva superiore a quella generata da una barra convenzionale. L'impiego della manica d'aria, nelle opportune condizioni di impiego, riduce la deriva del 75%.

Irroratrici per colture erbacee dotate di manica d'aria
(Fonte foto: Toselli)


Sistemi di distribuzione localizzata utilizzati su irroratrici per colture erbacee

Nel caso di colture erbacee disposte a file è possibile fare ricorso a soluzioni tecniche che trattano solo la fila oggetto di coltivazione. Si tratta di soluzioni montate di norma su macchine operatrici che svolgono altre operazioni colturali (seminatrici, sarchiatrici, ecc.). Tali sistemi consentono di ridurre la deriva del 75%.

Sistemi di distribuzione localizzata utilizzati su irroratrici per colture erbacee
(Fonte foto: Bulzoni)


Distribuzione localizzata con schermature

Tra le attrezzature destinate al diserbo vanno annoverate anche quelle utilizzate per i trattamenti del sottofila nelle colture arboree. Si tratta di piccole barre irroratrici dotate di uno o più ugelli che indirizzano il trattamento nel sottofila. Queste attrezzature possono essere dotate di specifiche schermature che impediscono la dispersione della soluzione erogata. In questo caso la riduzione della deriva viene massimizzata dall'avvicinare quanto più possibile gli ugelli al terreno. L'uso di questi sistemi di distribuzione localizzata permettono di ridurre la deriva del 90%.

 Distribuzione localizzata con schermature
(Fonte foto: Abbà)


Dispositivi per la chiusura del flusso d'aria

La corrente d'aria prodotta dalla ventola delle irroratrici per colture arboree è causa di deriva a causa del flusso d'aria indirizzato verso l'esterno del frutteto. Per impedirlo è possibile impiegare specifiche schermature mobili che chiudono il flusso d'aria prodotto dalla semiraggera orientata verso l'esterno della coltura. L'adozione di questa soluzione trattando i tre filari più esterni consente di ridurre la deriva del 50%.

Dispositivi per la chiusura del flusso d'aria
(Fonte foto: Caffini)


Verso di irrorazione dell'ultimo filare

Limitare il trattamento dell'ultimo filare verso l'interno dell'appezzamento consente di ridurre la deriva di almeno il 35%.


Irroratrici a tunnel

Le irroratrici a tunnel utilizzate su colture arboree sono dotate di specifici pannelli che, scavallando il filare, impediscono che la soluzione erogata possa oltrepassare il filare trattato. Nei sistemi più evoluti (irroratrici a recupero) i pannelli sono dotati di sistemi di recupero del prodotto che non è andato a bersaglio, che viene reintrodotto nel serbatoio. L'utilizzo delle irroratrici a tunnel garantisce una riduzione della deriva prossima al 90%.

Irroratrici a tunnel
(Fonte foto: Bertoni)


Regolazione strumentale dell'irroratrice

Occorre evidenziare che tutte le soluzioni tecniche sin qui descritte risulteranno efficaci solo se l'irroratrice viene sottoposta periodicamente a regolazione strumentale presso centri prova autorizzati. Questa operazione consente infatti di individuare le modalità di utilizzo più adeguate alle realtà colturali di ogni singola azienda (velocità di avanzamento, volume di distribuzione, pressione di esercizio, ugelli adeguati, uniformità di distribuzione, ecc.). Ignorare questo aspetto significa rinunciare ad ottimizzare i trattamenti e a contenere la deriva entro limiti accettabili.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: fitosanitari ambiente

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