Corpo 8, indecisioni comunitarie

Per la crisi solo proposte. Se ne riparlerà a giugno. Intanto nei Paesi dell'Ue va in scena il "fai da te". E Martina punta sulle banche. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 13 al 19 maggio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

A Bruxelles sembrano tutti impegnati a fronteggiare la crisi che colpisce molti settori agricoli, in particolare il lattiero caseario e le produzioni suinicole. Ma poi si fatica a tradurre in realtà le molte proposte sul tavolo e alla fine prevale il malcelato obiettivo di rimettere i problemi nelle mani dei singoli Stati e di rimandare le decisioni che richiedono una decisione collegiale.
E' accaduto anche il 17 maggio, in occasione dell'ultimo Consiglio dei ministri agricoli. Vediamo insieme come lo hanno commentato i giornali italiani.

Critiche all'assenza di una politica comune per aggredire la crisi sono quelle espresse dal ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, dalle pagine del “Corriere della Sera” del 14 maggio. Un commento sugli esiti del Consiglio agricolo lo si può leggere il 18 maggio su “Il Sole 24 Ore”, per apprendere che siamo ancora alla fase delle proposte, fra le quali la riduzione volontaria della produzione di latte, incentivata con strumenti diversi da Paese a Paese, supportati dagli "aiuti de minimis".

Altri fondi, aggiungiamo noi dopo aver assistito alla conferenza stampa del commissario Phil Hogan, non sono previsti. Colpa dei Paesi membri che ancora non hanno speso le risorse già messe a disposizione, per un importo di 195 milioni. E visto che la "palla" è sempre più nelle mani dei singoli Stati, il ministro Martina racconta dalle pagine di “Italia Oggi” del 18 maggio la sua ricetta per fronteggiare la crisi.

Fra gli strumenti a disposizione le risorse del fondo latte per consolidare le passività delle aziende. La procedura da seguire è descritta il 14 maggio da “L'Eco di Bergamo”. Molte le speranze riposte sull'introduzione dell'origine dei prodotti in etichetta. Il Parlamento europeo, come si apprende da “Il Fatto” del 18 maggio, ha espresso parere favorevole. Ma la strada è ancora lunga e tutta in salita.

Assolti gli agrofarmaci
La volontà di Bruxelles di rinviare ai singoli Paesi membri le decisioni più "spinose" la si ritrova anche nella complessa vicenda che vede protagonista il glifosate. Se ne parla su “Italia Oggi” del 14 maggio che ricorda come l'ok al suo utilizzo giunto da Bruxelles sia ora al vaglio dei singoli Stati. Sul tema interviene il 17 maggio “QN” per dare voce agli esperti dell'Onu che ritengono improbabile l'esistenza di un rapporto fra tumori e alcuni agrofarmaci.
Occorre poi tener conto, come puntualizza il 13 maggio “La Provincia Pavese”, che negli ultimi dieci anni si è dimezzato l'impiego di agrofarmaci.

Restiamo in tema con la sentenza della "Giustizia" comunitaria che ha decretato la legittimità degli obblighi di abbattimento per gli ulivi colpiti da Xylella. I dettagli sono pubblicati da “Il Sole 24 Ore” del 13 maggio. All'orizzonte si apre un nuovo problema sanitario per l'esportazione di ciliegie verso la Francia. Il “Corriere della Sera” del 18 maggio informa che le frontiere sono chiuse alle ciliegie trattate con dimetoato, molecola autorizzata in Italia in situazioni di particolare gravità.

Banche e agricoltura
Anche a Roma e non solo a Bruxelles si è molto parlato di agricoltura in questi giorni. La “Gazzetta del Mezzogiorno” del 17 maggio anticipa i contenuti degli accordi con Unicredit per il finanziamento delle attività agricole per complessivi sei miliardi di euro. Altro accordo è quello siglato con l'Associazione banche italiane (Abi), grazie al quale sarà possibile, scrive “Italia Oggi” del 18 maggio, una moratoria sui debiti degli allevatori.

I mercati
Sui mercati si registra il calo del prezzo del grano duro, colpa secondo il “Giornale di Vicenza” del 16 maggio, dell'embargo russo e della deflazione. Non è dunque un caso se i dati emersi dall'assemblea di Italmopa (l'associazione dei molitori italiani) e puntualmente riportati da “Il Sole 24 Ore” del 18 maggio, segnano un calo dell'1,5% dei ricavi per le imprese molitorie.

Ribassi si registrano anche per l'olio d'oliva, scrive in una breve nota “Il Sole 24 Ore” del 19 maggio, mentre "tiene" il prodotto di qualità.
Per il pomodoro, si legge nello stesso giorno su “Libertà”, si è raggiunto un accordo che fissa il prezzo a 85,20 euro per tonnellata.

Il maltempo
In questi giorni l'agricoltura si trova a fare i conti con i danni del maltempo che ha colpito alcune aree. La “Gazzetta di Mantova” del 16 maggio descrive i danni subiti da frutteti e cereali.
n Piemonte, come scrive “La Stampa” del 17 maggio, un nubifragio ha devastato i raccolti di asparagi.

La situazione del Veneto è monitorata dal “Gazzettino” del 18 maggio dove preoccupano i danni subiti da mais e vigneti. In Lombardia i danni conteggiati da ”L'Eco di Bergamo” del 18 maggio assommano a 800mila euro, tutta colpa di una grandinata con chicchi grandi come sassi.

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