Protocollo di Milano: anche Wwf Italia e Bioversity International tra i sostenitori

Esperti al lavoro per contribuire a definire i contenuti del documento lanciato dal Barilla Center for Food & Nutrition, Bcfn, in vista di Expo. Il 15 aprile il primo Milan Protocol Talk

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Il 15 aprile si terrà il primo webinar sul Protocollo

Alla vigilia della visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi a Milano per Expo 2015, arrivano nuovi sostegni e contributi alla stesura del Protocollo di Milano, promosso dalla Fondazione Barilla center for food & nutrition, Bcfn, da Wwf Italia e Bioversity International.
La speranza è che l’Expo di Milano possa finalmente rappresentare l’occasione per mettere i grandi temi legati al cibo al centro delle agende internazionali – dichiara Guido Barilla, presidente della Fondazione Bcfn -. L’auspicio è che l’Italia sappia portare avanti questo progetto, giocando un ruolo di leadership attraverso la promozione di un accordo globale sull’alimentazione”. Ann Tutwiler, presidente di Bioversity International, aggiunge: “Il Protocollo è un documento importante che pone in evidenza problematiche globali che richiedono soluzioni con urgenza. Expo 2015 rappresenta un’occasione unica per discuterne: vogliamo arrivare a questo appuntamento con proposte concrete”.

Il prossimo 15 aprile se ne discuterà durante il primo webinar sul Protocollo in onda su www.protocollodimilano.it - www.milanprotocol.com con Carlo Petrini, presidente di Slow Food e membro del Cda della Fondazione Bcfn; Riccardo Valentini, direttore della Divisione impatti del clima al Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici e membro dell’Advisory Board Bcfn; e Gianfranco Bologna, direttore scientifico Wwf Italia.

Al centro del dibattito come arricchire i tre macro temi lanciati dal Bcfn in vista di Expo 2015:
Lotta allo spreco alimentare: abbattimento del 50% entro il 2020 dell’impressionante cifra di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo attraverso campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine che coinvolgano l’intera catena alimentare a partire dalla filiera agricola.
Riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria: un’agricoltura più sostenibile grazie alle limitazioni su chi scommette sul prezzo delle materie prime e all'utilizzo della terra per biocarburanti a base alimentare.
Lotta all'obesità con il richiamo all’importanza dell’educazione alimentare sin da bambini e alla promozione di stili di vita sani, sull'esempio praticato da Michelle Obama negli Stati Uniti.

Gianfranco Bologna ha commentato: “Il Wwf ritiene utile sostenere la proposta del Protocollo di Milano per richiamare l’attenzione di tutti, a iniziare dai cittadini, nei confronti di temi che incidono significativamente sulla biodiversità del pianeta e ci toccano da vicino soprattutto perché Expo 2015 si concretizzi in un significativo impegno politico globale. Le sfide che l’umanità si trova ad affrontare sono senza precedenti e richiedono uno sforzo straordinario delle istituzioni, del settore privato, delle organizzazioni e dell’intera società civile per individuare e applicare le migliori soluzioni possibili”.

Il ruolo dei giovani sarà particolarmente importante, come sostiene Carlo Petrini, per il quale il futuro si decide con “la fattiva collaborazione dei giovani attraverso forme di associazionismo che promuovano i temi del Protocollo". Tuttavia, il vero scandalo che evidenzia il presidente di Slow Food è “la morte per fame. Bisogna prendere decisioni perché questa tragedia finisca. Occorre ricostruire l’economia della sussistenza che si basa sulla felicità, il diritto di tutti al cibo e il rispetto dell’ambiente”. Secondo Petrini “occorre agire in difesa della biodiversità, promuovere la cultura della tradizione contadina ricostruendo il percorso della memoria condivisa per formare i giovani, incentivare e sostenere l’agricoltura a basso imbatto ambientale”. Ann Tutwiler di Bioversity International conclude: “L’obiettivo è individuare soluzioni tecnico-scientifiche e politiche per far si che la biodiversità agricola possa essere conservata e utilizzata per realizzare un mondo più sicuro sul fronte della disponibilità di cibo e per una miglior nutrizione”.

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