Bcfn diventa Fondazione e lancia il "Protocollo di Milano"

Nasce oggi la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition che promuove un accordo globale sull’alimentazione e la nutrizione. Nel Cda entrano Carlo Petrini, Paolo De Castro e Alberto Grando

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Nasce il Protocollo di Milano

Nasce oggi la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition che mantiene e rafforza la propria vocazione a centro di pensiero e di proposte dall’approccio multidisciplinare, per affrontare il mondo della nutrizione e dell’alimentazione mettendolo in relazione con le tematiche a esso correlate: economia, salute, nutrizione, sociologia, ambiente.

Sono tre i membri che entrano nel Cda della Fondazione: Carlo Petrini, fondatore e Presidente di Slow Food, Paolo De Castro, presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, e Alberto Grando, pro rettore per lo sviluppo dell’Università Bocconi: “Siamo fieri di avere ottenuto l’adesione di figure così autorevoli all’interno della nostra Fondazione – afferma Guido Barilla, presidente della Fondazione Bcfn –. Insieme a loro, e ai membri dell’Advisory Board, possiamo dare un ulteriore impulso alle azioni del Bcfn con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per il benessere futuro delle persone, della società e del Pianeta”.

Punto di partenza è il Protocollo di Milano (scarica qui il documento), un accordo globale sull’alimentazione e la nutrizione da sottoscrivere a Expo Milano 2015, presentato in occasione della V edizione del Forum on Food and Nutrition. A proposito del quale, Carlo Petrini commenta: “C’è un elemento che mi fa riflettere: quanto è poco sensibile la politica internazionale se un Protocollo di tale portata storica nasce su iniziativa di una Fondazione privata? L’ambizione  di questo Protocollo merita che la politica non stia ad attendere che altri promuovano progetti nuovi, ma ne sia direttamente coinvolta”.
Il Protocollo di Milano si pone tre macro obiettivi: abbattimento del 50% entro il 2020 di 1.3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo attraverso campagne per accrescere la consapevolezza del fenomeno e accordi di lungo termine che coinvolgano l’intera catena alimentare a partire dalla filiera agricola; attuazione di riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria, con limitazioni all'utilizzo di biocarburanti a base alimentare; lotta all’obesità, con il richiamo all’importanza dell’educazione alimentare sin da bambini e alla promozione di stili di vita sani, sull'esempio praticato da Michelle Obama negli Stati Uniti.

Al Protocollo di Milano è interamente dedicato il sito www.milanprotocol.com/www.protocollodimilano.it. La piattaforma online, che illustra i temi generali e il perimetro di azione, è altamente interattiva proprio per coinvolgere la collettività, elemento integrante e decisivo per portare al successo questa iniziativa.
“Sono assolutamente convinto che soltanto un forte movimento, che parta dal basso e che sia in grado di raccogliere il più ampio consenso possibile, possa risvegliare la coscienza politica collettiva sui grandi paradossi del sistema agro-alimentare globale", ha detto De Castro.

"Credo che se la proposta arriva dalla gente, nessun governo possa esimersi dall’esaminarla e dal fornire una risposta”, ha sottolienato Riccardo Valentini, membro dell’Advisory Board, l’organismo garante dei lavori del Barilla Center for Food & Nutrition.

L’appuntamento è quindi a Expo Milano 2015 per raccogliere l’adesione dei Paesi partecipanti. Con un forte respiro europeo: “La dedizione al progetto si lega strettamente al mio impegno nell’ambito della partecipazione dell’Unione Europea all’Expo 2015 – prosegue De Castro –. A questo proposito, sto creando assieme ad altri colleghi deputati, alla Commissione europea e a rappresentanti del mondo privato e della società civile uno steering commitee che proponga idee e contenuti per il padiglione dell’UE all’Expo. Il Protocollo si inserirà naturalmente in questo processo".

 

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