Siccità, chiesto lo stato di calamità

Agricoltura in ginocchio: Coldiretti stima un miliardo di perdite. Il ministro Catania convoca gli assessori regionali. Ugo Palara, Agrintesa: "Situazione drammatica per il kiwi"

Francesca Bilancieri di Francesca Bilancieri

Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

siccita-fiume-lamone-in-secca-faenza-ago2012-fonte-ivano-valmori-imageline-2.jpg

Agosto 2012: come appare il fiume Lamone a Faenza (Ra)
Fonte foto: Image Line

Scipione, Caronte, Minosse, e poi ancora Ulisse, Nerone, Caligola e infine Lucifero: sono questi i nomi, resi familiari da tv e giornali, dei "sette cavalieri della siccità" per cui verrà ricordata l'estate del 2012.
Un'estate caldissima, con temperature record e un'emergenza idrica (in alcune zone non si è vista una goccia d'acqua per 80 giorni consecutivi) che hanno messo in ginocchio le produzioni agricole in tutta la Penisola: per Coldiretti è la siccità più grave da quasi dieci anni.
L'organizzazione agricola stima le perdite intorno un miliardo di euro. Da mais e soia (rispettivamente -20-30% e -40-50%) al pomodoro, dalle bietole da zucchero alla vite, dalle castagne (un anno nero, addirittura -80%) al girasole (-20%), senza dimenticare il calo del 10% nella produzione di latte dovuto allo stress da afa delle mucche. Perfino gli ulivi sul lago di Garda, piante mediterranee per eccellenza, hanno risentito dei sette anticicloni che si sono susseguiti negli ultimi mesi.
Ma non tutto il caldo vien per nuocere: notizie positive si registrano sul fronte della qualità delle produzioni. "Le uve si presentano ai massimi livelli organolettici - riporta la Cia, Confederazione italiana agricoltori - e anche le olive, quasi a fine maturazione sugli alberi, si mostrano, diffusamente, in buono stato tanto da far prevedere un ottima campagna per gli extravergini di qualità italiani".

Emilia-Romagna, frutticoltura in ginocchio

L'Emilia-Romagna è tra le Regioni più colpite dalla siccità e la frutticoltura, fiore all'occhiello del made in Italy, è in grave difficoltà per l'andamento stagionale anomalo.
"Sono due facce della stessa medaglia - spiega Ugo Palara, responsabile tecnico della cooperativa faentina Agrintesa -. Alle scarse risorse idriche, dopo un inverno e una primavera poco piovosi, si associano temperature altissime: un binomio che sta compromettendo il risultato qualitativo raggiunto dalle nostre produzioni".
Il problema non è quantitativo ma qualitativo: "Lpezzature sono inferiori alla norma - riporta Palara -, caratteristica che impedisce di affrontare i mercati che richiedono calibri più grandi"
La maggior parte dei produttori non ha riportato danni alle piante, anche perché si è fatto il possibile per mantenere la copertura irrigua quasi ovunque. A soffrire è stata soprattutto la collina, mentre è andata meglio in pianura, soprattutto per quelle aziende agricole servite dal Canale Emiliano-romagnolo. Risultato: una qualità eterogenea, a seconda di quanto si è potuto irrigare. Ma tutti, ovviamente, hanno pagato con frutti di inferiore qualità le alte temperature e la forte insolazione, senza dimenticare la ventosità che si è fatta sentire nelle campagne. "Al momento fare frutticoltura di qualità - conclude Palara - è difficilissimo".

Se il settore peschicolo è in difficoltà già da luglio, le colture che sono maggiormente a rischio (più in collina che in pianura, precisa Palara) sono l'uva da vino e l'actinidia.
"I vigneti sono in sofferenza - riporta Palara -. La vendemmia è stata anticipata e si prevede già una raccolta scarsa". Mentre per il kiwi la situazione è addirittura drammatica: l'"accrescimento rapido", la prima fase che determina il calibro finale dei frutti, quest'anno è avvenuto in una fase piuttosto difficile per temperature e mancanza di risorse idriche, e la produzione finale non potrà che risentirne.
Le speranze degli agricoltori è, dunque, che la fine di agosto possa segnare anche la fine di quest'estate torrida, senza però passare da un estremo all'altro: "Un settembre troppo piovoso - avverte Palara - rischia solo di aggravare le problematiche nei campi". Piogge eccessive aprirebbero, infatti, la strada a marcescenze, moniliosi e attacchi fungini. A rischio sono soprattutto le drupacee tardive come la susina Angeleno, la cui raccolta comincerà a giorni, mentre andrebbe meglio all'actinidia.




Il fiume Lamone in secca
Fonte: Image Line


Il ministro Catania convoca gli assessori regionali 

I ministro delle Politiche agricole Mario Catania ha convocato gli assessori regionali all'Agricoltura per esaminare i provvedimenti necessari per far fronte all'emergenza siccità. La riunione si terrà giovedì 5 settembre alle 11,30 in via XX Settembre.
L'assessore veneto, Franco Manzato, si è detto a favore di "un intervento straordinario sulla base della eccezionalità della situazione". In particolare, ha richiesto "una deroga al piano assicurativo nazionale 2012 per consentire la declaratoria di eccezionale evento atmosferico sulla base della mappatura del danno da parte di Avepa, senza ricorrere ad aumenti delle accise sui carburanti".
L'assessore sardo, Oscar Cherchi, ha fatto sapere di voler cogliere l'occasione dell'incontro del 5 settembre, in cui la siccità sarà certamente centrale, per chiedere che venga istituito, a breve scadenza, un tavolo per programmare nuove strategie a tutela dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca che tengano conto delle specificità del comparto in Sardegna. "Assieme al ministro potremmo analizzare, anche alla luce delle criticità evidenziate in questi anni dal Programma di sviluppo rurale 2007-2013, quali modifiche strategiche potremmo apportare per adeguare gli interventi futuri alle mutate esigenze dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca - ha spiegato Cherchi - Spero che si possa stilare a breve un calendario di incontri a tema".


Mais riarso dal sole


Richiesto lo stato di calamità naturale

All'inizio della settimana la Cia Puglia ha inviato una lettera all'assessore regionale all'Agricoltura, Dario Stefano, per chiedere di "intraprendere tutte le iniziative utili a chiedere al governo la dichiarazione dello stato calamità per la siccità, che tanti danni sta creando al comparto agricolo pugliese, ed in particolare alle coltivazioni di pomodoro da industria". La federazione ha anche chiesto che "vengano rilasciati dei supplementi straordinari di assegnazione di carburante agricolo per far fronte alle irrigazioni di soccorso che in tutta la Puglia si stanno effettuando".
Già il 9 agosto il ministro Catania aveva fatto saper di star lavorando, insieme alle Regioni più colpite e alle organizzazione di produttori, accelerare le procedure volte alla dichiarazione dello stato di calamità naturale, in modo da far fronte ai danni.
La dichiarazione dello stato di calamità naturale, infatti, rappresenta la condizione necessaria per consentire l'attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, attraverso il quale possono essere erogati alle imprese agricole colpite contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile, prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell'anno in cui si è verificato l'evento calamitoso, esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l'evento.
"Sempre per fronteggiare la crisi di liquidità conseguente alla perdita di produzione dovuta alla siccità - ha fatto sapere il ministro - abbiamo avviato le procedure per ottenere dalla Commissione europea l'autorizzazione all'erogazione degli anticipi Pac 2012 a partire dal prossimo 16 ottobre, accorciando di circa 50 giorni i tempi di erogazione previsti dalle scadenze comunitarie". 
"La gravità della situazione ci deve però far riflettere sull'esigenza di dare maggiore diffusione ad altri e più incisivi strumenti di intervento, senz'altro più adeguati per fronteggiare calamità naturali come quella che stiamo vivendo in questi giorni, come le assicurazioni agevolate, a cui purtroppo gli agricoltori, almeno per il rischio siccità, non si rivolgono con sufficiente decisione - ha concluso Catania -. Servono quindi azioni mirate di sensibilizzazione nei confronti delle imprese agricole, per far conoscere meglio la portata e le potenzialità dello strumento assicurativo, tenuto conto del fatto che le assicurazioni agevolate sono state inserite nel pacchetto di misure studiate dalla Commissione europea, per far fronte alle crisi che interessano il settore agricolo nel periodo di programmazione 2014 - 2020".


© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: frutticoltura viticoltura irrigazione drupacee siccità

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 239.478 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner