La novità dell'estate 2011 sono i campi scuola in campagna

Coldiretti: 8 bambini su 10 non sono mai entrati in una stalla

Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa

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Hanno visto gli animali dal vivo nei circhi o negli zoo delle città, ma 8 bambini su 10 non sono mai entrati in una stalla per vedere personalmente come si ottiene il latte che viene servito loro a colazione ogni giorno. 

E’ quanto emerge da una indagine on line della Coldiretti divulgata in occasione della presentazione del primo censimento delle fattorie didattiche italiane realizzata grazie all’accordo della Coldiretti con il Miur, ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università

Una guida di riferimento per le gite nelle aziende agricole, ma anche per i campi scuola in campagna o le vacanze verdi per i più piccoli durante la prossima estate che rappresentano una vera novità del 2011. 

L’obiettivo è fare conoscere le molteplici attività che si svolgono nelle 1.189 fattorie didattiche italiane, riconosciute dalle diverse Regioni, per colmare una lacuna formativa particolarmente preoccupante nelle giovani generazioni.

Secondo una indagine Ipr marketing per Coldiretti/Univerde solo il 16% degli italiani conosce le Fattorie didattiche ma ben il 93% è interessato a visitarle.

Con circolare del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stata prevista la realizzazione di una unità didattica di educazione alimentare per le scuole che ne fanno richiesta contattando i referenti del progetto “Educazione alla Campagna Amica” promosso dalla Coldiretti.

Un via libera di fatto agli agricoltori in cattedra con la formalizzazione di una apposita unità didattica di educazione alimentare per le scuole che prevede un momento formativo in aula sui temi dell’alimentazione, dell’ambiente e dell’alleanza con il territorio.

Tra gli obiettivi ci sono quello di far conoscere il lavoro necessario per produrre il cibo, le proprietà di quello locale e di stagione che non deve percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti, ma anche educare al gusto dei prodotti naturali e insegnare a non sprecare il cibo in una situazione in cui ben il 30% di quello acquistato finisce nella spazzatura con perdita di risorse ed inquinamento ambientale.

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