Olivicoltura, sostenibilità ambientale e processi produttivi

Sulle tracce dell'olio: si è concluso a Salerno un importante evento dedicato alle produzioni olivicole campane con tracciabilità di filiera certificata organizzato da Aprol Salerno

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Sulle tracce dell'olio

Tremila visitatori hanno partecipato alla seconda edizione della manifestazione Sulle tracce dell’olio organizzata dal 4 al 6 marzo dall’Associazione produttori olivicoli di Salerno per promuovere la filiera olivicola campana. Addetti ai lavori, famiglie, consumatori, studenti hanno partecipato ai convegni, ai corsi di formazione e alla mostra vetrina degli oli extravergini di oliva a rintracciabilità di filiera certificata.
Buone notizie arrivano dal Rating 2009. Il panel test eseguito su quaranta prodotti ha certificato che, nonostante le pessime condizioni climatiche, l’annata olivicola è stata eccellente.
Cresce la qualità – gli esperti la definiscono intensa e caratteristica - degli oli extravergini di oliva campani con una peculiarità straordinaria per quelli collinari e delle zone interne: la presenza di un maggior numero di antiossidanti che contribuiscono a tener pulite le arterie, abbattere gli eccessi del colesterolo, prevenire l’infarto. L’olio extravergine d’oliva è buono, gustoso e fa bene alla salute.
 
Grande attenzione, nel corso dei lavori, anche alla sostenibilità ambientale delle colture e dei processi produttivi. Gli olivicoltori sono impegnati a difendere l’ambiente ed il futuro del territorio dal quale traggono lavoro e possibilità di sviluppo con aggiornamenti professionali costanti ed utilizzo di tecnologie d’avanguardia per la gestione degli uliveti, le operazioni di trasformazione, lo smaltimento dei residui.
E’ importante, però, per superare la crisi è sconfiggere la concorrenza industriale delle grandi multinazionali agroalimentari fare sistema. I produttori devono associarsi per migliorare ulteriormente la qualità del prodotto e promuoverlo sinergicamente sul mercato aiutando i consumatori a compiere scelte oculate e benefiche per il gusto e la salute. I consumatori chiedono qualità verificabile a prezzi accettabili. Questo desiderio è la traccia di lavoro per l’Aprol che insiste sul legame intenso tra prodotto e territorio del quale il prodotto stesso può diventare un elemento di promozione.
In tale prospettiva le istituzioni pubbliche sono chiamate a svolgere una funzione essenziale per la tutela e la valorizzazione di una filiera fondamentale per l’economia meridionale.
L’Aprol Salerno chiede interventi mirati per: prevenire lo spopolamento delle campagne ed i conseguenti disastri idrogeologici; propagandare gli oli extravergini d’oliva a rintracciabilità di filiera certificata con eventi, fiere, campagne promozionali d’educazione alimentare; avvicinare i giovani – tanti hanno partecipato a Sulle tracce dell’olio – ad un mondo faticoso ma pieno di grandi prospettive professionali ed economiche.
 
Intervento del professor Claudio Di Vaio, Università di Napoli Federico II, Facoltà di Agraria di Portici

In olivicoltura l’ottenimento di una buona remuneratività presuppone un rapido sviluppo dell’albero, un’entrata in produzione anticipata, abbondante, costante e di qualità, nonché il contenimento dei costi di produzione. In tale contesto la forma di allevamento assume un ruolo fondamentale in quanto condiziona lo sviluppo vegeto-produttivo dell’albero, definendo la distribuzione nello spazio della superficie fogliare, influenzando il microclima della chioma e l’attività foto-assimilativa, e successivamente l’utilizzazione e l’efficienza delle macchine per operazioni colturali particolarmente onerose come la raccolta e la potatura.
La forma di allevamento ha lo scopo di dare una struttura alla chioma dell’albero rispettando il modo naturale di vegetare della specie, non ritardando l’entrata in produzione dell’albero, esaltando l’intercettazione della luce, favorendo un ottimo stato sanitario dell’albero e facilitando l’esecuzione delle operazioni colturali della raccolta e potatura. La scelta della forma di allevamento è subordinata alla considerazione di fattori fondamentali, quali: la tipologia dell’impianto (estensivo o intensivo), le condizioni ambientali ed alcune tecniche colturali specifiche da adottare, con particolare riferimento alla meccanizzazione delle operazioni di raccolta e di potatura, che incidono in modo rilevante sul conto economico dell’oliveto.
Le forme di allevamento più diffuse sono il vaso policonico, il monocono, il globo e il vaso cespugliato. La potatura di produzione ha lo scopo di mantenere la forma di allevamento prescelta e di regolare la fruttificazione in modo che essa risulti costante nel tempo in quantità e qualità. Altra regola fondamentale è mantenere l’altezza della pianta entro 4-5 m, consentendo di velocizzare le operazioni di potatura eseguendo tutte le operazioni di taglio da terra utilizzando attrezzature agevolatrici. La potatura di produzione può essere eseguita anche meccanicamente, soprattutto negli oliveti intensivi, di moderna concezione.
Buoni risultati si ottengono con una potatura meccanica eseguita ogni tre anni, in alternanza ad un minimo intervento manuale e un anno di non intervento, assicurando un notevole risparmio di ore di manodopera e un buon equilibrio vegeto-produttivo alle piante. La potatura di ringiovanimento o di riforma si pratica su piante adulte allorquando esse manifestano segni palesi di invecchiamento o quando si ritiene di dover abbassare la chioma allorché questa si sia accresciuta liberamente senza alcun intervento di potatura. La potatura di ringiovanimento viene attuata attraverso tagli di capitozzatura, stroncatura o succisione, qualora, in quest’ultimo caso, il tronco non sia più valido.

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