Latte e lattosio: c'è chi può e chi no

Interviste impossibili: latte dipinto come un veleno e lattosio additato come fonte di molteplici mali. Da dove vengono i consumi di latte da adulti e perché il lattosio veleno non è?

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

interviste-impossibili-latte.png

Interviste impossibili: il latte

Latte e lattosio hanno spesso destini ampiamente sovrapposti, con sulle spalle diverse campagne disinformative di origine animalista, nonché vere e proprie campagne pseudo-salutiste che li descrivono come veleni letali per l'organismo adulto. Come stiano le cose lo si è quindi chiesto direttamente a lui, al latte.

Candido e simbolo di purezza. C'è però chi La addita come nemico numero uno della salute. Come stanno davvero le cose?
"Guardi, io come latte sto patendo attacchi da molti anni in generale. Le mie caseine sono accusate di generare tumori e malattie degenerative. Addirittura mi hanno addossato l'accusa di causare autismo. Si rende conto? Nemmeno i miei singoli componenti se la cavano bene. I grassi sono da sempre sotto accusa in tema di malattie cardiovascolari e tumorali. Il lattosio viene infine additato come un vero e proprio veleno cui attribuire molteplici malesseri di natura intestinale. E pensare che sono l'alimento che più vi contraddistingue, voi mammiferi, da tutto il resto del Regno animale".

Immagino che quindi non sia d'accordo con tali scenari: se dovesse lanciare un messaggio sintetico ai lettori cosa direbbe?
"Latte? Se vi piace e lo tollerate bevetelo pure con serenità, perché quanto di male è stato detto su di me nel migliore dei casi è un'esagerazione, nel peggiore è una bufala vera e propria. Ovviamente, come ogni altro alimento anche io ho pregi e difetti, valori e limiti. Ma per favore, basta credere a ogni stupidaggine priva di fondamento…".

E invece ai suoi detrattori cosa direbbe?
"Io derivo da allevamenti zootecnici e l'esercito anti-zootecnia risulta schierato su più fronti, tutti uniti però da un denominatore comune: la disinformazione più o meno smaccata a danno dei cittadini e dei consumatori. Se infatti da un lato ci sono gli integralisti che premono per il bando assoluto delle carni, dall'altro vi sono pure i passionari della messa all'indice di latte e derivati. Le accuse sono sempre le medesime, ovvero l'ambiente, l'etica, la salute e perfino l'antropologia, rilanciando la fandonia per la quale l'uomo sarebbe l'unico 'animale' a cibarsi di latte di altre specie e per giunta lo farebbe in età adulta".

Come se ciò fosse di per sé scandaloso e inconcepibile: sono invece molto frequenti in natura allattamenti fra specie differenti, come pure a molti animali, anche carnivori, il latte vaccino piace un sacco e se lo bevono avidamente.
"Infatti. Basta fare una navigata su Google cercando immagini di animali che bevono latte per togliersi qualsivoglia dubbio. Ma è un po' come la storia degli scimpanzé vegetariani: basta anche qui fare una ricerca su web e di foto di scimpanzé che sbranano altri animali c'è pieno. Sono infatti onnivori come voi, ma sono diventati una sorta di bandiera dei detrattori di carni e latticini. La cosa strana è che i miei detrattori sono molti avvezzi a fare ricerche su web, ma pare che poi i loro cervelli filtrino solo i risultati funzionali ai loro Credo personali".

Detrattori in effetti abbastanza polarizzati dal punto di vista ideologico…
"Molto polarizzati. E disinformati. Nei tempi in cui la gente viveva nel pieno del Boom economico post-bellico il latte era addirittura visto come status symbol, essendo ritenuto un alimento prezioso. Ora fra le baggianate più demenziali vi è invece quella che vorrebbe l'uomo moderno come un Essere ormai deviato da stili di vita innaturali ove, orrore e raccapriccio, egli si nutrirebbe anche da adulto di latte. E pure di altre specie, si aggiunge. Fa già sorridere a questo punto l'idea di andare al supermercato a cercare latte umano per fare colazione".

Ma a chi Le dice che bere latte in età adulta è innaturale Lei cosa risponde?
"Che bere latte in età adulta, o mangiarne i derivati, è del tutto normale, a patto che siano rispettate alcune condizioni che adesso Le spiego. Contrariamente a quanto sostengono i miei detrattori, io sono un alimento ricco. Non a caso vengo utilizzato dai mammiferi per sfamare i propri piccoli e accelerarne lo sviluppo, rafforzando al contempo le loro difese immunitarie. Poi però fra i 5 e i 10 anni una gran parte delle persone tende a perdere la capacità di digerirmi. Alcune di esse possono stare proprio male se lo bevono. Una percentuale variabile della popolazione umana può invece continuare tranquillamente a godermi, se gli va, ovviamente. Prima lezione quindi da imparare: non siete tutti uguali e ogni generalizzazione risulta pertanto insensata".

Ma perché si osserva tale disparità di predisposizione al latte?
"La capacità di produrre l'enzima lattasi, quello che permette di digerire il lattosio, è conferita dall'attività di un singolo gene posto sul vostro secondo cromosoma. In alcuni di voi esso si spegne con l'età, fino a non funzionare più. Quindi, se il vostro gene per la lattasi si è addormentato, niente latte per voi. È meglio. Ma questo fenomeno si presenta in modo alquanto difforme sul globo. Nei Paesi nordici come quelli scandinavi, per esempio, vi è una percentuale di adulti capaci di produrre lattasi compresa fra l'89 e il 96%. Non solo la latitudine influisce, però, dato che in Africa si può osservare come il 92% dell'etnia Tutsi produca lattasi, mentre solo il 2% del popolo Bashi può fare altrettanto. I primi possono quindi bere allegramente tutto il latte che vogliono, i secondi no".

Digerire latte è perciò un fatto in buona parte genetico-evolutivo?
"Sì. La mutazione che impedì al gene in questione di spegnersi con l'età, del resto, è solo di poche migliaia di anni fa. Chi porta il gene mutato possiede quindi la capacità di digerire latte a vita. E bene anche".

Allora io sono un mutante, visto che digerisco perfettamente latte e derivati?
"Molto probabilmente sì. Diciamo che come mutante non credo sia appetibile per il gruppo degli X-Men, visto che al massimo coi suoi poteri mutanti potrebbe sconfiggere l'Uomo Stracchino e la Donna Scamorza"

Spiritoso… Chi invece non possiede il gene mutato, pace?
"Forse, ma anche no: alcuni studi avrebbero dimostrato che pure la flora intestinale può selezionarsi in modo da permettere all'organismo di digerire lattosio anche in assenza di lattasi endogene. In altre parole, a digerire per voi ci pensano a volte dei batteri. Questo consente a molte persone di bere latte in età adulta anche se il loro gene specifico per la lattasi non funziona più. Non sapranno quindi mai se il loro gene funzioni o meno. Meraviglie della genetica e delle lezioni di Charles Darwin in materia di evoluzione. Ecco perché bere latte da adulti non è affatto strano, né tantomeno innaturale. A meno di considerare innaturali i batteri e i nostri stessi geni, oppure di considerare innaturali le mutazioni spontanee su cui si è poggiato il cammino che dagli ominidi ha condotto all'uomo moderno".

Non trova però che su di Lei e i Suoi derivati si sia sviluppata poi un'industria florida e remunerativa, ben lontana dalle tenere immagini di cuccioli o bambini attaccati al seno?
"Se l'uomo ha fatto di me e dei miei derivati un alimento di tipo industriale, mentre gli altri animali no, beh, ciò non deriva mica dalla tanto vagheggiata corruzione morale e intellettuale cui l'Umanità sarebbe andata incontro in tempi recenti. La capacità dell'uomo di ottenere dagli animali il latte di cui nutrirsi dipende solo dalla sua intelligenza, la quale gli ha permesso di ingegnarsi fino a sfruttare ogni tipo di risorsa presente sul Pianeta. A volte magari esagerando pure, con lo sfruttamento. Ma questo è un altro discorso. Se però non ritenete normale che un uomo adulto beva latte, non dovreste trovare naturale nemmeno coltivare gli alberi da frutto anziché viverci sopra come facevano i vostri antenati ominidi. Nemmeno dovrebbe apparire naturale quel bel paio di jeans che vi coprono le natiche, o quel cappello di lana o di pile che vi protegge dal freddo d'inverno. Anche smartphone, computer e condizionatori d'aria non sembrano essere particolarmente diffusi nel Regno animale al di fuori dell'Homo sapiens, come pure le automobili, le canne da pesca, i treni, gli ascensori, la pizza e la ratatouille di verdure. Già, perché anche la cottura dei cibi è una prerogativa tutta umana, dal momento che solo l'uomo ha capito come soggiogare il fuoco per rendersi la vita più facile e comoda".

Quindi l'adattamento al latte e al lattosio sarebbe solo faccenda evolutiva e tecnologica?
"Certo, una casualità del destino, ovvero la mutazione di cui sopra, che vi ha dato vantaggi competitivi strategici per la vostra sopravvivenza, soprattutto nei climi più freddi. Pensi al vantaggio per un individuo mutato nel poter bere latte anche durante la fase dell'adolescenza. Invece di essere semplicemente svezzato come gli altri suoi coetanei, quel ragazzino poté contare su un alimento in più. Un alimento per giunta proteico, grasso e zuccherino. In quell'epoca l'uomo aveva già iniziato ad addomesticare animali da allevamento. Quindi fra quei villaggi lontani nel tempo di latte ce n'era, magari poco, ma c'era. E da lì si è sviluppata poi la conoscenza delle tecniche di lavorazione del latte, andando a produrre quei formaggi che poi nei mesi invernali potevano dare grandi quantità di grassi e proteine quando la natura entrava in quiescenza e di cibo in giro se ne trovava meno. Anche perché pure gli erbivori selvatici calavano nei rigori nordici, divenendo più difficili da trovare".

Il primo embrione di industrie agrarie, quindi?
"Esattamente. Al pari della capacità di conservare le carni con la salatura, l'essiccazione e l'affumicatura, anche la produzione di formaggi permise di creare riserve alimentari preziosissime. Non a caso, le comunità che portavano quel gene mutato e che vivevano in climi rigidi sono oggi ampiamente maggioritarie sul totale. I più adatti sopravvivono e si riproducono, mentre i meno adatti soccombono".

In più nel lattosio vi è una molecola particolarmente utile anche al nostro sviluppo cerebrale, giusto?
"Sì, il galattosio, quello zucchero che compone il lattosio insieme al glucosio. Il sistema nervoso centrale e periferico è un po' come una rete di fili elettrici: un conduttore avvolto da una guaina. Ecco, i vostri neuroni sono avvolti dalle cosiddette guaine mieliniche, composte da galattolipidi. In sostanza, il galattosio rientra nel vostro sviluppo cerebrale. Nei vostri figli, alla nascita, non si è ancora completata la formazione delle guaine mieliniche, quindi serve che essi assumano galattosio attraverso il latte. Quando una nota pubblicità di molti anni or sono ricordava che il cervello ha bisogno di zucchero in fondo aveva ragione, soprattutto quando quello zucchero sia il galattosio. Il vostro organismo ne può sintetizzare piccole quantità, ma in un corpo in rapidissima crescita ciò non risulta sufficiente. La sua carenza è quindi foriera di problemi seri nelle prime fasi di sviluppo dei neonati. Quindi pensi che danni fanno quei genitori un po' strani che se la mamma non riesce ad allattare somministrano ai loro piccoli dei prodotti vegetali privi di galattosio...".
 
Non me ne parli. Quando ci penso mi ribolle il sangue, specialmente sapendo dei molteplici ricoveri in ospedali pediatrici come il Meyer di Firenze, o il Gaslini di Genova, i quali si vedono arrivare dei piccoli in stato cachettico per la denutrizione.
"E mica solo per la carenza di vitamine o di galattosio sa? Anche l'apporto di acido palmitico è fondamentale nei bambini, essendo questo grasso saturo di cui sono ricco un elemento strutturale di primaria importanza per dare consistenza alle membrane cellulari".

In considerazione di tutto quanto sopra esposto, cosa vuole quindi che i lettori ricordino della Sua intervista?
"Che accettino banalmente il fatto di appartenere al Regno animale e di avere una fisiologia che del latte ne ha bisogno nelle primissime fasi di crescita, ma che può trarre nutrimento e vantaggi dal latte anche in età matura. A patto di essere fra i succitati mutanti, ovviamente. Poi fate pure le vostre scelte alimentari. Ma che la si pianti di raccontare su di me sciocchezze prive di senso storico, fisiologico, nutrizionale e perfino antropologico. Come già detto e ripetuto allo sfinimento, ognuno è infatti libero di scegliere come alimentarsi: motivi di gusto, di salute, ma anche etico-soggettivi. Ma per favore, se il latte vi sta antipatico non andate a raccontare stupidaggini su questo alimento, perché possedere il gene per la menzogna è molto peggio che possedere quello per la lattasi…".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: latte salute zootecnia

Temi caldi: Le interviste impossibili

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 209.804 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner