Formaggi, un sodalizio contro l'italian sounding

I principali Consorzi di tutela firmano il "Patto di Alghero". Previste anche azioni comuni per la promozione sui mercati internazionali e la creazione di un organismo interprofessionale

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

formaggi-formaggio-vari-tipi-by-lsantilli-fotolia-750.jpeg

Formaggio, ad Alghero firmato il patto dell'Afidop contro l'italian sounding
Fonte foto: © Lsantilli - Fotolia

Più sinergia tra i Consorzi di tutela per difendere i formaggi di qualità dalle contraffazioni, per rafforzare i controlli sui prodotti che evocano le Dop e per nuove azioni di promozione sui mercati internazionali. E’ questo il contenuto del “Patto di Alghero” firmato lo scorso 17 giugno, nelle tenute di Sella & Mosca ad Alghero (Ss), al termine dell'assemblea dell'Associazione dei formaggi italiani Dop tra i Consorzi di tutela, con l'obiettivo di fare squadra sia sul fronte della difesa delle denominazioni di origine sia per incentivare l'innovazione di filiera.
 
Tra i promotori, i Consorzi di tutela del Pecorino romano, quello del Pecorino sardo ma anche del Parmigiano Reggiano, del Grana Padano, dell'Asiago e del Gorgonzola. Un comparto che solo per i formaggi, che rappresentano la categoria principale delle Dop e Igp italiane, ha un valore alla produzione di 3,7 miliardi di euro per un'incidenza di oltre il 57% sul totale del comparto Food.
 
Nel pomeriggio l'assemblea di Afidop ha approvato il bilancio 2015. Nel corso della riunione si è discusso anche delle attività 2015 e dell'anno in corso, con la partecipazione alle più importanti fiere internazionali (tra queste il Gulfood di Dubai e il Sial di Parigi), il più importante momento di promozione dei prodotti caseari italiani.

Nel 2015 Afidop ha poi finanziato un progetto di informazione sulle Dop, visto che mancava un riferimento bibliografico internazionale elaborato dall'Italia.
 
All'assemblea hanno partecipato il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, l'assessore dell'Agricoltura della Regione Sardegna, Elisabetta Falchi, e i presidenti di numerosi organismi di tutela. La Sardegna era rappresentata dal Consorzio del Pecorino romano con il presidente Salvatore Palitta e dal Consorzio Pecorino sardo, presente il presidente Nino Mura, insieme ai vertici di alcune aziende lattiero casearie isolane.
 
"In questo delicato momento per il comparto – ha premesso Palitta nel suo intervento – occorre più collaborazione tra gli organismi di tutela, soprattutto per vigilare contro l'italian sounding e per intensificare i controlli. Una sinergia che assume rilevanza sia all'interno dei confini nazionali sia quando lavoriamo con l'estero. Spesso i sistemi di controllo non sono efficaci quanto dovrebbero su quelle produzioni che richiamano marchi e prodotti Dop. E ancora più spesso sono frammentati tra troppi enti e non esiste un riferimento certo: in questo occorrerebbe un'Authority e un maggiore coordinamento tra gli stessi ministeri, ad esempio tra Sviluppo economico e Politiche agricole". 

Palitta ha citato l'esempio del "Cacio romano", che richiamava in qualche modo il Pecorino romano, registrato al Mise ma non al Mipaaf, poi bloccato. "Di recente abbiamo bloccato falsi prodotti in Argentina e negli Stati Uniti ed è stato più facile districarsi tra le norme di quei Paesi piuttosto che in Italia" ha concluso Palitta. 
 
La proposta di Palitta era stata anticipata nella sua relazione dal presidente di Afidop e del Consorzio Grana padano, Cesare Baldrighi"Il primo passaggio al quale noi di Afidop dovremmo lavorare – ha detto Baldrighi - è di intraprendere un percorso comune insieme ai diversi protagonisti della filiera lattiero-casearia nazionale per sostenere la costituzione di un soggetto interprofessionale, che potrà svolgere fondamentali ruoli di governo del settore, come la ricerca di nuovi mercati, la valorizzazione della produzione, la promozione del dialogo nella filiera, la gestione delle emergenze. Una seconda operazione potrebbe essere quella di realizzare un coordinamento tra i diversi Consorzi di tutela per portare avanti azioni in comune nell'ambito dell'innovazione, sfruttando i bandi del Psr 2014-2020. E infine, potremo individuare quelle azioni quotidiane che ci vedono impegnati sul fronte della tutela e della vigilanza".
 
Una proposta di sinergia tra Consorzi che è piaciuta all'assessore dell'Agricoltura della Regione Sardegna, Elisabetta Falchi: "È importante constatare come ci siano già risultati sulle azioni di confronto tra i maggiori Consorzi di tutela sardi e quelli nazionali. Questa via è una delle principali per puntare alla crescita". L'assessore non ha nascosto come sia difficile fare sinergia in Sardegna a causa di troppe conflittualità, ma ha aggiunto che "In questi anni anche questo aspetto si sta superando e lo si sta facendo avviando un lavoro comune sulla promozione sui mercati e l'internazionalizzazione".
 
Anche il viceministro Olivero ha incentrato il suo intervento su difesa delle Dop, lotta alla contraffazione e all'italian sounding, sull'importanza del lavoro dei Consorzi di tutela e degli organismi come quello interprofessionale che proprio in Sardegna si sta cercando di istituire.
Sul versante promozione Olivero ha auspicato una maggiore aggregazione: "Perché siamo molto piccoli anche se abbiamo un'idea identitaria forte - ha detto il viceministro - Dobbiamo fare rete nel mercato internazionale con numeri sufficienti per poter fare una vera promozione ed essere competitivi".

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 202.609 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner