Groupe Roullier, premio alla ricerca "made in Friuli"

Laura Zanin dell'Università di Udine è tra i vincitori del concorso "Innovation awards" organizzato dal gruppo francese. L'attività di ricerca è finanziata dal premio di 60mila euro

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Il concorso internazionale è riservato ai migliori progetti di ricerca e sviluppo rivolto ai ricercatori delle università e degli enti di tutto il mondo

Si è conclusa l'edizione 2018 degli Innovation awards Groupe Roullier, il concorso internazionale della multinazionale francese, leader nel campo della nutrizione vegetale e animale, riservato ai migliori progetti di ricerca e sviluppo rivolto ai ricercatori delle università e degli enti di tutto il mondo.

Ad aggiudicarsi uno dei due riconoscimenti è stata Laura Zanin dell'Università di Udine durante la cerimonia di premiazione avvenuta al Centro mondiale dell'innovazione di Saint-Malo, il più grande centro di ricerche privato d'Europa dedicato alla nutrizione inaugurato dal gruppo francese nel 2016.
Mentre all'austriaco Walter Wenzel dell'Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna è stato conferito l'altro premio.

In occasione della premiazione hanno partecipato i vertici del Gruppo Roullier con il presidente dell'executive board Sébastien Chauffaut, il vicepresidente della Banca europea degli investimenti Ambroise Fayolle e numerosi ricercatori provenienti da atenei e centri di ricerca internazionali tra i quali i docenti dell'ateneo friulano.

"Il nostro gruppo si conferma leader in Europa nell'innovazione - ha dichiarato il vicepresidente di Groupe Roullier zone Italie Pierluigi Sassi - e siamo orgogliosi che proprio una ricercatrice italiana sia una dei due vincitori del premio".
 

Il progetto di Laura

Si chiama "made in Friuli" ed è stato selezionato tra ben 63 idee progettuali pervenute all'attenzione del comitato scientifico da 26 Paesi (tra Europa, Africa, America e Asia). 

"Gli obiettivi della ricerca mirano a sviluppare fertilizzanti innovativi volti a massimizzare l'acquisizione dell'azoto nelle piante, attraverso una maggiore conoscenza dei meccanismi di trasporto del nutriente e dei fattori che li regolano – spiega la ricercatrice Zanin - I risultati dello studio potranno contribuire a definire un uso più sostenibile delle forme azotate che vengono applicate in agricoltura e di quelle già presenti nel suolo, sia in relazione al miglioramento dell'efficienza d'uso dei fertilizzanti azotati che alla potenziale diminuzione dell'accumulo di nitrati nelle falde".

L'attività, finanziata dal premio di 60mila euro di durata annuale, si svolgerà presso il Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali (Di4A) dell'ateneo friulano.