La lotta alla cimice asiatica non si ferma e in Emilia Romagna gli interventi di contrasto realizzati in questi anni stanno dando buoni risultati. Protagonista indiscusso il comparto frutticolo, che rappresenta un grande patrimonio per la Regione ma anche il settore che sta soffrendo di più gli effetti dei cambiamenti climatici e della cimice asiatica.


Lunedì 6 marzo 2023 se ne è parlato in un convegno scientifico dal nome "Cimice asiatica e le strategie per la difesa sostenibile" che si è tenuto a Bologna.


La strategia regionale, in attesa di un riequilibrio delle popolazioni di cimice asiatica con il programma di lotta biologica, ha puntato su diverse azioni. Importante in questo senso il contributo finanziario dato alla ricerca. In coerenza con la strategia della Ue per il periodo 2020-2022 la Regione Emilia Romagna ha puntato allo sviluppo della partnership tra agricoltura e sistema della conoscenza mettendo a disposizione per i progetti di innovazione 9 milioni di euro, che si aggiungono ai 50milioni di euro riservati all'innovazione nel periodo 2014-2020. L'Emilia Romagna è la Regione con il maggior numero di Gruppo Operativi per l'Innovazione a livello europeo con 235 Goi e 81 progetti pilota per 11,8 milioni di euro.

 

Il progetto Contr-Halys, quando prevenire è meglio che curare

Approccio sinergico per la difesa sostenibile delle colture frutticole e orticole nei confronti della cimice asiatica. È di questo che riguarda il progetto Contr-Halys che ha l'obiettivo di ottimizzare il sistema di monitoraggio attualmente disponibile per la cimice asiatica in un'ottica di risparmio dei prodotti fitosanitari impiegati per la difesa integrata e biologica, e a sviluppare un piano di difesa sostenibile delle colture che preveda l'integrazione di strategie complementari, tutte a basso impatto e che si sono dimostrate potenzialmente efficaci per la lotta alle cimici.


L'Università Cattolica del Sacro Cuore è coordinatore del progetto. Partner del progetto sono l'azienda Campo Dei Frutti (Pc) che ospita le prove sul pero, l'azienda Stuard per le prove sul pomodoro e l'azienda Pizzacchera Società Agricola (Pr), che ospita le prove di controllo del pomodoro. Il Centro di Formazione, Sperimentazione e Innovazione "Vittorio Tadini" è leader nelle attività di formazione.


La strategia di difesa sostenibile messa in atto durante il progetto ha previsto la realizzazione di una doppia cintura di protezione attorno alle colture di pero e pomodoro: una prima cintura è rappresentata da una fascia di inerbimento attrattiva, provvista anche di feromoni di aggregazione per aumentarne l'attrattività; una seconda cintura protettiva consiste nel trattamento con zeoliti delle piante per rendere la coltura meno appetibile.


Per le fasce di inerbimento sono state seminate essenze che attirano molto le cimici asiatiche come le leguminose e in particolare soia e favino. Le zeoliti, invece, sono state utilizzate perché assorbono acqua e umidità, e quindi creano un microclima più secco e meno idoneo all'arrivo della cimice.


Per i trattamenti sull'inerbimento è stato usato acetamiprid per la produzione integrata e piretro naturale per il biologico.


I risultati ottenuti sul pomodoro

Molto risultato importante l'inserimento di una rete di monitoraggio a guardia dei punti critici di controllo, cioè quei punti dove la cimice potrebbe insediarsi per la presenza di piante selvatiche o coltivate altrettanto attrattive, o di aree rifugio e riproduttive o aree più fresche e umide, dove l'insetto ha la possibilità di idratarsi.


Utile anche la rielaborazione dei dati di cattura utilizzando "contour maps" che evidenziano con estrema precisione i presunti focolai infestativi, gli spostamenti spazio temporali della popolazione di cimici, i siti di ovideposizione, ecc.


Altri risultati hanno riguardato:

  • l'individuazione nell'agroecosistema dei siti di svernamento e ovideposizione;
  • alcune differenze significative tra regime integrato e regime biologico in termini di resa produttiva, sviluppo vegetativo, stato fitosanitario delle piante a favore dell'integrato;
  • riguardo gli attacchi di cimice asiatica si evidenzia una piccola differenza, ma significativa in termini statistici, tra regime integrato e biologico: nel primo l'attacco è pari a zero, mentre nel secondo si ha una percentuale, anche se trascurabile, di bacche colpite;
  • i dati di monitoraggio mostrano chiaramente che la soia, seminata nella primavera 2021, ha protetto i campi fino alla raccolta, dimostrandosi particolarmente più attrattiva rispetto alla coltura;
  • il piretro naturale ha un effetto repellente e non abbattente sulla popolazione di cimice asiatica, comportando il suo spostamento in aree limitrofe con il rischio di una reinfestazione della coltura.
I risultati ottenuti sul pero 

Questi dati sono stati raccolti in 2 annate, 2021 e 2022, in quanto la gelata avvenuta nella primavera 2021 ha compromesso significativamente la produzione di pere. In sintesi i risultati della sperimentazione hanno evidenziato che:

  • anche per l'agroecosistema con il pereto, l'importanza di inserire una rete di monitoraggio a guardia dei punti critici di controllo;
  • l'utilità di rielaborare i dati di cattura utilizzando "contour maps" che evidenziano con estrema precisione i presunti focolai infestativi, gli spostamenti spazio temporali della popolazione di cimici, i siti di ovideposizione, ecc.;
  • l'individuazione dei siti di svernamento e l'estrema attrattività di alcune piante coltivate nell'agroecosistema che vengono scelte dalle femmine di cimice come siti di ovideposizione;
  • nel 2022, una differenza tra gli attacchi di pere nel controllo rispetto alle aree inerbite e trattate in particolare per le cultivar a maturazione estiva, con significativa riduzione dello scarto dovuto alla cimice nelle tesi inerbite e trattate.

Le maggiori difficoltà riscontrate durante il progetto Contr-Halys sono state quella di riuscire a sincronizzare il ciclo delle leguminose con il ciclo della cimice, perché la cimice non va sui fiori ma sui baccelli. Inoltre, per massimizzare l'attrattività bisognava curare le fasce di inerbimento con le giuste pratiche agronomiche, ad esempio l'irrigazione, e fare attenzione all'ombreggiamento della chioma del pero che può rendere difficoltosa la crescita delle leguminose a ciclo primaverile estivo.

 

Altri progetti Goi

Oltre a Contr-Halys, durante l'incontro della Regione Emilia Romagna sono stati presentanti altri progetti Goi.


Il progetto Vindicta riguarda le strategie tecnologiche preventive e le tecniche di difesa biologica per il contrasto alla cimice asiatica. L'obiettivo è quello di mettere a sistema una serie di misure di monitoraggio e azioni di contrasto di tipo biologico al fitofago in grado di fornire possibili modelli e scenari predittivi e valutazioni complessive su azioni e tecniche di difesa passiva da attuare per il suo controllo, come avviene per altri insetti.

 

I monitoraggi hanno confermato che in generale le trappole segnalano la presenza della cimice prima della loro comparsa nei frutteti. Tra le trappole testate, quelle con sistema vibrazionale hanno permesso di segnalare la presenza degli adulti di cimice più precocemente rispetto agli altri tipi di trappole, mentre quelle piramidali sembrano dare risultati migliori per quanto riguarda il monitoraggio delle forme giovanili.


Il progetto Biovitamina ha come obiettivo quello di individuare metodi di lotta biologica per la difesa diretta rivolti a ridurre il potenziale biotico della cimice asiatica. In particolare sono stati messi a punto diversi protocolli di difesa contro la cimice, impiegando una gamma di prodotti naturali e idonei all'agricoltura biologica ma che possano trovare applicazioni anche in agricoltura integrata.

 


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Iniziativa realizzata nell'ambito del Psr Emilia Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 – Gruppi operativi del Pei per produttività e sostenibilità dell'agricoltura, Focus Area 4B – Progetto: Approccio sinergico per la difesa sostenibile delle colture frutticole e orticole nei confronti della cimice asiatica (Halyomorpha halys) - Contr-halys

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