La difesa delle piante dalle malattie, nuove soluzioni a basso impatto

Dagli atti delle Giornate fitopatologiche 2020 sono emersi sei lavori. Focus sull'utilizzo di estratti di melograno, sull'impiego di una matrice organica per la disinfezione del terreno e sulle nuove soluzioni per il controllo della botrite della vite

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Atti delle Giornate fitopatologiche, nuove soluzioni a basso impatto per la difesa delle piante

Qualche spiraglio per il controllo della xylella, questo quanto evidenziato in un lavoro presentato alle Giornate fitopatologiche 2020 che ha riguardato l'impiego di trattamenti endoterapici con estratto di melograno.

In particolare, negli atti sono stati complessivamente presentati sei lavori molto interessanti, e apparentemente con grandi prospettive, che hanno riguardato la presentazione di risultati ottenuti con nuove soluzioni per il controllo delle malattie delle piante:
  • studi preliminari sull'utilizzo di estratti di melograno (due lavori);
  • impiego di una matrice organica per la disinfezione del terreno (un lavoro);
  • nuove soluzioni per il controllo della botrite della vite (tre lavori).

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Caratterizzazione e impiego di estratti di melograno nella difesa dalle malattie

Proseguendo un lavoro avviato nel 2016 e 2017, negli anni 2018 e 2019 Crea-It Pe di Pescara e Crea-Dc di Roma hanno condotto una sperimentazione che ha visto l'impiego, con fori praticati sul tronco degli olivi, di un estratto idroalcolico ottenuto dalle bucce del frutto di melograno (Punica granatum) per il contenimento dell'Olive quick decline syndrome (Oqda) che è associata al batterio sistemico della Xylella fastidiosa. I risultati ottenuti sono incoraggianti e, a conferma di quanto si è verificato nel biennio precedente, anche negli ultimi due anni nelle ripetizioni in cui è stato impiegato l'estratto di melograno la gravità della malattia si è ridotta e la stessa densità della chioma è stata più consistente rispetto a quella verificata nelle tesi testimone. I risultati sono promettenti, ma al momento i costi che si dovrebbero sostenere sono ancora molto alti e poco praticabili le modalità applicative adottate.
Gli autori ritengono quindi che i risultati ottenuti siano incoraggianti, ma che occorra continuare a lavorare anche nei prossimi anni per affinare le modalità applicative e per tarare complessivamente il metodo che si propone come valida integrazione alle altre soluzioni agronomiche, lotta ai vettori e impiego di varietà tolleranti/resistenti, che si tanno mettendo a punto per prevenire e favorire un adeguato controllo di una batteriosi che continua a flagellare l'area olivicola della Puglia.

Crea-It Pe di Pescara e Crea-Dc di Roma hanno inoltre presentato un lavoro in cui è stata valutata la capacità antifungina di diversi genotipi di melograno (Punica granatum). Alla ricerca di individuare i genotipi con il più alto contenuto di sostanze bioattive sono stati valutati 21 diversi genotipi di melograno andando ad ottimizzare i sistemi estrazione, valutando l'attività fungina su diversi estratti su piastra e conducendo analisi per la determinazione del contenuto di punicalagine, alfa e beta, di acido ellagico, i polifenoli totali, l'acidità totale e il pH. Tutti gli estratti hanno dimostrato attività fungina, ma con un diverso grado di efficacia. In particolare, l'attività fungina è stata correlata a un alto contenuto di polifenoli e di punicalagine, mentre pH, acidità titolabile e contenuto di acido ellagico non hanno dimostrato correlazioni con l'attività inibitoria. Il fungo su cui è stata saggiata l'attività fungicida è stato il Fusarium oxysporum f. s.p. lycopersici, disponibile nella collezione del Cra-Pav. I risultati ottenuti hanno quindi consentito di individuare alcuni genotipi particolarmente attivi che potranno quindi essere utilizzati in ulteriori sperimentazioni da portare avanti nei prossimi anni al fine di mettere a disposizione del sistema agricolo nuove interessanti soluzioni per il contenimento delle malattie delle piante.


Impiego di una matrice organica per la disinfezione del terreno

Il Centro di sperimentazione ed assistenza agricola di Albenga (Sv) e BIOGARD® - Divisone di CBC Europe di Grassobbio (Bg) hanno presentato un lavoro con prove condotte in semi campo con un formulato di una specifica matrice organica (Never) che applicato al terreno, con film impermeabili all'ossigeno, è stato in grado di garantire condizioni di anaerobiosi che, dopo due/tre settimane di copertura, ha determinato la disinfestazione di pericolosi isolati selezionati di Verticillium dahliae, Phytophthora nicotianae, Fusarium oxysporum f.sp. lycopersici, Rhizoctonia solani e Sclerotinia sclerotiorum.

La sperimentazione, che è stata condotta per un biennio, ha confermato la validità del metodo adottato (Asd, Anaerobic soil disinfestation) e la necessaria combinazione della matrice organica impiegata (Never) con il film di plastica, per almeno 2/3 settimane, che ha garantito le necessarie condizioni di anaerobiosi; nel corso della sperimentazione è stato infatti verificato che la sola solarizzazione, senza l'impiego della matrice organica, o il solo impiego della matrice organica con temperature inferiori ai 31° C, senza la copertura con film plastico, non sono stati in grado di fornire risultati soddisfacenti.


Nuove soluzioni per il controllo della botrite della vite

Il Centro di ricerca, sperimentazione e formazione in agricoltura "Basile Caramia" di Locorotondo (Ba) e il Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell'Università di Bari hanno presentato un lavoro condotto tra il 2017 e il 2019 in tre prove su uva da tavola mirate alla valutazione di: isofetamid, un nuovo ceppo di Bacillus amyloliquefaciens FZB24 e un composto inerte a base di zeolite.
Isofetamid ha dimostrato risultati in linea, e in alcuni casi superiori, agli standard chimici utilizzati (boscalid, fenexamid, fenpyrazamine, fludioxonil, cyprodinil+fludioxonil); B. amyloliquefaciens ceppo FZB24, posizionato nei trattamenti di chiusura, ha fornito risultati simili al B. subtilis e agli altri antibotritici saggiati, mentre l'impiego esclusivo di zeolite non ha fornito risultati soddisfacenti.

Astra innovazione e sviluppo, centro di saggio di Tebano (Ra), e il Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna hanno presentato un lavoro con due prove di campo, realizzate nel 2017 e nel 2018, in cui sono stati valutati diversi prodotti di origine naturale, a confronto con un prodotto chimico di sintesi, nella difesa dalla botrite della vite. I prodotti di origine naturale (Aureobasidium pullulans, Bacillus subtili e Pythium oligandrum) sono stati impiegati da soli o in strategia con altri prodotti nelle fasi di fioritura, pre chiusura grappolo e pre raccolta, mentre il prodotto di sintesi (cyprodinil + fludioxonil) è stato impiegato con una strategia che prevedeva due soli interventi in pre chiusura grappolo ed in pre raccolta. I risultati hanno evidenziato che in condizioni di forte pressione della malattia solo la strategia con due interventi con i prodotti di sintesi ha dimostrato un'efficacia soddisfacente, mentre interessante è stato anche il risultato della tesi con un intervento con il prodotto di sintesi in pre chiusura grappolo e due interventi con prodotti naturali nelle fasi successive.

Sipcam Italia di Pero (Mi) e i centri di saggio Agrea, di San Giovanni Lupatolo (Vr), e Terremerse, di Bagnacavallo (Ra), hanno presentato un lavoro con due anni di prova in cui è stato sperimentato un prodotto a base terpenica, eugenolo + geraniolo + timolo (3Logy), impiegato in fioritura per il contenimento su vite delle infezioni latenti di muffa grigia e la riduzione del suo potenziale di inoculo. Il prodotto ha dimostrato un buon contenimento delle infezioni in linea con i principali formulati di riferimento applicati nelle classiche fasi da pre chiusura grappolo alla pre raccolta. Da un punto di vista qualitativo molto interessante la valutazione della presenza dell'acido gluconico, che interagisce negativamente sui mosti. Specie nelle esperienze con una maggiore pressione di botrite, le tesi trattate con la miscela di terpeni hanno evidenziato, nelle analisi di laboratorio, valori di acido gluconico nettamente inferiore ai testimoni e inferiori alle tesi trattate con prodotti di sintesi in epoche successive alla fioritura.

Queste alcune analisi sintetiche e soggettive, per una lettura più completa dei lavori si invita ad acquisire gli atti prendendo contatto direttamente con la segreteria organizzativa delle Giornate fitopatologiche al seguente indirizzo email: giornatefitopatologiche@unibo.it.
Le Giornate fitopatologiche, a cadenza biennale, rappresentano un momento di confronto e di discussione tra gli esperti della fitoiatria italiana.
L'edizione 2020 ha prodotto oltre 130 lavori raccolti in circa 1200 pagine.

In un'ottica di divulgazione, AgroNotizie ha riassunto i contenuti in un ciclo di articoli dal nome "Difesa e diserbo, lo stato dell'arte" dedicati alla difesa dalle avversità animali, difesa dalle malattie, controllo delle infestanti e mezzi di difesa.