Operazione Mela stregata: facciamo un po' di chiarezza

Normativa Nazionale

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L'operazione “Mela stregata”, condotta in due tempi (a luglio del 2014 e a febbraio del 2015) dalla repressione frodi (ICQRF) in collaborazione con la guardia di Finanza di Cagliari, che ha portato al sequestro di oltre 80 tonnellate di prodotti illegali in 133 esercizi commerciali, ha evidenziato quali rischi corrono i potenziali utilizzatori di mezzi tecnici per l'agricoltura quando si affidano a merce di dubbia provenienza. Ecco alcuni suggerimenti per non imbattersi in potenziali “mele stregate”.

Corroboranti
Cominciamo dalla cronaca recente: l'etichetta (da “Il fatto alimentare”) di un prodotto sequestrato nell'ambito di Mela stregata faceva riferimento alla normativa nazionale sui corroboranti che li definisce come:
corroboranti, potenziatori delle difese delle piante” sostanze di origine naturale, diverse dai fertilizzanti, che:
1) migliorano la resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi;
2) proteggono le piante da danni non provocati da parassiti.
E qui si devono essere fermati i consulenti (o facciamo meglio a definirli complici?) dell'impresa che, forse a causa di una lettura distratta della norma, si sono dimenticati che per vendere un prodotto come corroborante non è sufficiente citare in etichetta le paroline magiche “corroborante”, “preparazione biodinamica” e il riferimento all'inesistente articolo 38 del DPR 55 (che ha appunto 22 articoli, per la cronaca l'articolo 38 è quello del DPR 290, modificato dal DPR 55), ma occorre che il corroborante sia appunto un corroborante (scusate il gioco di parole) riconosciuto dalle autorità! Attualmente le sostanze (o meglio le tipologie di sostanze) riconosciute come corroboranti sono attualmente 10 (allegato 1 del DM MiPAAF n. 18354 27.11.09) e sono elencate nella tabella 1. L'unica categoria rimasta un po' nel vago è proprio la n° 5, quella utilizzata nella frode: i preparati biodinamici, la cui mistica descrizione si può però trovare nei siti informativi degli affiliati a “Demeter” che, fondata addirittura nel 1927, certifica le produzioni biodinamiche. Le preparazioni biodinamiche sono 8, due per trattamenti fogliari (BD500 e BD501) e sei per la preparazione di compost (BD502, BD503, BD504, BD505, BD508 e BD507). Trovate una breve descrizione delle preparazioni, assieme alle loro indicazioni d'uso, nella tabella 2. Qui gli inquirenti hanno avuto vita facile in quanto l'irregolarità era nell'etichettatura, tuttavia la particolarità di questi prodotti, più una filosofia che una merce, suggerisce ai potenziali consumatori di rivolgersi solamente a fornitori “omologati” (si trovano sul sito di Demeter), in quanto resta problematico accertarsi dell'idoneità del prodotto con altri mezzi.

Fertilizzanti
Una delle frodi più comuni è la vendita di prodotti rameici etichettati come concime CE a base di microelementi o di fosfonato (nome corretto del fosfito) di potassio etichettato come concime PK. Nel primo caso l'inganno è facilmente identificabile quando in etichetta vengono riportati dosaggi e modalità d'impiego tipiche dell'uso come fungicida (trattamenti ripetuti, dosaggi intorno a 1 kg di rame per ettaro), completamente diverse dall'utilizzo come microelemento, che nei trattamenti fogliari viene somministrato a dosaggi intorno ai 30-100 grammi per ettaro.... Nel secondo caso la situazione è rovesciata, in quanto le dosi di utilizzo come concime sono molto superiori a quelle dei fosfonati di potassio autorizzati come fungicidi. Non a caso le autorità spagnole hanno vietato la vendita del fosfito/fosfonato di potassio come concime, affermando tra l'altro che l'apporto nutritivo del fosforo sotto forma di fosfonato è nullo (ne abbiamo discusso qui). Oltre il danno, la beffa: chi vende agrofarmaci travestiti da concimi gode anche dell'IVA agevolata al 4%, contro quella del 10% per gli agrofarmaci.

Biostimolanti
Un tempo considerata la “terra di mezzo”, nella categoria biostimolanti trovavano dimora prodotti di vario genere e spesso di dubbia provenienza, qualcosa tra i concimi e i fitoregolatori, spesso chiaramente identificati solo dall'IVA non agevolata. La “terra di mezzo” ha cominciato a restringersi nel 2006 quando fu pubblicato il Decreto Legislativo 29 aprile 2006, n° 217 “Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti” (poi sostituito dal Decreto Legislativo 29 aprile 2010, n° 75) che introdusse per la prima volta nella normativa sui fertilizzanti la definizione di biostimolante, colmando un vuoto legislativo che perdurava da molti anni. Questa normativa tutela l'acquirente sia sulla qualità del prodotto, che deve avere requisiti ben precisi e sottoposti ai controlli della repressione frodi, che sull'affidabilità di fabbricanti, confezionatori e importatori che devono iscriversi a un registro consultabile da chiunque visitando la relativa pagina internet ospitata dal SIAN. Vista la crescente importanza di questi mezzi tecnici, l'associazione dei produttori di biostimolanti ne sta auspicando la regolamentazione europea mediante l'aggiunta di una specifica categoria all'attuale normativa sui fertilizzanti (regolamento 2003/2003). Anche in questo caso l'Italia si è rivelata precursore di una norma europea, come si è verificato in passato per il “patentino” e come si sta verificando adesso per i coadiuvanti.


Per saperne di più
  1. Decreto Legislativo 29 Aprile 2006, n.217 Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti.
  2. Decreto legislativo 29 aprile 2010, n.75 Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88.
  3. DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA 28 febbraio 2012, n. 55.
  4. D.P.R. n. 290 del 23 Aprile 2001 Regolamento di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti (n. 46 allegato 1, legge . 59/1977).
  5. DECRETO 27 novembre 2009 Disposizioni per l'attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007, n. 889/2008 e n. 1235/2008 e successive modifiche riguardanti la produzione biologica e l'etichettatura dei prodotti biologici. (Decreto n. 18354). (10A01133) (GU Serie Generale n.31 del 8-2-2010 - Suppl. Ordinario n. 24)
  6. REG. (CE) n. 2003/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 Ottobre 2003 Relativo ai concimi


Tabella 1. Allegato 1 del DM MiPAAF n. 18354 27.11.09: prodotti impiegati come corroboranti, potenziatori delle difese naturali dei vegetali
DENOMINAZIONE
DEL PRODOTTO
DESCRIZIONE, COMPOSIZIONE QUALI-QUANTITATIVA E/O FORMULAZIONE COMMERCIALE MODALITÁ E
PRECAUZIONI D’USO
1. PROPOLIS È il prodotto costituito dalla raccolta, elaborazione e modificazione, da parte delle api, di sostanze prodotte dalle piante. Si prevede l’estrazione in soluzione acquosa od idroalcolica od oleosa (in tal caso emulsionata esclusivamente con prodotti presenti in questo allegato). L’etichetta deve indicare il contenuto in flavonoidi, espressi in galangine, al momento del confezionamento. Rapporto percentuale peso/peso o peso/volume di propoli sul prodotto finito
 
2. POLVERE DI PIETRA O DI ROCCIA Prodotto ottenuto tal quale dalla macinazione meccanica di vari tipi di rocce, la cui composizione originaria deve essere specificata. Esente da elementi
inquinanti
3. BICARBONATO DI SODIO Il prodotto deve presentare un titolo minimo del 99,5% di principio attivo.
 
4. GEL DI SILICE Prodotto ottenuto dal trattamento di silicati amorfi, sabbia di quarzo, terre diatomacee e similari
 
5. PREPARATI BIODINAMICI Preparazioni previste dal regolamento CEE n. 834/07, art. 12 lettera c.
 
6. OLI VEGETALI ALIMENTARI
(Arachide, Cartamo, Cotone, Girasole, Lino, Mais, Olivo, Palma Di Cocco, Senape, Sesamo, Soia, Vinacciolo)
Prodotti derivanti da estrazione meccanica e trattati esclusivamente con procedimenti fisici.
 
7. LECITINA Il prodotto commerciale per uso agricolo deve presentare un contenuto in fosfolipidi totali non inferiore al 95% ed in fosfatidilcolina non inferiore al 15%
 
8. ACETO Di vino e frutta
 
9. SAPONE MOLLE E/O DI MARSIGLIA Utilizzabile unicamente tal quale
 
10.CALCE VIVA Utilizzabile unicamente tal quale
 


Tabella 2. Principali caratteristiche delle preparazioni biodinamiche (da www.demeter.it).
Denominazione della preparazione Fabbricazione Modalità d'uso
BD 500 “CORNOLETAME” Involucro: Corno di vacca che abbia figliato almeno una volta.
Contenuto: Letame di vacca, preferibilmente di animali che abbiano accesso al pascolo.
Procedura: Il corno viene riempito con letame fresco all'inizio dell'autunno e sotterrato fino a primavera in un'area verde di un campo o di un orto. In contenuto viene prelevato dal corno e conservato in un luogo fresco in un contenitore circondato da torba.
Trattamento per spruzzatura al terreno come attivatore microbiologico e come starter energetico dei processi vitali del terreno.
BD 501 “CORNOSILICE” Involucro: Corno di vacca che abbia figliato almeno una volta.
Contenuto: Quarzo finemente triturato.
Procedura: Dopo Pasqua, il quarzo viene frantumato fino ad ottenere una polvere finissima, mescolato con acqua piovana fino a formare un impasto e viene inserito nelle corna. Dopo parecchi giorni, l'acqua in eccesso può essere drenata. Le corna vengono messe sotto terra fino a tarda estate. Alla fine di settembre o all'inizio di ottobre, si recuperano le corna e il contenuto viene estratto e conservato in un barattolo di vetro in un luogo soleggiato. Le corna, dopo essere state svuotate, possono essere riutilizzate se conservate in una stalla durante l'inutilizzo.
Trattamenti fogliari al momento della formazione dei frutti o delle radici per migliorare lo stato fisiologico della pianta e la qualità dei frutti.
BD 502 “ACHILLEA” Involucro: vescica di cervo maschio.
Contenuto: Fiori di Achillea millefolium freschi o secchi, in piena fioritura, raccolti in una giornata di pieno sole.
Procedura: Riempire la vescica esiccata di fiori e chiuderla strettamente. Appendere la vescica al sole nella prima metà dell'estate (S.Giovanni), se necessario proteggendola dagli uccelli con una rete. Sotterrarla nel terreno all'inizio dell’autunno e dissotterrarla tra Pasqua e al massimo la fine di Aprile.
Preparazione di compost
BD 503 “CAMOMILLA” Involucro: Intestino di vacca.
Contenuto: Fiori di camomilla freschi o secchi, raccolti al mattino presto.
Procedura: Riempire l'intestino con fiori di camomilla, lasciar seccare leggermente l'intestino e all'inizio dell'autunno sotterrarlo nel terreno. Recuperarlo prima della fine di aprile.
Preparazione di compost
BD 504 “ORTICA” Involucro: Sacca o scatola di legno
Contenuto: Piante di ortica tagliate al mattino presto all'inizio della fioritura.
Procedura: Le ortiche appassite vengono legate assieme e impacchettate in una sacca o in una scatola. Quest'ultima viene sotterrata a metà estate (S. Giovanni), circondata da uno strato di torba spesso cinque centimetri e recuperata un anno dopo.
Preparazione di compost
BD 505 “QUERCIA” Involucro: Cranio di un animale domestico.
Contenuto: Corteccia di quercia finemente tritata, appartenente ad una pianta della specie Quercus Robur, estratta dal tronco con una pialla all'inizio dell'autunno.
Procedura: Si riempie il cranio con polvere di corteccia di quercia attraverso il foramen magnum (il foro alla base del cranio attraverso il quale entra il midollo spinale) pressandola per bene e si chiude il foro con un frammento di osso tenuto in posizione con creta. Si pone il tutto in un fusto pieno di acqua piovana o sul bordo di uno stagno, in presenza di materiale vegetale in decomposizione e in un corso d'acqua all'inizio dell'autunno. In primavera si estrae il contenuto e viene seccato.
Preparazione di compost
BD 506 “TARASSACO” Involucro: Mesentere di vacca.
Contenuto: Fiori di tarassaco nella prima fase di fioritura, raccolti in una giornata soleggiata di primavera.
Procedura: Inumidire i fiori secchi in autunno con un infuso di tarassaco, avvolgere nel mesentere di un bovino e legare con un laccio. Sotterrare in autunno e dissotterrare in primavera.
Preparazione di compost
BD 507 “VALERIANA” Pressare i fiori freschi di Valeriana e versare il succo ottenuto in bottiglie. Lasciare le bottiglie aperte per sei settimane, fino al termine della fermentazione, quindi tappare e conservare in cantina al buio. Preparazione di compost
“PREPARATO DA FATTA” Si scava una buca, larga circa 60 cm e profonda circa 40 cm, in un'area idonea del giardino e la si riveste con bastoncini di betulla.
La fossa viene poi riempita con letame di vacca fresco e compatto, non contenente paglia, inoculato con preparati per compost e riparato dalla pioggia (ma non chiuso ermeticamente).
Maria Thun ha ulteriormente perfezionato questo metodo. si mescolano gusci di uova e basalto (o lapilli) e si rimestano con una vanga per un'ora, quindi si pongono in una scatola priva di fondo nel terreno e vengono lasciati qui per otto settimane.
Il preparato può essere utilizzato quando diventa di colore marrone scuro, friabile ed ha perso l'odore di stallatico. Oltre ai preparati, l''agricoltore e l'ortofrutticoltore biodinamico utilizzano concimi naturali liquidi realizzati con ortiche, Equiseto (508) e Consolida.
Preparazione di compost

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