Corpo 8, con l'acqua alla gola

L'agricoltura fa i conti con i danni del maltempo. Allarme fitosanitario per gli agrumi. Gli stop al glifosate. La Pac che verrà. Slealtà sul latte. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 10 al 16 maggio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

edicola.jpg

Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • Dopo la siccità del periodo invernale, ora i campi devono fare i conti con piogge insistenti, vento e grandinate. E i danni sono milionari.
  • C'è preoccupazione per il virus tristeza che colpisce gli agrumi. Nel frattempo dalla Tunisia arriva la minaccia del fungo "Macchianera".
  • Per gli oliveti pugliesi continua a tenere banco la vicenda Xylella. Questa volta non per la comparsa di nuovi focolai ma per le polemiche su come il problema è stato affrontato.
  • Non si arrestano nemmeno le discussioni sull'impiego o meno del glifosate, ora messo al bando anche da alcuni gruppi della Grande distribuzione organizzata.
  • Dibattito aperto poi sulla coltivazione e commercializzazione della canapa "leggera", priva di indicazioni terapeutiche e di effetti psicotropi.
  • Le elezioni europee si avvicinano e si riaccende il dibattito sulle proposte di riduzione delle risorse previste per la prossima Politica agricola comunitaria.
  • Tensioni sul mercato lattiero caseario dopo la decisione di una fra le più importanti industrie del settore di ridurre il prezzo del latte alla stalla.
  • Entra nel vivo la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina a colpi di inasprimento dei dazi. I nostri vini potrebbero anche trarne dei vantaggi.
  • Ancora difficoltà per il mercato del riso, nonostante la frenata alle importazioni da alcuni paesi asiatici.
  • Nel frattempo ecco arrivare 400 milioni di euro destinati ai settori in difficoltà, come olio, formaggi e suini.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Campi allagati

Prima la siccità di un inverno senza pioggia, ora una primavera che assomiglia a un autunno stizzoso, freddo e piovoso.
Qualcuno si trova con le case allagate da fiumi e torrenti che esondano, ma a fare le spese di questa maledetta primavera, come qualcuno l'ha ribattezzata prendendo a prestito il titolo di una vecchia canzone, è soprattutto l'agricoltura.

Da Nord a Sud è un susseguirsi di filari divelti dal vento, frutteti martoriati dalla grandine, campi allagati e semine andate perse.
Il resoconto dei danni patiti dall'agricoltura inizia sulle pagine di “Brescia Oggi” del 13 maggio, che parla di colture di frumento dimezzate e vigne di pregio in Franciacorta sfregiate dalla grandine.
Dei danni subiti dall'agricoltura lombarda si occupa poi il “Corriere della Sera”, mentre il “Corriere di Verona” del 14 maggio si preoccupa delle sorti del vialone nano. In alcuni casi le grandinate hanno coperto di ghiaccio i campi compromettendo la produzione di riso.

In Veneto si riscontrano molti danni sulle coltivazioni di mais (“La Voce di Rovigo”, 14 maggio) e sugli asparagi (“Tribuna di Treviso”, 14 maggio).
Gravi danni anche in Emilia Romagna, tanto che “Repubblica” del 15 maggio conferma la decisione del presidente della regione, Stefano Bonaccini, di chiedere al Governo lo stato di emergenza.

Allarmante la situazione descritta dal “Corriere di Brescia” del 15 maggio a proposito delle coperture assicurative sui danni da maltempo, visto che solo il 30% degli agricoltori risulterebbe assicurato.

Scendendo a Sud la situazione non migliora. In Puglia, si legge sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”, a soffrire delle conseguenze di questa stagione anomala sono ciliegie e ortaggi.
 

Allarme agrumi

Andiamo in Sicilia con la “Gazzetta del Sud” che il 10 maggio lancia l'allarme sulla presenza del virus tristeza, che potrebbe azzerare in un paio di anni la produzione di agrumi dell'isola.

Le minacce agli agrumi continuano il giorno seguente con “Il Sole 24 Ore” che denuncia in una breve nota la presenza di un fungo, soprannominato "macchia nera", sulla buccia delle arance provenienti dalla Tunisia.
A causa di questo patogeno degli agrumi, spiega “La Stampa” del 12 maggio, sono stati bloccati i flussi di importazione delle arance dalla Tunisia.

La Xylella continua a catturare l'attenzione dei quotidiani, questa volta per le polemiche che accompagnano il lavoro dei ricercatori che si sono occupati di questa patologia.
Se ne discute sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” dell'11 maggio per denunciare la sottovalutazione del problema, noto sin dai primi mesi del 2013, ma non affrontato con la dovuta fermezza.
Sullo stesso argomento interviene il 12 maggio “Il Fatto”, puntando il dito non solo sul mondo scientifico, ma anche su quello politico.

Preoccupa la notizia riportata il 16 maggio da “Repubblica” per l'allarme lanciato in questi giorni da Efsa, l'ente europeo per la sicurezza alimentare, che conferma l'assenza di una cura efficace contro la Xylella.
Una condizione che getta ombre sulla possibilità di un'espansione del batterio in gran parte dell'Unione europea.
 

Stop al glifosate

Come per la Xylella, anche per il glifosate continuano le discussioni e “Il Sole 24 Ore" del 10 maggio commenta la decisione della Grande distribuzione organizzata che si riconosce sotto il marchio di Coop, di dire stop all'utilizzo di questo diserbante per l'ortofrutta che viene commercializzata con il proprio marchio.
Lo stesso argomento è poi ripreso il 12 maggio sulle pagine di “Avvenire”, precisando che saranno quindici i prodotti ortofrutticoli commercializzati a "zero-glifosate" e fra questi le ciliegie, i meloni e le clementine. Inutile interrogarsi sul ruolo di un diserbante nelle colture frutticole...

Il no al glifosate arriva poi dalla Docg del Prosecco, come anticipa “Il Gazzettino” del 12 maggio, ricordando che si tratta della più vasta area nella quale si concentra la produzione di un vino a denominazione controllata e garantita.

Cresce intanto nell'opinione pubblica, sensibilizzata a volte con messaggi fuorvianti, la preoccupazione per la presenza di residui nell'ortofrutta, tanto da organizzare per la prossima domenica 19 maggio una marcia di protesta che vorrebbe imporre uno stop totale agli agrofarmaci entro il 2030.
Se ne parla il 16 maggio su "Repubblica" nelle pagine dedicate alla "scienza". Non un cenno, tuttavia, alle conseguenze di una scelta così drastica.


Canapa sì, canapa no

Un coro di "no" al quale rischia di aggiungersi la coltivazione e la vendita della canapa, quella definita "leggera" per il basso contenuto di alcaloidi, al di sotto della soglia di effetto psicotropo.
Quali sono gli attuali limiti e le regole per la coltivazione e la distribuzione, oltre ai rischi per la salute, lo descrive il 10 maggio il “Corriere della Sera”.

Il giro di affari che ruota attorno alla coltivazione e distribuzione della canapa, si legge su “Il Mattino” del 10 maggio, nel frattempo continua a crescere e ha già raggiunto il ragguardevole livello di 150 milioni di euro.

Forte anche l'interesse per la canapa terapeutica, tanto che sul settore c'è la volontà di investire anche da parte di alcuni colossi finanziari e assicurativi, come si apprende il 13 maggio dalle pagine de “Il Fatto”.
 

Pac, a chi piace e a chi no

Mentre si avvicina l'appuntamento con le elezioni europee, si fa più serrato il dibattito su come evolverà la Politica agricola comunitaria.
"Italia Oggi" del 10 maggio segnala che la prossima Pac taglierà del 30% gli aiuti all'olio. Una conseguenza del meccanismo di convergenza che tiene conto degli interventi su media nazionale.

Fortemente critico il commento ospitato il 13 maggio sulle pagine di “QN”, che boccia senza mezzi termini sia l'attuale Politica agricola comune sia quella nazionale in tema di produzioni lattiere. "Paradigma - si legge - di come sia possibile danneggiare gravemente un settore produttivo e coloro che ci lavorano per avvantaggiare una minoranza di attori, pubblici e privati, che su questo prodotto hanno lucrato e speculato".

Parere opposto è quello che si può leggere il 16 maggio su "Il Foglio", che loda gli incentivi che la Pac mette a disposizione per i giovani agricoltori e per la modernizzazione delle aziende.
Ai quali si aggiunge un sistema di controlli armonizzato che contribuisce a dare garanzie di sicurezza al consumatore.
 

Latte e zucchero

Che sul settore lattiero caseario si stiano scontrando interessi contrapposti lo conferma l'articolo pubblicato il 10 maggio da “Brescia Oggi”, dal quale si apprende la decisione di un importante gruppo lattiero caseario di ridurre il prezzo corrisposto agli allevatori, argomento che poi troviamo nei giorni seguenti su numerosi altri quotidiani (“Italia Oggi” dell'11 maggio, “Il Giornale di Brescia” del 12 maggio).

Una riduzione del prezzo del latte, conferma Paolo De Castro dalle pagine di “Italia Oggi” del 15 maggio, che cozza contro le regole della direttiva recentemente approvata dal Parlamento europeo per contrastare le pratiche commerciali sleali.

Invece lo zucchero paga un conto salato alle politiche comunitarie.
Se ne parla il 10 maggio sulle pagine de “La Stampa” per ricordare che in Europa dei 180 stabilimenti che erano in funzione ne sono rimasti soltanto 100.
Nel frattempo il prezzo dello zucchero è crollato dai 550 euro a tonnellata di qualche tempo fa agli attuali 300 euro.

La crisi dello zucchero è tuttavia contemplata nel decreto "anticrisi" ora convertito in legge.
I 400 milioni di euro che questo mette a disposizione sono indirizzati poi ad altri comparti in difficoltà.
Si passa così dallo stoccaggio dei pecorini, ai sostegni alle aziende olivicole, sino agli aiuti per gli allevamenti suini.
Il provvedimento contiene anche una specifica norma che attribuisce alla Agenzia delle entrate il compito della riscossione coattiva delle multe per le quote latte. I dettagli si possono leggere il 16 maggio su "Italia Oggi".
 

I numeri dell'agroalimentare

Dell'andamento dei mercati agroalimentari si è lungamente parlato durante gli incontri promossi qualche giorno fa da Federalimentare, l'associazione che raccoglie oltre 56mila imprese del settore, che rappresentano il secondo polo manifatturiero del paese, con un fatturato aggregato superiore a 140 miliardi.

Numeri che emergono da un ampio servizio che a questo evento è stato dedicato dal “Corriere della Sera” del 13 maggio.
Fra i temi affrontati in questa occasione quello delle esportazioni agroalimentari, trainate in particolare dai prodotti a marchio Dop, come scrive “Il Messaggero” del 12 maggio.

Fra i prodotti che guardano con interesse ai mercati esteri c'è l'aceto balsamico Igp, alle prese con qualche difficoltà sul mercato nazionale dove i consumi non decollano.
Crescono così le tensioni all'interno del Consorzio di tutela, descritte da “Il Sole 24 Ore” del 16 maggio.
 

La "guerra" dei dazi

Non si allentano le tensioni sui mercati internazionali in conseguenza degli inasprimenti dei dazi nei rapporti commerciali fra Usa e Cina.

A patirne le maggiori conseguenze, a parere de “Il Sole 24 Ore” dell'11 maggio, sarà in prevalenza l'agricoltura statunitense.
Fra i prodotti più coinvolti, è ancora “Il Sole 24 Ore” a parlarne, del 15 maggio in questo caso, sarà il mercato della soia.

Nello stesso giorno il “Secolo d'Italia” ipotizza che da questa guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina possano nascere opportunità di crescita per l'export del vino italiano.
 

Riso amaro

Sui mercati interni continuano le sofferenze per il riso denunciate da “La Provincia Pavese” del 13 maggio.
Colpa delle scorte di carnaroli e vialone nano ancora da smaltire per 350mila tonnellate.

Una situazione di mercato pesante, scrive “Il Giorno” del 15 maggio, che si presenta nonostante la frenata all'invasione di riso di importazione da alcuni paesi asiatici.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 196.413 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner